"Aggressività reattiva"

Rozzano, uccise Manuel Mastrapasqua per un paio di cuffiette: Daniele Rezza è "capace di intendere e di volere"

La relazione psichiatrica stabilisce l'assenza di vizi di mente per il 21enne: "Nessuna patologia psichica"

© Da video | A sinistra Daniele Rezza, a destra Manuel Mastropasqua

© Da video| A sinistra Daniele Rezza, a destra Manuel Mastropasqua

Quando ha accoltellato Manuel Mastrapasqua in strada a Rozzano per rubargli un paio di cuffiette da 14 euro, Daniele Rezza era perfettamente capace di intendere e di volere. Questo l'esito della perizia psichiatrica disposta durante il processo d'appello per l'omicidio nel Milanese del 31enne, dopo che il 21enne era stato condannato in primo grado a 27 anni di carcere. Secondo la psichiatra Mara Bertini, nel giovane sono state ravvisate "alterazioni della regolazione delle emozioni e un'aggressività reattiva", che però non vanno a definirne uno stato di infermità mentale.

Le conclusioni della relazione: "Rezza non ha patologie psichiche maggiori" -

 Secondo quanto emerge dall'indagine peritale - depositata alla Corte d'Assise d'Appello di Milano per essere discussa nell'udienza del 20 luglio - i risultati "consentono di escludere nell'imputato la presenza di patologie psichiche cosiddette maggiori". Ma anche di "evidenziare un profilo personologico inscrivibile in un disturbo di personalità con tratti marcati e prevalenti di stampo antisociale". Insomma, Daniele Rezza sarebbe un ragazzo come tutti. La relazione esclude anche "la presenza di fenomeni critici di natura epilettica, farmacologica o neurologica incidenti sui fatti".

Le posizioni degli inquirenti e della difesa: "Non controlla impulsi" -

 La Corte d'Assise d'Appello di Milano aveva disposto la perizia accogliendo l'istanza di perizia della difesa, secondo cui Rezza avrebbe una "disregolazione delle funzioni emotive che comporta reazioni sproporzionate" e non riuscirebbe a "controllare gli impulsi a causa di una patologia psichiatrica". La sostituta procuratrice generale Olimpia Bossi aveva chiesto di respingere la richiesta, perché la "incapacità di gestire la rabbia è caratteristica di un carattere aggressivo e immaturo, ma da qui a dire che sia una patologia a me pare escluso". Per l'avvocata Roberta Minotti, legale di parte civile della famiglia Mastrapasqua, dalle carte risultava già che "il funzionamento cognitivo di Rezza è nella norma, tanto che lui ha detto pure: ho preso 27 anni per una coltellata".

L'ultima udienza e la rabbia della madre di Mastrapasqua -

  I giudici d'appello, con la loro ordinanza dello scorso marzo, avevano spiegato che un accertamento psichiatrico poteva chiarire gli eventuali dubbi sulla presenza o meno di un disturbo mentale che potesse aver influito sulla condotta. Rezza, durante le dichiarazioni spontanee di quell'udienza, aveva provato anche a chiedere "scusa e perdono". La madre della vittima, da uno dei banchi dell'aula, gli aveva subito gridato: "Stai zitto".

La dinamica dell'omicidio: la coltellata e i verbali -

 Quella notte Manuel Mastrapasqua stava tornando a casa dopo un turno di lavoro in un supermercato di via Farini, a Milano. Sceso dal tram a Rozzano, venne aggredito da Rezza mentre stava parlando con la fidanzata al telefono e ucciso con una coltellata vicino al cuore. "Quando l'ho visto volevo prendergli tutto: soldi, cellulare, qualsiasi cosa potessi rivendere", mise a verbale Rezza dopo l'arresto, il 13 ottobre 2024. Il padre del ragazzo gettò le cuffie che il figlio gli diede e lo accompagnò alla stazione di Pieve Emanuele, nel Milanese. Da lì Rezza prese un treno per Pavia e poi un autobus per Alessandria, dove venne bloccato.

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