"Forza Italia ha condiviso e continua a condividere l'impianto della legge elettorale, che ha contribuito a scrivere e a migliorare rispetto alla versione iniziale. Non ha sottoscritto la proposta fatta da Fdi, Nm e Udc sui meccanismi per la composizione delle liste, ma, con spirito di collaborazione, voterà a favore dell'emendamento". Lo ha detto durante la riunione del comitato dei nove sulla legge elettorale il deputato di FI, Paolo Emilio Russo. "C'è un problema che riguarda le donne", ha ammesso il leader di Fi Antonio Tajani, rassicurando, però di aver "garantito comunque che le donne avranno ampia rappresentanza nelle liste", come ha dichiarato lui stesso dopo la riunione dei gruppi parlamentari sulla legge elettorale. "Siccome nella legge elettorale" non è garantita la parità di genere, "io come segretario del partito l'ho garantito di fronte ai capigruppo e due vicesegretari del partito, Cirio e Benigni".
Cosa prevede la riforma -
Le opposizioni, intanto, hanno formalmente chiesto al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che la proposta di legge sia votata integralmente a scrutinio segreto. La richiesta, avanzata dai presidenti dei gruppi del Pd, M5S e Avs, Chiara Braga, Riccardo Ricciardi e Luana Zanella, riguarda tutti gli emendamenti, gli articoli e il voto finale. Nella lettera inviata a Fontana, i capigruppo richiamano gli articoli 51, comma 3, e 49, comma 1, del Regolamento.
Sono tanti i nodi ancora aperti sulla legge elettorale: dalle preferenze all'indicazione del premier fino alla riduzione delle aree geografiche della circoscrizione estero e la questione dell'alternanza di genere per i nomi sulla scheda. Il testo - sul quale partono le votazioni in Aula a Montecitorio - prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato (fino a un tetto di 220 eletti nel primo caso e 113 nel secondo) alla coalizione che abbia ottenuto almeno il 42% dei consensi. Se nessuno arriva a questa percentuale o la Camera e il Senato danno esiti elettorali diversi, si procede con un proporzionale puro. Il sistema prevede liste bloccate in collegi plurinominali. Il premio di maggioranza è, invece, "diviso" in listini circoscrizionali. Questa l'impalcatura iniziale del testo concordato dal centrodestra che ha però opinioni diverse sulla possibilità di prevedere, al posto delle liste bloccate, il meccanismo delle preferenze, da sempre battaglia di FdI tra i dubbi degli alleati.
Il rischio della doppia lista -
Con un emendamento firmato solo da FdI, Nm e Udc, si propone di sostituire le liste bloccate del plurinominale con un elenco di 7 nomi dando la possibilità dal secondo in poi (visto che il primo è bloccato) di mettere una crocetta accanto al o ai nomi preferiti (con alternanza di genere) già stampati sulla scheda. Nel meccanismo previsto chi è candidato nel listino circoscrizionale deve essere anche candidato in almeno un collegio della circoscrizione, come capolista, ma per chi vince il premio di maggioranza il seggio scatta nel listino del premio, di fatto rendendo il meccanismo in parte a preferenza. Il meccanismo attuale previsto dal testo con doppia lista bloccata (al plurinominale e circoscrizionale) secondo alcune interpretazioni potrebbe incorrere in rilievi da parte della Consulta.
Parità di genere -
L'emendamento prevede che il meccanismo dell'alternanza di genere scatti al terzo nome presente in lista, con la possibilità dunque che il genere del capolista bloccato e del primo nome in scheda coincidano. Critiche le opposizioni, che nei loro emendamenti chiedono invece di far scattare il meccanismo a partire già dal capolista.
Candidato premier -
Sin dalla prima stesura del testo è stata inserita una clausola che chiede alle liste o coalizioni di liste di indicare al momento del deposito del contrassegno il nome di chi si intende proporre al capo dello Stato come proprio candidato alla guida di Palazzo Chigi. Una proposta rafforzata nella seconda versione del testo, con la penalità dell'inammissibilità della lista. Contrarie a questa previsione l'opposizione che parla di "premierato senza riforma" e ha presentato emendamenti soppressivi in materia. Se la legge verrà approvata in via definitiva anche al Senato il centrosinistra si vedrà costretto a fare un accordo o le primarie per indicare il proprio candidato.
Raccolta firme -
In commissione è stato approvato un emendamento che ha esentato dalla raccolta delle firme le forze politiche che abbiano un gruppo in almeno una delle due Camere formato entro il 2025. La proposta, di fatto, esclude +Europa e i vannacciani che si sono fatti sentire con proteste ed emendamenti per cambiare la misura.
Circoscrizione Estero -
La maggioranza ha presentato una proposta per modificare le aree geografiche della circoscrizione estero riducendole a due per la Camera (Ue ed extra Ue) e una sola al Senato. La modifica è fortemente contestata dall'opposizione e - secondo alcuni - rischia rilievi una volta approvata.
Voto dei fuorisede -
La maggioranza ha presentato un emendamento per consentire a chi vive, da almeno 9 mesi, in una circoscrizione diversa da quella nella quale è residente e dunque iscritto alle liste elettorali di votare dove è domiciliato attraverso l'iscrizione a un albo apposito del Comune. Il voto vale ai fini della circoscrizione in cui lo esprime.