DOMANDE E RISPOSTE

L'Europa vuole controllare i messaggi privati? Cos'è il Chat Control, cosa ha votato l'Europarlamento e cosa succede ora

Il Parlamento europeo ha varato una norma che consente alle piattaforme digitali di controllare le chat per scovare eventuale materiale pedo-pornografico

di Matteo Gentili
© ansa

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Un provvedimento che ha creato un terremoto. Il 9 luglio il Parlamento europeo ha votato e varato una norma che consente alle piattaforme digitali, come WhatsApp e Messenger, di controllare volontariamente i messaggi nelle chat e le e-mail per segnalare la potenziale diffusione di materiale pedo-pornografico. Questa norma, che rappresenta una deroga ad alcune disposizioni della direttiva europea ePrivacy, ha scatenato parte dell'opinione pubblica che ora grida allo scandalo del "chat control" e si oppone all'invasione dei controlli nelle proprie chat e nelle app di messaggistica che si utilizzano tutti i giorni. Ma cosa si nasconde dietro a queste normative europee, all'espressione "chat control" e cosa succederà dopo la recente votazione? Facciamo chiarezza.

Cosa significa ePrivacy?

Con il termine ePrivacy si intende un insieme di norme per la protezione dei dati e la privacy nell'Unione Europea. Sotto la definizione rientrano sia la Direttiva ePrivacy del 2002 sia la proposta di Regolamento ePrivacy del 2020. Questi provvedimenti regolano per esempio l'utilizzo dei cookie, l'e-mail marketing e altri aspetti della privacy dei dati. Tra i principi c'è anche la tutela della riservatezza nelle comunicazioni elettroniche. In altre parole, secondo queste norme ePrivacy, una comunicazione elettronica deve rimanere riservata.

Cosa è successo nel 2021?

Nel 2021 c'è stata la prima mossa in rottura con i provvedimenti ePrivacy. L'Unione Europea ha introdotto il Regolamento 2021/1232 che consente, in via eccezionale e temporanea, ai fornitori di servizi di comunicazione di utilizzare tecnologie automatizzate per rilevare, rimuovere e segnalare materiale pedo-pornografico online, andando così a indebolire il principio della riservatezza. La deroga era stata pensata con una data di scadenza in attesa di una legge definitiva sul tema.

Come si è arrivati all'ultima deroga?

La prima deroga alle disposizioni ePrivacy, prorogata nel 2024, è scaduta il 3 aprile 2026. Ma ancora una volta, l'ultima approvata dal Parlamento il 9 luglio ha una data di scadenza: 3 aprile 2028. Perché si è reso necessario questo ulteriore prolungamento? Perché il Regolamento permanente contro gli abusi sessuali sui minori online, proposto dalla Commissione Europea nel 2022, è ancora in fase di negoziazione.

A cosa si riferisce l'espressione "chat control"?

Da una parte "chat control" è entrata nel linguaggio popolare come lo slogan utilizzato da chi si oppone alla norma che consente alle piattaforme di monitorare i messaggi e teme la sorveglianza di massa. Dall'altra indica anche in modo pratico la serie di norme che permettono il controllo automatizzato delle comunicazioni private. Ed esistono due provvedimenti differenti che rispondono all'etichetta "chat control". Il primo, "Chat Control 1.0", è di fatto la deroga temporanea votata il 9 luglio. Il secondo, "Chat Control 2.0", è invece il Regolamento permanente contro gli abusi sessuali sui minori online che dovrebbe arrivare in futuro.

Come funzionerebbe la scansione delle chat?

I controlli per scovare eventuale materiale pedo-pornografico verrebbero effettuati da algoritmi che operano secondo diverse modalità. Quella più semplice è volta a cercare immagini e filmati già censiti dalle autorità. Ogni file ha un'impronta digitale, chiamata hash. Se l'algoritmo incontra un contenuto simile, verifica se l'impronta corrisponde a quella di un contenuto già classificato come illegale e fa scattare la segnalazione. Per i contenuti nuovi, che non hanno già il proprio hash, si usano sistemi addestrati a riconoscere immagini sospette di abuso, fornendo una valutazione probabilistica. Poi c'è anche l'analisi delle parole e delle sequenze di messaggi.

La scansione sarebbe effettuata in tutte le chat e in tutte le piattaforme di messaggistica?

Il Parlamento europeo ha modificato il testo inviato dal Consiglio dell'UE facendo passare gli emendamenti a difesa della crittografia end-to-end. In altre parole, la norma non dovrebbe riguardare le normali conversazioni cifrate di servizi come WhatsApp e Signal.

Quali sono le critiche della scansione dei messaggi?

Una delle più forti riguarda la potenziale apertura alla generalizzata e indiscriminata scansione dei contenuti, teoricamente, di tutti i tipi di comunicazioni elettroniche. Secondariamente, dato che i controlli sarebbero affidati agli algoritmi, secondo i critici in caso di errore si potrebbero verificare accuse ingiuste nei confronti di chiunque. Inoltre l’inserimento di questo tipo di eccezione per il reato di pedo-pornografia aprirebbe una breccia e creerebbe un precedente preoccupante, consentendo in futuro a un qualunque governo di utilizzare questo tipo di controllo preventivo per altri tipi di reato.

Cosa succede adesso?

 Il testo modificato torna ora al Consiglio, che avrà tre mesi per accettarlo o respingerlo. In questo secondo caso si aprirà una fase di conciliazione con il Parlamento. Per i cittadini europei, dunque, non cambia ancora nulla. 

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