le indagini

Avvelenate con la ricina, la polizia tedesca a Pietracatella per nuove ispezioni

 A "Morning News" le parole di Gianni Di Vita sulla cena del 23 dicembre: "Non ricordo assolutamente cosa abbiamo mangiato"

© Da video

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Potrebbe essere anticipato di qualche giorno il nuovo sopralluogo nella casa di Pietracatella (Campobasso) dove abitavano Antonella Di Ielsi e la figlia 15enne Sara Di Vita morte avvelenate con la ricina lo scorso dicembre. La polizia tedesca che sta collaborando alle indagini con la squadra mobile ha trascorso 48 ore in Molise per effettuare verifiche tecniche in vista del sopralluogo previsto per inizio agosto.

Dai mobili agli indumenti: le ispezioni condotte con tecniche innovative mirano a cercare tracce della potente tossina che, come appurato dall'autopsia, ha ucciso le due donne senza lasciare possibilità di scampo. Gli agenti arrivati dalla Germania hanno incontrato tra gli altri procuratore di Larino e torneranno presto in Italia. Mentre in Questura a Campobasso proseguono le convocazioni di persone informate sui fatti, inclusi alcuni amici della famiglia Di Vita già sentiti nelle scorse settimane. Come riferito dall'inviato di "Morning News" due di loro si sarebbero presentati spontaneamente chiedendo di aggiungere o rettificare dichiarazioni rese in precedenza.

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Dai verbali contenuti negli atti della Procura emergono nuovi dettagli sui pasti consumati dalla famiglia nei giorni precedenti ai due decessi. Gianni Di Vita spiega che la sera del 23 dicembre è stata l'unica situazione in cui ricorda di aver cenato da solo insieme alla moglie e alla figlia Sara ma senza la primogenita, Alice. "Ma non ricordo assolutamente cosa abbiamo mangiato, aveva preparato mia moglie", sono le parole rese dall'uomo e riportate da "Morning News". E sul pranzo della Vigilia di Natale prosegue: "Siamo stati a pranzo dalla famiglia di mia moglie, eravamo una decina di persone a tavola e nessuno si è sentito male al di fuori di me, mia moglie Antonella e mia figlia Sara". Parole simili a quelle riferite sulla cena della Vigilia celebrata a casa della madre di Gianni Di Vita.