In un casolare fatiscente di San Giuseppe Jato, immerso tra feci, rifiuti e condizioni igieniche disastrose, vivevano oltre cento cani in evidente stato di malnutrizione e sofferenza. A scoprirli sono stati i Carabinieri forestali del Centro Anticrimine Natura di Palermo – Nucleo Cites, insieme alla Sezione Operativa per i reati contro gli animali del Raggruppamento Carabinieri Cites e ai militari della Stazione locale. Gli animali appartenevano a una coppia di accumulatori, incapaci di gestire la situazione e responsabili di un contesto di degrado estremo.
L’inviata di "Diario del Giorno" ha intercettato il proprietario dell’abitazione, visibilmente agitato, che ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione. Un silenzio che ha lasciato parlare le immagini e le condizioni degli animali, molto più eloquenti di qualsiasi commento.
Gli accertamenti sanitari effettuati sul posto hanno evidenziato un quadro drammatico: numerose patologie infettive e parassitarie, riconducibili alla totale assenza di cure veterinarie e di qualsiasi forma di profilassi. L’elevato numero di cuccioli presenti ha confermato che non veniva adottato alcun accorgimento per limitare la riproduzione: nessun animale sterilizzato, nessuna separazione tra maschi e femmine. Una gestione inesistente che ha portato a un aumento incontrollato degli esemplari, aggravando ulteriormente la situazione.
Di fronte a questo scenario, i Carabinieri forestali hanno proceduto al sequestro preventivo di tutti i cani, deferendo all’Autorità Giudiziaria le due persone ritenute responsabili, accusate in concorso dei reati di maltrattamento e detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. Un intervento necessario per interrompere una spirale di incuria che andava avanti da tempo.
Alcuni degli animali sono già stati trasferiti al Canile Sanitario di Carini, dove sono stati affidati al sindaco di San Giuseppe Jato, in qualità di Autorità sanitaria locale, per ricevere le prime cure e avviare un percorso di recupero. Nei prossimi giorni verranno spostati anche gli altri esemplari nelle strutture disponibili ad accoglierli. Successivamente, in accordo con la Procura della Repubblica, partiranno le procedure per l’affido definitivo alle associazioni animaliste, così da garantire a ciascun cane una nuova possibilità di vita.