I profumi dell’Italia

Isola d’Elba: alla scoperta della “Via dell’essenza”

Scoprire il territorio lasciandosi guidare dall’odorato tra le erbe selvatiche locali, in cerca di panorami e meraviglie

L’isola d’Elba è un luogo dalla personalità multiforme. C’è chi la apprezza come meta balneare, per il suo bel mare e per le spiagge accoglienti, chi la visita lasciandosi guidare dalla storia, sulle tracce delle vestigia di Napoleone Bonaparte, e chi invece cerca prospettive inconsuete, tra cui la dimensione olfattiva. A questo proposito non si resta certo delusi, tanto che nella parte occidentale dell’isola è aperto un percorso ad hoc, chiamato la “Via dell'essenza”: si cammina tra lentisco, erica, lavanda, cisto, ginepro, rosmarino, leccio e mirto, seguendo un vero e proprio circuito olfattivo.

LA VIA DELL’ESSENZA – È un cammino costiero di 68 km che abbraccia l’Elba occidentale in otto tappe dedicate alle piante della macchia mediterranea, in un vero alfabeto di profumi capace di raccontare il territorio e il paesaggio attraverso il loro aroma, un intreccio speciale fra i sentori delle erbe locali e quello della salsedine marina. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Fondazione Acqua dell’Elba e Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, che gestisce la Riserva MAB - Man and Biosphere - Unesco “Isole di Toscana” e invita a vivere l’isola con lentezza, attenzione e consapevolezza. La Via dell’Essenza si può percorrere in più giorni, a seconda del proprio passo, sostando nei paesi e nelle strutture convenzionate lungo il tracciato: hotel, esercizi e servizi di mobilità sostenibile accompagnano il cammino e favoriscono una fruizione rispettosa del territorio, anche fuori stagione.

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Il tracciato della via dell'Essenza

LE OTTO TAPPE E IL LORO PAESAGGIO - 1 - La Via dei lentischi - La prima sezione è dedicata al lentisco: tra Marciana Marina e Sant’Andrea si segue un tratto che si snoda tra i lentischi che diffondono, insieme a corbezzolo ed erica, un verde resinoso e balsamico. Questo tratto coincide con lo storico sentiero n. 150: il cammino ricalca antiche mulattiere utilizzate per il trasporto del carbone e attraversa vecchi terrazzamenti vitati a picco sul mare. Lungo il tragitto si incrocia il suggestivo Fosso dei Pizzenni.

2 - Via dell’Erica (Sant’Andrea - Colle d’Orano) - Il secondo tratto attraversa i pendii che guardano Sant’Andrea, sui quali crescono erica arborea e limoneti. È la tappa delle scogliere di granito, dove spicca il panorama su Punta Polveraia e il suo caratteristico faro abbarbicato alla roccia. Nelle giornate terse, lo sguardo spazia chiaramente fino alla Corsica e all'isola di Capraia.

3 - Via della Lavanda (Colle d’Orano - Pomonte): lavanda selvatica e rosmarino segnano un tratto luminoso e ventoso del percorso. Il sentiero scende verso le spettacolari Scogliere di Cristallo di Chiessi e Pomonte. Arrivati a Pomonte, a soli 12 metri di profondità e a breve distanza dalla spiaggia dell'Ogliera, giace il famoso relitto della nave Elviscot, meta imperdibile per gli amanti dello snorkeling.

4 - Via dei Cisti (Pomonte - Seccheto) - La quarta frazione si snoda tra ginestre, euforbie e gigli di mare. Il cisto sprigiona aromi di resine calde, intense e gradevoli all'olfatto. La via taglia le pendici meridionali del Monte Capanne, regalando ampie vedute sulle isole meridionali dell'arcipelago. Qui l'erosione del vento ha modellato il granito creando i celebri "Mostri di Pietra", sculture naturali antropomorfe e zoomorfe.

5 -  Via dei Ginepri (Seccheto - Marina di Campo) - Seguendo le aree ricche di questa pianta, tra granito e scogliere, il panorama si rivolge all'isola di Montecristo, tra aromi di resine e incenso, con il caratteristico aroma selvaggio della macchia. Questa sezione coincide in parte con le storiche "Vie del Granito": lungo il sentiero n. 195 si cammina tra antichi siti di estrazione di epoca romana, manufatti millenari e vecchie fornaci, testimonianze dell'archeologia industriale elbana.

6 - Via dei Rosmarini (Marina di Campo – Lacona) - Qui si procede avvolti dall'intenso aroma di questo arbusto che si mescola a quello di caprifoglio e corbezzolo. Il percorso attraversa la penisola di Capo Fonza: è uno dei punti migliori per il birdwatching e per l'avvistamento dei mufloni selvatici sulle alture, con la vista che spazia sui due grandi golfi gemelli di Campo e Procchio.

7 - Via dei Lecci (Lacona - Procchio) - Immersa nell'ombra della lecceta, che profuma di ginestra, mirto ed elicriso, il bosco offre una piacevole frescura e nasconde i resti di antichi caprili in pietra (i vecchi rifugi dei pastori). Una breve deviazione conduce ai piedi delle rovine della Fortezza del Volterraio, l'antico castello medievale che domina il golfo di Portoferraio.

8 - Via del Mirto (Marciana Marina – Procchio) - Qui si procede tra agrumi, sale e aroma di legni mediterranei: Il sentiero costeggia le calette della costa nord, passando vicino alla Guardiola e alla tonnara storica di Marciana Marina. Il punto di arrivo regala la vista sulla suggestiva Torre degli Appiani, simbolo del porto del paese.

IL LIVELLO DI DIFFICOLTÀ - Le otto tappe della Via dell'Essenza presentano difficoltà molto diverse tra loro. La conformazione del versante occidentale dell'Elba, dominato dal granito del Monte Capanne, alterna tratti pianeggianti e rilassanti a sentieri montuosi e scoscesi. La tappa più impegnativa è la numero 7 (Via dei Lecci), da riservare a escursionisti esperti e ben allenati. Anche la sezione 3, la Via della Lavanda, pur essendo costiera, si sviluppa su un terreno molto esposto al sole e al vento. La discesa verso le Scogliere di Cristallo di Chiessi e Pomonte avviene su pietraie e sentieri di granito che possono risultare scivolosi e faticosi, e richiede circa 4 ore di cammino. Più facili e adatte anche alle famiglie sono la Via del Mirto (Tappa 8), con un percorso di circa 9 km che si  sviluppa quasi interamente in piano o con pendenze leggere e costanti, costeggiando le calette della costa nord. È molto ombreggiata e abbastanza agevole. Anche la Via dei Lentischi (Tappa 1) è considerata facile: si snoda lungo il tracciato di vecchie mulattiere ampie e ben tracciate, rRichiede circa due ore e mezza di cammino e impone una certa attenzione solo nel tratto finale per scendere sugli scogli piatti di Sant'Andrea.

CONSIGLI – Per percorrere la Via delle Essenze è necessario, come per tutti i trekking, essere attrezzati in modo adeguato. Indispensabili gli scarponcini da montagna: impensabile e molto pericoloso affrontare i sentieri con ai piedi sandali o, peggio ancora, ciabatte e infradito. Molti tratti sono esposti al sole: verificare le condizioni meteo e le temperature, che possono essere anche piuttosto elevate. Portare sempre con sé un cappellino, la crema solare e un’adeguata scorta di acqua. Non sopravvalutare le proprie condizioni fisiche: alcuni tratti sono impegnativi e vanno affrontati in buone condizioni fisiche e con il giusto allenamento.