PER INDURRE ALLA RIFLESSIONE

Salerno, debutta Machina Sacra la prima processione digitale guidata dall'intelligenza artificiale

La performance artistica trasforma la tradizionale processione in un rito contemporaneo: al posto del santo uno schermo digitale, mentre gli smartphone dei partecipanti diventano i "lumini" del futuro

© Instagram

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Una processione senza statue, senza croci e con un protagonista del tutto inedito: un grande schermo digitale portato a spalla lungo le strade del borgo. È questa l'idea alla base di Machina Sacra, il progetto artistico firmato da Max Magaldi e Matteo Mandelli, presentato l'8 luglio a Bosco, frazione di San Giovanni a Piro (Salerno), nell'ambito del festival MicroCosmi. L'opera propone una riflessione sul rapporto tra spiritualità, tecnologia e comunità, trasformando uno dei simboli più antichi della tradizione popolare in una performance immersiva dove l'intelligenza artificiale diventa elemento guida dell'esperienza collettiva.

Il "santo" è uno schermo, gli smartphone diventano i lumini -

 L'elemento più innovativo dell'installazione è la sostituzione dell'icona sacra con uno schermo digitale, che ha condotto simbolicamente il corteo. Prima della partenza, un gesto performativo ha inciso l'immagine proiettata sul display, trasformandolo in una metafora di passaggio e rivelazione. Durante il percorso, i partecipanti hanno inquadrato un QR Code collegando i propri smartphone all'opera. I dispositivi, sincronizzati attraverso un sistema di intelligenza artificiale, hanno diffuso una litania digitale, illuminando contemporaneamente il cammino e i volti dei presenti come fossero i tradizionali lumini delle processioni religiose. Il corteo si è concluso presso la Cappella del Carmine di Bosco, dove l'opera rimarrà esposta fino al termine del festival.

Una riflessione sul rapporto tra fede, tecnologia e società -

 Più che una provocazione nei confronti della religione, Machina Sacra si propone come una riflessione sui nuovi simboli che caratterizzano la società contemporanea. L'opera nasce nell'anno della pubblicazione di Magnifica Humanitas, l'enciclica di Papa Leone XIV dedicata al rapporto tra persona umana e intelligenza artificiale, inserendosi nel dibattito sulle trasformazioni culturali prodotte dalle tecnologie digitali. Secondo Matteo Mandelli, l'obiettivo non è mettere in discussione la fede, ma osservare come cambino i simboli attraverso cui una comunità costruisce il proprio senso di appartenenza.

L'opera ha preso vita nelle strade del borgo coinvolgendo direttamente gli abitanti nella processione digitale. Il progetto si conclude con l'esposizione permanente dell'installazione nella Cappella del Carmine, dove resterà visitabile fino alla chiusura del festival MicroCosmi, in programma fino al 12 luglio tra San Giovanni a Piro, Bosco e Scario.

 

Con Machina Sacra, il linguaggio della performance contemporanea incontra uno dei rituali più radicati della tradizione italiana. Il risultato è un'opera che non sostituisce il sacro, ma invita a interrogarsi su come l'intelligenza artificiale, gli schermi e i dispositivi digitali stiano ridefinendo le forme della partecipazione, della memoria collettiva e persino della spiritualità nel XXI secolo.