Mare assoluto

Sardegna fuori mappa: alla scoperta delle calette segrete

Cinque oasi incontaminate e lontane dalla folla, in cui trovare pace, silenzio e mare splendido

La Sardegna vera si misura in minuti di cammino: sono quelli necessari per superare i promontori oltre i quali finisce la folla e andare al mare in luoghi tranquilli, non troppo affollati. Ci sono, sull’isola, ancora angoli poco noti, fatti di macchia mediterranea che profuma di mirto ed elicriso, dove l'acqua ha lo stesso colore del cielo e il silenzio è completo. Anche se dobbiamo disputarci questi angoli di paradiso con chi arriva via mare, si possono ancora trovare spiagge poco note ai più, dove si ha meno probabilità di incappare in folle di bagnanti chiassosi. Per scovarle, se non abbiamo a disposizione una barca, bisogna scendere dall’auto, indossare scarpe da trekking e camminare: le fatiche sono largamente ricompensate dalla bellezza di quello che si trova.

CINQUE PARADISI NASCOSTI DA NORD A SUD - Il fascino selvaggio della costa sarda si esprime al meglio in queste cinque meraviglie, lontane dai circuiti turistici di massa e quindi più tranquille e meno affollate.  

- Spiaggia di Scivu (Arbus): chiamata anche “Perla della Costa Verde”, è un nastro di sabbia dorata racchiuso da alte falesie. E’ lunga circa tre chilometri, ha la sabbia dorata, racchiusa da imponenti falesie sabbiose e situata in Costa Verde, nella Sardegna sud-occidentale, a circa un'ora e mezza di auto da Oristano. È battuta dal maestrale, il che la rende meno appetibile per la folla di bagnanti, anche in pieno agosto, con una natura ancora incontaminata.

- Li Cossi (Trinità d'Agultu): una caletta magica, situata in Costa Paradiso, nel Nord dell’isola, incastonata nella roccia di trachite rosa. Si raggiunge esclusivamente via mare o a piedi, percorrendo un sentiero pedonale di 10 minuti che costeggia la scogliera e un piccolo fiume.

- Cala Sisine (Baunei): è situata nel Golfo di Orosei, lungo la costa centro-orientale dell'isola (Ogliastra), pochi chilometri a nord della più celebre e affollata Cala Luna. Rappresenta l'antico sbocco a mare di una gola fluviale ed è formata da piccolissimi chicchi di calcare bianco che fanno risaltare l'acqua color turchese. Si può raggiungere via mare con i barconi da Cala Gonone o Santa Maria Navarrese, oppure via terra con un trekking impegnativo ma spettacolare, partendo dall'altopiano del Golgo.

- Spiaggia Cala Pipara (San Teodoro): una minuscola insenatura riparata dal vento di scirocco, situata sulla costa nord-orientale dell’isola, non lontano da Porto Coda Cavallo, proprio di fronte all'Area Marina Protetta di Tavolara. Rispetto alla vicina e famosissima spiaggia de La Cinta, questa è una piccolissima baia riparata, circondata da una fitta macchia mediterranea che arriva quasi a bagnarsi nell'acqua. Ha un fondale basso e sabbioso e si raggiunge percorrendo a piedi un breve sentiero.

- Cala Cipolla (Chia): una baia minuscola, racchiusa tra promontori di granito e situata nell'estremo sud dell'isola, nella zona di Chia, a circa un’ora di auto da Cagliari. È l'ultima spiaggia raggiungibile della baia, racchiusa tra due promontori di granito rosa che culminano nel vicino Capo Spartivento, circondata da pini secolari e ginepri. Si parcheggia alla fine della strada asfaltata e si cammina per circa 5 minuti su un sentiero sterrato per aprirsi la vista su un mare calmo come una piscina.

GUIDA PRATICA ALLA SOPRAVVIVENZA "WILD" – A meno non abbiamo a disposizione una barca, per godersi questi angoli di paradiso occorre armarsi dello spirito giusto. Ecco tre regole fondamentali da tenere presenti: qui il lusso sta nella solitudine, ma ha un prezzo in termini di organizzazione. Ecco le regole d'oro per non trasformare un'avventura da sogno in un piccolo incubo logistico.

- Partire presto: nelle calette più piccole lo spazio è limitato; arrivare entro le nove del mattino garantisce uno spazio confortevole, pace e silenzio. Inoltre, soffriremo meno il caldo durante la camminata necessaria per arrivare a destinazione.  Di primo mattino, inoltre, è più facile trovare parcheggio (spesso improvvisato tra gli sterrati), e regala quell'ora magica in cui l'acqua è una tavola immobile e il silenzio è totale. Se proprio non ce la facciamo a svegliarci di buon’ora, possiamo provare a muoverci controcorrente: arrivare in spiaggia a metà pomeriggio significa incrociare chi se ne va, ereditando i posti migliori per godere la luce più calda e i tramonti sardi, che sulla costa ovest sono un'esperienza meravigliosa.

- Scorte d'acqua e cibo: in queste spiaggette non sono a disposizione chioschi di ristoro e servizi di noleggio di ombrelloni e lettini: tutto quello che ci serve dovremo portarcelo da casa, cibo e acqua compresi. La regola prevede almeno due litri d'acqua a persona, tassativamente in una borraccia termica per evitare l'effetto "brodo" a mezzogiorno. Per il cibo, meglio evitare pasti elaborati che appesantiscono lo stomaco: la scelta ideale è il classico panino o la pizzetta sfoglia cagliaritana, da riporre sempre dentro una borsa termica.

- Scarpe adatte: molti di questi sentieri si aprono tra rocce e sterrati; ad esempio, quelli per Cala Sisine o  Li Cossi sono fatti di pietraia, trachite e terra battuta scivolosa. Occorrono quindi scarpe adatte per camminare: calzature da ginnastica rinforzate o da trekking leggero. Altra regola fondamentale: meglio evitare le borse da spiaggia a tracolla: serve uno zaino vero, che lasci le mani libere per tenersi ai corrimani di legno o per bilanciarsi sulle rocce.  I sandali e le ciabatte infradito vanno tassativamente lasciate nello zaino fino all'arrivo in spiaggia.