L'inizio delle vacanze estive viene accolto come il periodo migliore per rilassarsi e staccare la spina, ma per milioni di famiglie la realtà è ben diversa: con la chiusura delle scuole si riapre la sfida di bilanciare lavoro e cura dei figli. Quasi sette genitori su dieci - per la precisione, il 69% -vivono con forte apprensione l'organizzazione della cura dei bambini durante le vacanze scolastiche, stando a quanto rivelato da una nuova ricerca di International Workplace Group (Iwg), che si occupa di fornire spazi e soluzioni per il lavoro ibrido. La soluzione, per il 18% degli intervistati, è l'accesso a uno spazio di lavoro flessibile vicino casa come la soluzione più efficace.
Il peso economico dell’estate -
La flessibilità non è solo una questione di tempo, ma anche di budget. Il 74% dei genitori lavoratori dichiara infatti di dover ricorrere al lavoro flessibile per contenere i costi, tanto più che oltre un quarto - il 27% - prevede che quest'anno le spese per la gestione dei figli saranno più alte rispetto al passato. Per far fronte a questo sovraccarico, il 28% utilizza i propri giorni di ferie per accudire i figli e quasi un genitore su cinque (il 18%) dichiara che esaurirà l'intero monte ferie annuale solo per coprire il periodo estivo.
A rischio anche la produttività -
Un sovraccarico che si riflette inevitabilmente sulle performance: il 75% dei genitori conferma che la routine estiva influenza inevitabilmente la vita lavorativa. Per restare al passo con le scadenze, i lavoratori si vedono costretti a modificare i propri orari: il 22% pianifica meno riunioni o lavora la sera tardi, mentre il 21% si sveglia presto al mattino per lavorare mentre i figli riposano. Il 26%, però, ammette che gestire contemporaneamente lavoro e casa rende molto difficile mantenere la concentrazione. A complicare ulteriormente le cose interviene il progressivo ritorno alle politiche di presenza in ufficio: senza smart working, il 55% dei genitori ha visto ridursi la propria flessibilità (rispetto al 33% del 2025). Si tratta di un cambiamento che colpisce in modo sproporzionato le madri lavoratrici: il 74% delle donne occupate con figli dichiara di soffrire di stress da gestione estiva, contro il 66% dei padri. Inoltre, il 26% sottolinea come l'obbligo di recarsi in una sede lontana da casa crei squilibri nella divisione dei compiti all'interno della coppia.
Gli spazi di lavoro locali sono la soluzione -
Di fronte a queste difficoltà, la direzione indicata dai lavoratori è chiara: l'83% utilizzerebbe regolarmente uno spazio di lavoro flessibile vicino casa se fosse messo a disposizione dall'azienda. I benefici sono concreti su più fronti: il 27% degli intervistati potrebbe trascorrere più tempo di qualità con la famiglia, mentre il 69% risparmierebbe in modo significativo sui costi di trasporto, compensando così le spese per i servizi estivi. Questo modello locale e distribuito potrebbe convenire, quindi, anche alle imprese: una ricerca condotta da Iwg - insieme alla società di consulenza Arup - mostra che le aziende che adottano spazi di lavoro flessibili possono registrare un incremento della produttività fino al 12% nei prossimi cinque anni e ridurre – negli Stati Uniti - il tasso di turnover volontario fino al 20%, ciò si traduce in un possibile risparmio annuale di 22 miliardi di dollari entro il 2030 e di 45 miliardi di dollari entro il 2045.
"La flessibilità sul posto di lavoro non solo supporta il benessere delle famiglie, ma contribuisce direttamente alla salute mentale e alla soddisfazione professionale dei dipendenti", ha commentato Fatima Koning, Chief Commercial Officer di Iwg. "Offrire ai genitori lavoratori un accesso più facile a una rete di spazi locali distribuiti significa creare un ambiente di lavoro più inclusivo e sereno, con benefici diretti sulla produttività e sulla fidelizzazione dei talenti".