il mediterraneo si surriscalda

Caldo estremo, il conto arriva a tavola: a rischio spaghetti alle vongole, cozze e pesce azzurro

Il mare sempre più caldo sta cambiando gli ecosistemi marini e mettendo in crisi alcuni dei simboli della cucina italiana. E il granchio blu è solo una parte del problema

© Istockphoto

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Il caldo estremo stravolge anche le nostre abitudini a tavola. Il mare sempre più rovente sta cambiando gli ecosistemi marini e mettendo in crisi alcuni dei simboli della cucina italiana. Il Mediterraneo si sta scaldando a una velocità superiore alla media globale e gli effetti si vedono anche sotto la superficie dell'acqua, dove cozze, vongole, ostriche e pesce azzurro stanno pagando il prezzo di un mare sempre più simile a una vasca termale.

Strage di molluschi - L'allarme arriva da un'analisi diffusa da Coldiretti Pesca e da Confcooperative Fedagripesca, che segnalano come il surriscaldamento del Mediterraneo, insieme agli effetti del cambiamento climatico e all'invasione del granchio blu, stia mettendo sotto pressione la molluschicoltura e il comparto ittico italiano, con perdite stimate in circa 200 milioni di euro all'anno per il settore. Tra le vittime più esposte ci sono proprio i molluschi, protagonisti di alcuni dei piatti più iconici dell'estate italiana. Anche nel Delta del Po la temperatura dell'acqua ha superato i 30 gradi provocando una vera e propria moria di cozze, vongole e altri organismi marini. Nella Sacca di Scardovari, nel Rodigino, dalla fine di giugno è stata addirittura sospesa la vendita delle cozze Dop a causa delle condizioni di sofferenza degli allevamenti. Non va meglio nella laguna di Goro, trasformata dagli operatori in una sorta di "pentola" a cielo aperto. Qui il poco ricambio d'acqua e la proliferazione delle microalghe hanno favorito episodi di anossia, cioè la drastica riduzione dell'ossigeno disponibile nell'acqua, causando perdite fino al 90% delle vongole allevate. Come se non bastasse, molte di queste aree stanno ancora cercando di riprendersi dall'assalto del granchio blu, diventato negli ultimi anni uno dei simboli più evidenti della trasformazione degli ecosistemi marini italiani.

Ma il problema non riguarda soltanto cozze e vongole - Il mare più caldo contiene meno ossigeno e questo altera tutta la catena alimentare marina, a partire dal plancton di cui si nutrono sardine e acciughe. Meno plancton significa meno possibilità di sopravvivenza per le larve e maggiori difficoltà nella fase riproduttiva del cosiddetto pesce azzurro, un patrimonio gastronomico e culturale che va ben oltre il semplice valore commerciale. In altre parole: non sono in discussione soltanto le alici marinate o le sarde alla griglia, ma un pezzo importante della dieta mediterranea. Gli esperti parlano sempre più spesso di adattamento. Serviranno sistemi di monitoraggio delle acque in tempo reale, una migliore gestione delle lagune e nuove strategie per rendere l'acquacoltura più resiliente alle ondate di calore marine che rischiano di diventare la nuova normalità delle estati italiane.

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