Mario Adinolfi ha respinto le accuse di truffa ed evasione fiscale per le quali è agli arresti domiciliari. "Non sono un lestofante. Non truffo le vecchiette, facevo una attività lecita. Sono un giocatore" ha quasi urlato l'indagato nel corso dell'interrogatorio di garanzia davanti al gip di Roma. Nei confronti di Adinolfi la procura di Roma contesta i reati di truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo dell'attività di raccolta del risparmio, abusivismo finanziario e omessa dichiarazione dei redditi in relazione alla "scommessa collettiva", un circuito di raccolta fondi da privati, promosso via social, ai quali venivano prospettati rendimenti legati alle scommesse sportive.
Davanti al giudice, Adinolfi ha affermato che il gruppo di scommettitori era composto "da una novantina di persone" e che tra loro erano presenti anche "persone importanti". I partecipanti inviavano il denaro volontariamente e "io lo raccoglievo". Tra loro erano presenti anche professori universitari, liberi professionisti e notai. Nel corso dell'interrogatorio ha sostenuto di avere restituito, in molti casi, anche cospicue somme di denaro: "Chi perde denuncia e chi vince non denuncia", ha aggiunto.
L'indagato ha negato di essere un evasore fiscale. Avrebbe ribadito di condurre una "vita morigerata", senza viaggi né spese particolari. "Altro che Courmayeur, non so neanche sciare". Per i difensori, che hanno chiesto la revoca della misura cautelare, Adinolfi "ha risposto correttamente e serenamente a tutti i capi di imputazione che gli sono stati contestati, fornendo in questa fase delucidazioni specifiche su quanto gli viene contestato", hanno affermato gli avvocati Pablo De Luca e Riccardo Di Lorenzo. "Quella organizzata da Adinolfi è stata un'attività lecita, frutto di una richiesta di gioco collettivo, e Adinolfi ha restituito gran parte del denaro ricevuto. Di fronte a una contestazione di uscite per un milione e mezzo di euro, c'è una restituzione di un milione e trecentomila euro. Quindi c'è una simmetria tra entrate e uscite che è stata valorizzata solo in negativo", hanno concluso i difensori.
La settimana scorsa il giornalista, ex parlamentare e fondatore del movimento 'Il popolo della famiglia' è finito agli arresti domiciliari per l'accusa di truffa ed evasione fiscale. Secondo gli inquirenti avrebbe raggirato decine di persone per quasi 4,7 milioni di euro. I pubblici ministeri e la Guardia di finanza contestano reati di truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo dell'attività di raccolta del risparmio, abusivismo finanziario e omessa dichiarazione dei redditi.
"Ad una signora che gli aveva dato 30mila euro, gliene ho ridati 50mila" ha aggiunto Mario Adinolfi che ha respinto tutte le accuse. Tra coloro che hanno aderito al progetto 'Scommessa collettiva' Adinolfi davanti al giudice ha elencato professori universitari, notai, nobildonne. Tutti questi avrebbero ricevuto decine di migliaia di euro in più rispetto a quanto dato. "Se io sono un evasore allora lo sono tutti quelli che giocano online".