Il progetto

“Materie viventi”, a Palazzo Reale a Milano l’esposizione di Maria Cristina Carlini

Nell’ambito di SUART 2026, vengono messe in relazione due opere dell’artista: Bosco (2012) nel Cortile d’Onore e Filemone e Bauci (2021) nel Giardino

© Ufficio stampa

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È stata inaugurata a Palazzo Reale a Milano l’esposizione “Materie viventi” dell’artista Maria Cristina Carlini, tra le voci più autorevoli della scultura italiana degli ultimi decenni. È stata realizzata in occasione di SUART 2026, evento che comprende un convegno internazionale sulla sostenibilità dell’arte e la mostra della scultrice, ed è allestita nel Cortile d’Onore e nel Giardino dal 10 luglio e fino al 30 agosto 2026. Il progetto è curato da Marco Eugenio Di Giandomenico, critico d’arte e ideatore della manifestazione SUART. 

Le opere dell’artista -

 L’esposizione mette in relazione due opere dell’artista, concepite come presenze in dialogo con l’architettura di Palazzo Reale e con i suoi spazi esterni: Bosco (2012) nel Cortile d’Onore e Filemone e Bauci (2021) nel Giardino. Bosco si compone di 19 elementi in ferro disposti a spirale, come un organismo in crescita che invita lo sguardo a muoversi dal margine verso il centro. Filemone e Bauci accosta invece legno di recupero, ferro e oro, mettendo in tensione fragilità e durata, materia povera e preziosità. Il titolo rimanda al mito narrato da Ovidio, una storia di accoglienza e fedeltà. 

“Il richiamo alla primordialità” -

“Il lavoro nasce dall’esigenza di condensare passato e presente. Il legno di recupero è la testimonianza di un precedente vissuto, mentre l’acciaio è maggiormente affine a un’idea di tecnologia e contemporaneità”, ha spiegato l’artista Maria Cristina Carlini. “Nella mia espressività è molto forte il richiamo alla primordialità, all'arcaico e alla memoria, in essi ricerco e ritrovo l’essenza, avverto la sensazione di cogliere il profondo, di eliminare il superfluo e di arrivare al cuore, al nucleo primigenio delle cose e di noi stessi. In questi termini la memoria è un elemento fondamentale in quanto rappresenta la nostra identità. Il mio obiettivo è generare un'emozione che può scaturire da una memoria arcaica comune a più persone”.