Vicini a una svolta?

Caso Emanuela Orlandi, Marco Accetti sotto torchio per 6 ore: interrogato anche su Mirella Gregori | Sentita anche la ex fidanzata

 I carabinieri hanno interrogato Accetti nell'ambito dell'inchiesta sulle sparizioni delle due 15enni. E ora il 71enne non è più ritenuto un "mitomane"

© dal-web

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Un cambio di passo nell'inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, la 15enne svanita nel nulla ormai il 22 giugno 1983. Mercoledì 15 luglio il fotografo Marco Accetti, 71enne indagato per sequestro di persona a scopo di estorsione, è stato interrogato per sei ore dai carabinieri del reparto operativo di Roma. "Il mio assistito ha risposto a tutte le domande dell'interrogatorio", ha assicurato il legale Giancarlo Germani. Come ha ricordato l'avvocato difensore, Accetti è indagato in concorso con ignoti da identificare sia per quanto riguarda la scomparsa di Orlandi che in merito alla presunta complicità nel rapimento di Mirella Gregori, 15enne anche lei scomparsa nel 1983 e mai più ritrovata. 

La prima indagine su Accetti e le novità: dal flauto alle perizie -

 Marco Accetti entra prepotentemente negli atti d'indagine nel 2013, quando si presentò alla procura di Roma per autoaccusarsi dei due rapimenti. All'epoca venne indagato per i reati di calunnia e autocalunnia, perché gli inquirenti ritennero i suoi racconti un miscuglio di manipolazioni e depistaggi. Addirittura, come ricorda Il Messaggero, la sua versione del rapimento di Emanuela Orlandi fu definito "una sceneggiatura fantasiosa". Due anni dopo l'indagine a suo carico venne archiviata. Solo di recente, una nuova analisi di alcune lettere anonime hanno riportato il nome di Marco Accetti sotto la lente della procura capitolina.

Ora il 71enne non sembra più essere considerato un "mitomane", ma alla luce dei riscontri forniti agli inquirenti sarebbe preso molto sul serio. Tra i più inquietanti il flauto consegnato ai magistrati dall'uomo, e subito riconosciuto dalla famiglia Orlandi come quello di Emanuela. Ma anche le diverse perizie foniche che indicherebbero proprio Accetti come uno dei telefonisti che contattarono diverse volte i parenti della figlia del messo vaticano.

La versione di Accetti e l'ipotesi della procura -

 Secondo gli investigatori, Accetti avrebbe potuto agire da nodo collettore di una rete di pedofilia "reclutando" bambini o ragazzini da fotografare o da filmare. Secondo invece la versione pubblicata in due memorie dall'ex fotografo, i rapimenti sarebbero stati connessi a un piano di pressione e ricatti ai danni di papa Giovanni Paolo II durante il periodo di tensioni della Guerra Fredda. Posizione che però, secondo i magistrati, sarebbe ribadita con forza dall'indagato per coprire "reati inconfessabili", come appunto abusi su minori perpetrati forse dallo stesso 71enne e avvenuti anche in ambito ecclesiastico e non.

Cosa ha detto Accetti durante l'interrogatorio -

 Secondo Il Messaggero, mercoledì Accetti avrebbe provato a far convergere il suo interrogatorio sulla amica Gabriella Boggiani. Nel 2023 il fotografo la indicò come la donna dall'accento straniero che nei mesi dopo la scomparsa di Emanuela, avrebbe prestato la sua voce per una registrazione in cui rivendicava il rapimento di Emanuela Orlandi. Una registrazione incisa su una cassetta spedita da Boston e ritrovata il 21 ottobre 1983 all'interno di una busta in un furgone postale vicino a piazza San Pietro. La donna ha riconosciuto la sua voce davanti ai magistrati e, tra le lacrime, si è difesa: "Pensavo fosse uno scherzo". 

Sentite anche la ex fidanzata e la sorella di Marco Accetti -

 Sempre mercoledì sarebbe stata sentita a sommarie informazioni dai carabinieri Patrizia De Benedetti, legata sentimentalmente al fotografo fra il 1979 e il 1981. La donna era già stata audita lo scorso 9 luglio, in Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori. Audizione secretata su richiesta della stessa De Benedetti. La donna sarebbe sospettata di aver preso in qualche modo parte al depistaggio ideato da Accetti. Per esempio scrivendo di suo pugno alcune delle lettere ritenute "autentiche" dagli investigatori, cioè scritte da persone che erano in contatto con i rapitori. La settimana prima era stata sentita dalla stessa Commissione - sempre in modalità segreta - Flaviana Gugel, amica della comitiva di Azione Cattolica frequentata da Emanuela Orlandi e figlia di Angelo Gugel, aiutante di camera di tre Papi (Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI). Convocata in caserma ieri anche Laura Accetti, la sorella del fotografo.

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