Il suo datore di lavoro non voleva che affiancasse lo studio al lavoro part time, le rinfacciava di non rispondere al telefono quando era in malattia e di stare troppo con il figlio. Infine, dopo averla licenziata "a causa di una ristrutturazione aziendale" stracciando il contratto a tempo indeterminato, le avrebbe scritto: "Ne sono venute cinquanta con bambini piccoli, le ho sfan****te tutte perché tra due giorni mi rimangono incinta". Una donna di 43 anni, ormai ex dipendente di uno studio della zona di Spoleto, ha denunciato il medico chiedendo la dichiarazione di nullità del licenziamento, il pagamento dell’indennità e il riconoscimento del "mobbing e dello straining" sul posto di lavoro, forme di violenza e stress psicologico.
La scelta di tornare a studiare e lo stress lavorativo -
Il rapporto è terminato dopo tre anni di collaborazione, una lettera asettica consegnata dalla moglie del datore di lavoro in cui si citava una presunta "riorganizzazione aziendale". Secondo Giovanna - nome di fantasia - si tratta di una chiara discriminazione e ritiene di essere stata mandata via perché madre single, studentessa lavoratrice e soprattutto donna ancora in età fertile. Il tutto, dopo mesi di forte stress sul posto di lavoro dato che il dentista titolare dello studio si sarebbe - secondo la denuncia della 43enne - opposto ad alcune decisioni della dipendente. A partire dalla sua scelta di tornare a studiare all'università di Perugia per "crescere come professionista", incastrando le lezioni nei pomeriggi in cui non lavorava.
Le accuse della donna: "Attacchi e liti perché portavo mio figlio dal medico" -
Da questo punto, stando alla donna, sarebbero iniziate una serie di continue condotte vessatorie da parte del datore di lavoro. Che prima avrebbe negato a Giovanna i permessi retribuiti per andare a sostenere gli esami. Poi avrebbe preso ad accusare la 43enne di "non sorridere mentre lavorava", di non rispondere al telefono anche quando aveva giorni di malattia e di stare troppo dietro al figlio.
I messaggi dopo il licenziamento: "Non ho assunto giovani, magari mi rimangono incinta" -
All'ennesimo scontro, all'ennesima discussione Giovanna ha iniziato a registrare tutto, tanto che ha portato al giudice conversazioni e chat di Whatsapp. Tra queste, anche i presunti messaggi in cui il medico avrebbe spiegato la scelta di sostituire la 43enne con una 62enne: "Tu hai tremila ca**i da fare tra cui poi anche tuo figlio. Ne sono venute cinquanta con bambini piccoli, le ho sfan**late tutte, ma anche chi c'ha trent'anni, trentacinque, perché tra due giorni me rimane incinta. Io non voglio ca**i, io voglio lavorare".
Il dottore nega le accuse mosse dalla ex dipendente, il giudice al momento ha proposto una conciliazione tra le parti.