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L'alta pressione è genetica

Una proteina regola il meccanismo

Secondo uno studio pubblicato sul 'Journal of Clinical Investigation' da ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis - USA, la chiave dell'ipertensione potrebbe essere in un difetto genetico.

Sappiamo che la pressione sanguigna è determinata dalla forza esercitata dal sangue contro le pareti delle arterie, e si conosce il ruolo degli ormoni e di appositi neurotrasmettitori, nel regolare, attraverso impulsi, la contrazione delle arteriole (i vasi sanguigni più piccoli). Di conseguenza, sappiamo a cosa sono dovuti l'aumento e la diminuzione della pressione sanguigna. Una delle cose che gli scienziati, invece, non sanno ancora spiegare, è come queste sostanze riescano a controllare la pressione in circostanze particolari, come, per esempio, quando ci si mette in piedi all'improvviso o si inizia a correre.
I ricercatori americani hanno ipotizzato che una proteina, chiamata Rgs2, potesse essere fortemente coinvolta in tutto il meccanismo di regolazione della pressione. Partendo da questa ipotesi, hanno creato topolini privi di una o di entrambe le copie del gene Rgs2 che esprime la proteina.

Gli animali modificati mostravano valori pressori molto alti.
In un successivo esperimento, hanno dimostrato che è possibile curare gli animali modificati bloccando, attraverso i farmaci, l'azione di un ormone, l'angiotensina II, che fa restringere i vasi periferici provocando l'innalzamento dei valori della pressione. Ciò suggerisce, dicono i componenti del gruppo di ricerca dell'Università di St. Louis, che la proteina Rgs2 blocca l'azione dell'angiotensina II, e quando mancano o sono difettosi i geni che esprimono questa proteina, la pressione rimane alta.
E' da questi risultati che i ricercatori hanno dedotto quanto sia cruciale il ruolo della proteina Rgs2 nell'ipertensione. Partendo da questo studio si potrebbe mettere a punto un test capace di individuare, per ogni paziente, l'origine della malattia e i farmaci 'su misura'. Non bisogna dimenticare quanto incida l'ipertensione sulle malattie cardiovascolari e quanto gli ipertesi siano costantemente a rischio della stessa vita.