per uscire dalla crisi

Germania, media: Volkswagen pianifica taglio di 120mila posti di lavoro

Il quotidiano tedesco "Bild" è entrato in possesso di un documento interno alla casa automobilistica che presenta un piano per uscire dalla crisi. Lavoratori in piazza

Il management del gruppo automobilistico tedesco Volkswagen starebbe pianificando il taglio di 120mila posti di lavoro sui circa 657.000 dipendenti del gruppo nel mondo. Lo ha riferito il quotidiano tedesco Bild, citando un documento interno, "Visione Obiettivo 2030", in cui vengono illustrate le misure di austerità che il gruppo vuole adottare per uscire dalla crisi. Si tratta di un taglio di 20mila posti di lavoro in più di quanto riferito in precedenza dalla stessa Bild. Secondo le indiscrezioni, inoltre, Volkswagen starebbe pianificando la chiusura di quattro stabilimenti in Germania, a Hannover, Emden, Zwickau e Neckarsulm, dal 2031.

Attesa per l'ufficialità del piano di tagli e chiusure -

 Nel giorno della verità, l'amministratore delegato di Volkswagen Oliver Blume ufficializzerà il progetto strategico del gruppo, fatto di tagli e chiusure per uscire dalla crisi, al consiglio di sorveglianza della casa automobilistica. Si parla di discussione del piano all'ordine del giorno, non di decisione definitiva, ma sindacati e governo della Bassa Sassonia si preparano all'opposizione. Mentre i lavoratori sono già scesi in piazza in tutta la Germania.

Le indiscrezioni -

 Secondo il quotidiano Bild, inoltre, il gruppo punta a ridurre ulteriormente l'organico di 55-70mila dipendenti, che si aggiungerebbero ai circa 50mila esuberi già previsti dagli accordi con i rappresentanti dei lavoratori. La riduzione dovrebbe avvenire principalmente attraverso pensionamenti anticipati, uscite volontarie, scorpori e società di ricollocazione, anche se i documenti prevederebbero una revisione delle attuali garanzie occupazionali e l'avvio di un confronto con i sindacati.

Nella bozza di delibera, visionata dalla Bild, il management definisce la situazione del gruppo "critica" e addirittura "una minaccia per la sopravvivenza" dell'azienda, alla luce del calo di vendite, utili e flussi di cassa. Nel 2025 Volkswagen ha consegnato circa 9 milioni di veicoli, quasi il 20% in meno rispetto al 2019, con un crollo particolarmente marcato in Cina.

Il piano ipotizza inoltre la fine della produzione negli impianti di Emden e Zwickau nel 2031, Hannover nel 2032 e Neckarsulm nel 2034, motivandola con un eccesso di capacità produttiva in Europa e con i maggiori costi degli stabilimenti tedeschi rispetto ad altri siti del gruppo.

Secondo indiscrezioni riportate anche da Wirtschaftswoche e New York Times, il Land della Bassa Sassonia, principale azionista di Volkswagen, sarebbe disposto ad accettare una riconversione degli impianti purché venga preservato il maggior numero possibile di posti di lavoro. Il governo regionale ha però smentito la ricostruzione, definendola "completamente priva di fondamento".

Tra le ipotesi allo studio vi sarebbe anche la riconversione di alcuni siti produttivi ad attività nel settore della difesa, sul modello dello stabilimento di Osnabrück. Il piano prevede infine una profonda riorganizzazione del gruppo, con lo scorporo delle attività automobilistiche e della divisione componenti in società distinte e la trasformazione della holding Volkswagen in una struttura più snella, con l'obiettivo di accelerare i processi decisionali e ridurre i costi. Una riforma che, secondo la Bild, potrebbe però ridurre il peso dei rappresentanti dei lavoratori nella governance del gruppo.

Proteste in tutta la Germania -

 Il sindacato tedesco IG Metall ha organizzato, intanto, una giornata di mobilitazione in numerosi stabilimenti del gruppo Volkswagen in Germania contro i piani di ristrutturazione attribuiti al management del costruttore. Alle iniziative hanno partecipato delegati sindacali e consigli di fabbrica di Volkswagen, Audi, Porsche, Man, Cariad e di altre società del gruppo. A scatenare la protesta sono state le indiscrezioni di stampa.

"La risposta dei lavoratori è chiara: così non va", ha dichiarato la presidente di IG Metall, Christiane Benner, sottolineando che i dipendenti "hanno lavorato duramente e accettato sacrifici", mentre il consiglio di amministrazione risponde con nuovi piani di riduzione del personale. Benner ha chiesto al gruppo di puntare su nuove idee per garantire il pieno utilizzo degli impianti, sviluppare prodotti competitivi e sfruttare finalmente le sinergie tra i marchi, invitando anche la politica a sostenere il settore con una strategia industriale coerente.

La presidente del consiglio di fabbrica del gruppo Volkswagen, Daniela Cavallo, ha affermato che "decine di migliaia di lavoratori temono per il proprio futuro e per quello di Volkswagen". Secondo Cavallo, il susseguirsi di notizie su possibili chiusure di stabilimenti e tagli occupazionali "mina il morale dei dipendenti", mentre il management lascia crescere l'incertezza invece di spiegare le proprie strategie e rafforzare l'immagine del gruppo come protagonista della mobilità del futuro.

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