È arrivata la prima condanna a un hater della senatrice a vita Liliana Segre. Il Tribunale di Milano ha condannato col rito abbreviato uno degli hater - l'unico che aveva scelto di essere giudicato con il rito abbreviato - a 4 mesi di carcere con pena sospesa e a un risarcimento di 1500 euro. Per un altro imputato è stata disposta la messa alla prova con lavori di pubblica utilità e un risarcimento da versare alla Fondazione Memoriale della Shoah.
La maxi inchiesta -
Da diversi mesi, la senatrice è vittima di insulti e attacchi via social da parte di diversi utenti. Dopo le denunce di Segre, assistita come parte civile dall'avvocato Vincenzo Saponara, è scattata una maxi inchiesta della Procura di Milano. Il procedimento vedeva imputate otto persone in totale e con al centro l'accusa di diffamazione aggravata dall'odio razziale per le raffiche di insulti via social alla sopravvissuta alla Shoah.
Il processo Già nelle scorse udienze, davanti alla giudice Francesca Ghezzi della sesta sezione penale, alcuni imputati si erano scusati con delle lettere e avevano fatto pervenire un risarcimento, sempre al Memoriale della Shoah, con somme dai 500 fino ai duemila euro. Passaggi che avevano portato alla remissione delle querele e, dunque, quelle posizioni erano uscite dal processo con dichiarazione di "non doversi procedere".