Il revolver Magnum .357 è il fiore all'occhiello dell'industria della difesa turca, una delle prime pistole progettate e prodotte interamente sul Bosforo, come ha ricordato orgogliosamente Recep Tayyip Erdoğan mentre ne regalava un esemplare personalizzato a ognuno dei leader della Nato presenti al vertice di Ankara. Ogni revolver ha su inciso il nome del destinatario ed è stato presentato in un'elegante scatola di legno. In più il souvenir è stato accompagnato anche da un pacchetto di munizioni vere, qualora ci fossero dubbi sul suo effettivo funzionamento. Il cadeau doveva essere un modo per Erdogan di porre l'accento sulla buona salute del settore degli armamenti turco, sempre più in espansione. Ma il suo gesto ha messo in difficoltà diversi leader.
Cosa fare se ti regalano un revolver -
Le persone alla guida del mondo occidentale sono tornate da Ankara con tante domande. Una però era più bizzarra e inaspettata delle altre: come si torna a casa da un vertice internazionale portando un'arma da fuoco nel bagaglio? Ognuno ha provato a rispondere all'interrogativo a modo suo. Il premier britannico Keir Starmer ha deciso di lasciare l’arma con annessi bussolotti in Turchia, facendo capire che anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha fatto la sua stessa scelta. Ma c'è anche chi, come la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, ha deciso di accettare il regalo per quanto "con riserva"; il revolver sarà infatti trasportato in Belgio, reso inutilizzabile e poi donato a un museo militare di Bruxelles. Sorte simile dovrebbe toccare all'esemplare di cui è stato omaggiato invece il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.
Il premier con la pistola e altre storie -
Non manca tuttavia chi, come il primo ministro canadese Mark Carney ha adottato una soluzione un po' a metà: nel suo caso l’arma è stata imbarcata sul volo di ritorno mentre le munizioni sono rimaste in Turchia. La storia più curiosa resta tuttavia sempre quella del premier del Belgio Bart De Wever, che solo in aeroporto si è reso conto di avere con sé una pistola perfettamente funzionante, quando era ormai già rientrato a Bruxelles. “Il primo ministro è rimasto sorpreso e l’ha immediatamente consegnata alla polizia aeroportuale affinché venisse custodita in una cassaforte. La questione è stata gestita secondo le procedure previste”, ha dichiarato in merito un funzionario all’agenzia di stampa Afp, sperando fosse sufficiente a chiudere la questione. A questo punto resta da chiedersi quale sorte toccherà al revolver personalizzato della nostra Premier Giorgia Meloni: per ora sappiamo solo che l'arma è stata regolarmente imbarcata, per poi venire consegnata a Palazzo Chigi dove presumiamo con calma si deciderà cosa farne.