Dato in netta risalita

Venezuela, l'inflazione torna a galoppare dopo il sisma di giugno

La svalutazione annua è ora del +544,1%: il disastro ambientale ha vanificato gli sforzi della Banca centrale che avevano portato a un calo dell'indice

© Afp

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Inflazione alle stelle in Venezuela. A giugno, l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto del 13,8% rispetto a maggio, il terzo maggior incremento dall'inizio del 2026: un dato su cui incide pesantemente la catastrofe ambientale del terremoto dello scorso 24 giugno e che porta la svalutazione dell'intero anno al +544,1% dopo che il 2025 si era invece chiuso al 475%.

L'illusione dei primi mesi -

 Lo riferisce la Banca centrale del Venezuela (Bcv) segnalando che da gennaio i prezzi sono cresciuti al ritmo del 129,8%. Il dato è frutto soprattutto di un aumento dei trasporti (+16,2 per cento su mese), utenze domestiche (+14,9 per cento) e salute (+14,8 per cento). Il mese di maggio si era chiuso con una crescita mensile del 6,3 per cento, il minor incremento degli ultimi 19 mesi. Il dato, considerati gli anni passati in iperinflazione, era stato visto come preludio a una generale stabilizzazione dei prezzi.

Il sisma di giugno -

 Il rallentamento complessivo era guidato dalle politiche aggressive della Banca centrale, che stava immettendo dollari nel mercato per sostenere il bolivar. Speranze vane. Perché le due potenti scosse di terremoto registrate il 24 giugno hanno impresso un'accelerata alla quotazione del dollaro statunitense, cambiato a oltre 700 bolivares, con conseguenze sensibili sul dato inflazionario del mese.

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