Il commento

Scuola, Giuseppe Valditara: "Recuperati 520mila ragazzi in quattro anni"

Il ministro dell'Istruzione analizza il rapporto Invalsi di quest'anno: "Ci sono risultati storici. Anzitutto, cala la dispersione scolastica"

© Ansa

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"Dal 2022 abbiamo recuperato 520mila studenti che prima, nella migliore delle ipotesi, stavano sul divano oppure erano impiegati nel lavoro nero o nella criminalità". A dirlo, in un'intervista a La Stampa, è il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, commentando il rapporto Invalsi di quest'anno. "Ci sono risultati storici, come li ha definiti il presidente di Invalsi, Ricci. Innanzitutto la dispersione esplicita che calerebbe addirittura al 7,3% rispetto al dato già molto buono dell'8,2% dell'anno scorso. Un risultato che pone l'Italia ben al di sotto della media europea del 9%", spiega il ministro.

"Risultati importanti da Agenda Sud e Piano Estate" -

 "Il fatto che in Campania siano stati recuperati decine di migliaia di studenti è un dato veramente importante. Agenda Sud, il decreto Caivano, il docente tutor hanno funzionato egregiamente", sottolinea il ministro. "Agenda Sud e Piano Estate hanno dato risultati importanti. E poi si riduce il divario fra Nord e Sud. Tutto questo significa che la direzione è quella giusta". Per Valditara visto l'aumento degli studenti stranieri serve azioni di supporto, in particolare con il potenziamento di Agenda Nord "dal momento che il problema si riscontra essenzialmente nelle scuole delle periferie delle grandi città del Nord e del Centro", mentre Agenda Sud "ha funzionato bene ovunque per il primo ciclo".

Sicilia unico neo -

 "L'unica regione in cui non ha funzionato limitatamente alle superiori è la Sicilia" prosegue Valditara. "È necessario fare una verifica per capire come mai. Abbiamo da una parte un netto aumento delle competenze alle superiori, risultati comunque buoni alle medie e invece un peggioramento alle elementari, il che sta a significare che c'è necessità di un cambiamento. La soluzione è: più grammatica, più sintassi, più lettura, più libro, più penna e meno tablet" ha chiosato il ministro.

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