
Legge elettorale, approvato l'emendamento per il voto fuorisede | Cosa cambia
Il leader di Futuro Nazionale alla premier: "La partita non è ancora persa, bisogna solo avere la volontà di vincerla". Rimessi al parere di Montecitorio due emendamenti sulle preferenze: uno è del vannacciano Ziello

Prosegue l'esame della legge elettorale alla Camera. Semaforo verde dell'Aula all'articolo 1, cuore della riforma. Con 208 sì, 143 no e 3 astenuti, con voto a scrutinio segreto, è passata la misura che modifica il meccanismo di voto, il quale prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza di 70 deputati e 35 senatori alla lista o coalizione di liste che ottengono almeno il 42% dei consenti. Prevista anche l'indicazione per le liste o coalizioni di liste di indicare, al momento del deposito del contrassegno, il nome di chi si intende proporre al capo dello Stato come proprio candidato alla guida di Palazzo Chigi. Approvato anche l'articolo 2 della legge elettorale, ossia quello che disciplina i dettagli tecnici per l'elezione dei senatori.
Il nodo del voto per i fuorisede -
I partiti al governo e quelli dell'opposizione hanno dato parere positivo al voto per i fuorisede, che permette a chi vive, da almeno 9 mesi, di votare nel comune di domicilio e non solo in quello di residenza. L'Aula ha dato il via libera unanime al provvedimento con 353 voti a favore e nessuno contrario. L'esito della votazione è stato accolto con un applauso. Per le opposizioni la norma che si va a introdurre non "è sufficiente e proseguiremo la nostra battaglia, ma è comunque un primo passo". Avs, M5s e Pd sono comunque sul piede di guerra perché la maggioranza ha rifiutato la loro richiesta di autorizzare la diretta televisiva per le dichiarazioni di voto finali sulla legge elettorale. "Ci è chiaro che questa scelta è figlia della volontà di nascondere ai cittadini il tracollo di una maggioranza di fatto finita in una palude", si legge in una nota congiunta dei capigruppo delle opposizioni.
Restano circa 60 proposte di modifica su cui l'Aula si deve pronunciare, dopo che le opposizioni hanno ritirato la quasi totalità degli emendamenti presentati. Come annunciato dal relatore di maggioranza Angelo Rossi (Fratelli d'Italia), sono stati "rimessi all'Aula" anche due emendamenti sulle preferenze: uno a prima firma del vannacciano Edoardo Ziello; l'altro sottoscritto dai deputati del Gruppo misto Francesco Gallo e Luigi Marattin. La ministra per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati ha dato parere conforme a nome del governo.
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Vannacci a Meloni: "Tiri fuori gli attributi" -
Non si placano, tuttavia, le polemiche dopo la bocciatura dell'emendamento della maggioranza sulle preferenze. "Meloni venga in Aula, parli con i capigruppo del centrodestra, si scateni, tiri fuori gli attributi e faccia votare l'emendamento di Futuro Nazionale che propone le preferenze senza capolista bloccato. La partita non è ancora persa, bisogna solo avere la volontà di vincerla", ha detto in un video social il leader di Fn Roberto Vannacci sulla proposta di modifica alla legge elettorale a prima firma Edoardo Ziello (Fn).
Bocciato l'emendamento di Fn Nonostante l'invito dell'ex generale, alla fine l'aula della Camera ha bocciato a scrutinio segreto l'emendamento del deputato di Futuro Nazionale, Edoardo Ziello, che prevedeva l'introduzione delle preferenze. I no sono stati 233, 139 i sì. Il governo e la maggioranza si erano rimessi all'aula.
Sì all'emendamento contro le piccole liste di FI -
Approvato, invece - con 230 voti a favore e 138 contro -, un emendamento a prima firma dell'azzurro Paolo Emilio Russo che punta "a ridurre la frammentazione del sistema politico ed evitare il proliferare di piccole liste fattore di instabilità". La modifica della legge elettorale prevede che i voti delle liste sotto il "miglior perdente" - che non abbiano superato lo sbarramento del 3% - della coalizione non concorrano a determinare la cifra elettorale nazionale ai fini del premio.
Botta e risposta tra Pd e Fn -
Botta e risposta tra Pd e Fn alla Camera durante la seduta. Poco prima del voto sull'emendamento Ziello sulla raccolta delle firme per presentare le liste elettorali, il deputato dem Federico Fornaro ha preso la parola: "Noi non voteremo nessun emendamento presentato da Futuro Nazionale, né su questo né su futuri provvedimenti. Non li voteremo né oggi né mai". Subito è arrivata la risposta di Ziello: "Questa dichiarazione per noi è una medaglia d'oro".
Già pronte decine di ricorsi -
"Sono già pronti i ricorsi in decine di tribunali con l'obiettivo di un rinvio degli atti alla Corte costituzionale. Non è pensabile di andare a votare con una legge elettorale che stravolge la nostra Costituzione", ha dichiarato Roberto Zaccaria, coordinatore della Rete contro la riforma della legge elettorale. "Siamo pronti a una mobilitazione in tutto il Paese contro una legge elettorale che stravolge i nostri equilibri democratici" ha sottolineato, annunciando che domani sera ci sarà una riunione della Rete. "Si creerà un clima simile a quello del referendum".