HA TENTATO DI PROTEGGERSI

Ragazza sfregiata a Milano, pm: "Saidi è pericoloso, deve stare in carcere" | La giovane: "Pensavo di morire"

La 22enne vittima dell'aggressione in metropolitana racconta: "Non riuscivo a vedere né respirare"

"Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare". Queste sono state le prime parole della 23enne sfregiata con una coltellata al volto da un 27enne algerino nel mezzanino della fermata Duomo della metropolitana a Milano. Un colpo che ha lasciato una cicatrice destinata a rimanere per sempre, come ha già confermato l'equipe medica che ha immediatamente preso in cura la giovane. Anche a causa della "violenza inaudita" del fendente, che secondo gli inquirenti avrebbe "leso la dignità" della vittima. La giovane, colpita in una zona del viso non lontana da un occhio, ha riportato ferite con una prognosi di dieci giorni. A carico dell'aggressore Mohammed Saidi il pm ha firmato la richiesta di convalida dell'arresto e di custodia cautelare in carcere: "Potrebbe colpire ancora, è pericoloso". 

"Cosa guardi?", poi gli insulti in arabo -

 "Stavo chiacchierando con un'amica, aspettando l'arrivo della metro, quando improvvisamente un uomo si è rivolto a me in lingua araba". È iniziata così l'aggressione, secondo il racconto messo a verbale dalla ragazza marocchina. Le prime parole del 27enne, arrestato poco dopo, sono state pronunciate con tono intimidatorio: "Che ca**o guardi?". L'uomo avrebbe anche gridato di essere "uomo" e "musulmano". A quel punto la ragazza avrebbe "tentato di fargli capire nella lingua araba che stavo parlando con la mia amica e che, probabilmente, aveva interpretato male il mio sguardo". L'algerino avrebbe a quel punto dato in escandescenze, iniziando a urlare insulti contro la 23enne: "Vaffan***o pu****a, figlia di pu****a".

Gli sputi, il pugno e le coltellate in viso: "Pensavo di morire" -

 Spaventata da questa reazione e "temendo per me e la mia amica", la 23enne gli avrebbe chiesto di allontanarsi minacciando di chiamare la polizia. Il 27enne, "di scatto", si sarebbe scaraventato verso di lei sputandole due volte sul viso "in segno di disprezzo" e aggredendola. Prima con un pugno in pieno labbro. Poi, mentre la giovane cercava di raggiungere il telefono per chiamare le forze dell'ordine, l'uomo sarebbe tornato alla carica con nuovi insulti e con una lama in mano: "Mi ha colpito in viso, ho cominciato a perdere molto sangue e a sentirmi male. Mi girava la testa", si legge nell'ordinanza di custodia cautelare a carico del 27enne. L'uomo a quel punto avrebbe tentato di fuggire, lasciando cadere l'arma del delitto, mentre diverse persone si sono lanciate al suo inseguimento. Uno sarebbe riuscito anche ad afferrarlo, ma l'algerino sarebbe riuscito a liberarsi prima di essere fermato dagli agenti della polizia mentre si nascondeva all'interno di una palestra. 

Di cosa è accusato il 27enne: i reati e le aggravanti -

 Nella richiesta di convalida dell'arresto e di custodia cautelare in carcere, vengono contestati il pericolo di reiterazione del reato e quello di fuga. I reati riportati nelle imputazioni sono lo sfregio permanente al volto, le lesioni (per il pugno) e la resistenza a pubblico ufficiale per i pugni e i calci sferrati al momento dell'arresto. Ma c'è anche l'ipotesi di atti di violenza per motivi razziali e religiosi, oltre all'aggravante dei futili motivi. Nel verbale di arresto si legge che l'Antiterrorismo dei Ros di Milano sta compiendo una serie di controlli in Europa, anche grazie a Interpol, per verificare l'eventuale coinvolgimento del 27enne "in ambienti radicalizzati". 

Chi è Mohammed Saidi? -

 Irregolare in Italia, il 27enne era già stato arrestato dalla polizia per furto e per il danneggiamento di alcune auto in sosta. Sarebbe stato questo il primo e unico momento in cui è stato censito nel nostro Paese. Dopo la convalida del provvedimento da parte del giudice, però, era tornato libero. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, il giovane a quel punto avrebbe vagato per la città senza meta fino a raggiungere il centro, dove alla stazione della metropolitana, ha incrociato la ragazza insieme ad amici. Il 27enne risulta incensurato e senza fissa dimora. Dell'uomo si ha traccia soltanto di una richiesta di asilo politico in Germania, nel 2022, nient'altro.

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