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Baghdad si sveglia sotto le bombe

Iraq, inferno di fuoco nella capitale

Boati, fumo e fuoco, anche in periferia. Baghdad si è svegliata sotto le bombe. L'attacco sferrato da americani e alleati non si ferma neanche di giorno. Dopo che nel centro della città erano risuonate all'alba due nuove, possenti esplosioni, a loro volta seguite dall'eco tardiva delle sirene anti-aeree, una ulteriore e ancora più potente deflagrazione si è udita provenire dalla periferia della città, colpita con almeno tre missili da crociera.

Colonne di fumo sono tornate a levarsi verso il cielo, rischiarate sinistramente dai bagliori rossastri degli incendi appiccati nei raid precedenti. La parte ovest della città è avvolta in una gigantesca nuvola di fumo. E' la prima volta dall'inizio dell'attacco anglo-americano in cui Baghdad è stata martellata alla luce del giorno.

Lo scenario della capitale irachena in fiamme, dopo la violenta ondata di attacchi aerei anglo-britannici dell'ultima notte, ha "colpito e terrorizzato" non solo gli iracheni, ma gli stessi protagonisti dell'ondata di fuoco. I piloti dell'Air Force britannica, al ritorno sani e salvi alla base militare in Kuwait, hanno raccontato uno scenario di inferno. "Non ho mai visto nulla di simile. Mentre ci avvicinavamo a Baghdad, si vedeva una luminescenza rossa all'orizzonte. I missili Cruise stavano già facendo il loro compito", ha raccontato uno dei piloti dei Tornado britannici che, con i missili Allarm che neutralizzano i sistemi elettrici avevano il compito di aprire la strada ai massicci raid aerei successivi. "Hanno parlato di una campagna "shock and awe" e lo era davvero. Non avrei mai voluto essere a ricevere le bombe".

Continuano le rese di iracheni
Dagli altri fronti di guerra, intanto, arrivano notizie di centinaia di soldati iracheni che si sono arresi alle milizie angloamericane. Ultimi ad arrendersi in ordine di tempo sono stati una cinquantina di soldati, che hanno deposto le armi consegnandosi ai marines del Gruppo Logistico di Combattimento Usa in pieno deserto meridionale. Gli americani, per i quali l'ordine è di non sparare se non è proprio necessario e comunque essenzialmente per rispondere a eventuali attacchi, hanno raccolto le armi stesse, per lo più leggere, le hanno selezionate e suddivise per tipo, quindi hanno ordinato ai disertori di ritornarsene alle proprie case.

Identificate le vittime del primo elicottero caduto
Sono stati identificati, invece, i militari americani morti nell'incidente al CH-46E Sea Knight, che non è stato dovuto a fuoco ostile e in cui hanno perso la vita anche otto militari britannici. Si tratta del del sergente Kendall Damon Watersbey, 29 anni, di Baltimora, del maggiore Jay Thomas Aubin, 36 anni, di Waterville, nel Maine; del capitano Ryan Anthony Beaupre, 30 anni, di Bloomington nell'Illinois; del caporale Brian Matthew Kennedy, 25 anni, di Houston, nel Texas.