SPORT D'ESTATE

Camminare nell'acqua del mare: perché fa bene a gambe, cuore e articolazioni

Camminare nell'acqua fino alle caviglie o alle ginocchia non è solo una piacevole passeggiata: è un allenamento completo che migliora circolazione, equilibrio, resistenza e benessere articolare. Ecco perché sempre più fisioterapisti e medici dello sport lo consigliano durante l'estate.

di Silvia Trevaini
© Istockphoto

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Basta una passeggiata sul bagnasciuga per accorgersi che molte persone, soprattutto al mattino o nelle ore più fresche della giornata, scelgono di camminare nell'acqua del mare. Per alcuni è un gesto rilassante, per altri un'abitudine estiva. In realtà questa semplice attività rappresenta un vero esercizio fisico, capace di coinvolgere muscoli, articolazioni e sistema cardiovascolare in modo delicato ma efficace. La resistenza naturale dell'acqua costringe infatti il corpo a lavorare di più rispetto a una normale camminata sulla sabbia asciutta, mentre la spinta dell'acqua alleggerisce il peso che grava su ginocchia, anche e caviglie. Il risultato è un'attività adatta a persone di età diverse, dagli sportivi agli over 60, fino a chi desidera riprendere a muoversi dopo un periodo di inattività. Negli ultimi anni anche la medicina dello sport e la fisioterapia hanno riconosciuto i benefici dell'esercizio in acqua, utilizzato sempre più spesso nei programmi di riabilitazione e prevenzione. Ma perché camminare nel mare fa così bene?

Perché l'acqua rende la camminata più efficace -

 Camminare nell'acqua è molto diverso dal passeggiare sulla terraferma. Ogni passo deve vincere la resistenza dell'acqua, che aumenta il lavoro dei muscoli delle gambe, dei glutei e dell'addome. Allo stesso tempo la spinta idrostatica riduce il carico sulle articolazioni, rendendo il movimento più fluido e meno traumatico. Questo permette di allenare il corpo senza sottoporlo agli impatti tipici della corsa o delle superfici rigide, caratteristica che rende la camminata in mare particolarmente interessante anche per chi soffre di piccoli disturbi articolari o è in sovrappeso.

Un aiuto naturale per la circolazione delle gambe -

 Uno dei principali benefici riguarda il sistema venoso. La pressione esercitata dall'acqua sulle gambe funziona come un massaggio continuo che favorisce il ritorno del sangue verso il cuore. Questo effetto può contribuire a ridurre la sensazione di pesantezza e il gonfiore che molte persone avvertono durante l'estate, quando il caldo provoca una naturale dilatazione dei vasi sanguigni. Naturalmente non rappresenta una terapia per l'insufficienza venosa, ma può diventare una sana abitudine per favorire il benessere della circolazione.

Fa bene anche al cuore -

 Anche il sistema cardiovascolare trae beneficio dalla camminata in acqua. La maggiore resistenza dell'acqua aumenta gradualmente il lavoro del cuore e dei polmoni, migliorando la capacità aerobica senza richiedere sforzi eccessivi. Per questo motivo camminare nel mare può rappresentare una valida attività fisica anche per chi desidera mantenersi in forma durante le vacanze, purché non siano presenti controindicazioni mediche e si evitino le ore più calde della giornata.

Muscoli più forti e migliore equilibrio -

 Ogni onda modifica continuamente l'appoggio dei piedi. Per mantenere l'equilibrio il cervello deve attivare numerosi muscoli stabilizzatori, in particolare quelli del tronco, del bacino e delle caviglie. Questo continuo adattamento migliora la propriocezione, cioè la capacità di percepire la posizione del corpo nello spazio, fondamentale per prevenire cadute e migliorare la coordinazione. Anche glutei, polpacci, cosce e addominali lavorano in modo costante durante tutta la camminata.

Le articolazioni ringraziano -

 A differenza della corsa sull'asfalto o della camminata su superfici dure, il mare riduce l'impatto su ginocchia, anche e caviglie. Per questo motivo la camminata in acqua viene spesso consigliata nei programmi di recupero funzionale dopo alcuni infortuni o per le persone che soffrono di lievi dolori articolari. Naturalmente chi presenta patologie importanti dovrebbe seguire le indicazioni del proprio medico o del fisioterapista.

Quante calorie si consumano? -

 Il consumo energetico dipende dalla velocità, dalla profondità dell'acqua e dall'intensità dell'esercizio. In media una camminata in acqua può far consumare tra 250 e 400 calorie all'ora, valori generalmente superiori rispetto a una normale passeggiata sulla terraferma proprio grazie alla maggiore resistenza offerta dall'acqua. Non è però il numero delle calorie l'aspetto più interessante, quanto la possibilità di svolgere un'attività completa con un ridotto rischio di sovraccarico articolare.

Come praticarla nel modo corretto -

 Per ottenere benefici è sufficiente camminare nell'acqua con un livello compreso tra le caviglie e il ginocchio, mantenendo un passo regolare e una postura eretta. Gli specialisti consigliano sessioni di circa 20-40 minuti, preferibilmente al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando le temperature sono più miti. È importante utilizzare scarpe da scoglio se il fondale è irregolare, bere acqua anche durante l'attività e interrompere l'esercizio in presenza di correnti forti o mare mosso.

Quando è meglio evitarla -

 Non sempre camminare in mare è indicato. In presenza di ferite aperte, infezioni cutanee, febbre, importanti problemi cardiaci non controllati o mare particolarmente agitato è preferibile rinunciare. Anche chi soffre di insufficienza venosa avanzata o presenta patologie ortopediche significative dovrebbe chiedere il parere del medico prima di iniziare un'attività regolare. Camminare nell'acqua del mare è uno degli esercizi più semplici, economici e completi che si possano praticare durante l'estate. Coinvolge muscoli, cuore e articolazioni, migliora l'equilibrio, stimola la circolazione e permette di mantenersi attivi senza sottoporre il corpo a sollecitazioni eccessive. Non servono attrezzature particolari né grandi capacità atletiche: bastano il mare, qualche decina di minuti e la costanza. Anche una semplice passeggiata tra le onde può trasformarsi in un prezioso alleato del benessere, purché venga praticata con buon senso e nel rispetto delle proprie condizioni fisiche.