Il mercato degli stupefacenti, in Italia, è sempre più accessibile e diversificato. Anche, purtroppo, per i più giovani. La Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze, elaborata dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, fotografa infatti una realtà preoccupante per la Generazione Z: i consumi di sostanze illegali, dopo la flessione registrata tra il 2022 e il 2024, sono tornati a crescere.
Come segnala un'analisi approfondita del report effettuata dal portale Skuola.net, oggi ben il 26% degli studenti tra i 15 e i 19 anni (circa 640 mila ragazzi) riferisce di aver consumato almeno una sostanza psicoattiva illegale nell'ultimo anno. Un fenomeno che si declina maggiormente al maschile - con una copertura del 30% tra i ragazzi contro il 22% delle ragazze - e che, inoltre, fa registrare un inquietante tasso di "policonsumo", con quasi il 7% degli studenti che dichiara di essersi rifugiato in più sostanze illecite nel corso dell'anno.
Un "debutto" sempre più precoce - Il dato che, però, desta maggiore allarme sociale riguarda il momento in cui avviene il primo contatto con le droghe. Non si aspetta più la maggiore età o la fine delle scuole superiori per lasciarsi andare. Al contrario, l'iniziazione avviene soprattutto da minorenni, in piena adolescenza. Per quanto riguarda la cannabis, il 60% dei consumatori l'ha provata per la prima volta tra i 15 e i 17 anni. E un drammatico 34% ha iniziato a 14 anni (o addirittura prima).
La situazione appare ancora più critica spostando l'attenzione sulle droghe cosiddette "pesanti". Tra chi consuma cocaina, ben il 41% dichiara di aver esordito entro i 14 anni di età, un dato in linea con il biennio precedente e che si accompagna a un ulteriore 48% che ha iniziato tra i 15 e i 17 anni. Simile la parabola degli oppiacei e degli allucinogeni: circa un terzo dei consumatori (rispettivamente il 33% e il 30%) riferisce di averne fatto uso per la prima volta quando aveva al massimo 14 anni.
I canali di reperimento: la strada, il web e l'allarme a scuola - Ma dove trovano queste sostanze dei ragazzi così giovani? L'accessibilità è percepita come molto elevata, specie tra chi è già consumatore. Oltre il 60% degli studenti indica genericamente la strada e i luoghi all'aperto come i principali punti di contatto con gli spacciatori, almeno per reperire i "prodotti" più comuni. A seguire i locali notturni.
Al tempo stesso emerge il ruolo sempre più centrale della scuola come "piazza di spaccio" informale. Il 32% degli studenti consumatori afferma di sapersi procurare facilmente cannabis o cocaina direttamente all'interno dell'ambiente scolastico. Una percentuale altissima, che sfiora il 30% anche per il reperimento di insidiosi cannabinoidi sintetici e arriva al 26% per le droghe stimolanti.
La scuola, insomma, affianca la casa di amici (luogo di approvvigionamento per il 36-42% dei ragazzi) e si conferma uno snodo cruciale per la circolazione delle sostanze. Se ciò non bastasse, a questi mercati si aggiunge, seppur in misura lievemente minore, la frontiera digitale: il web e i social network rappresentano il canale di approvvigionamento prioritario per il 17% dei consumatori di cannabis e per il 18% di chi cerca cocaina. E nel caso degli stimolanti si tocca quota 30%.
Il dominio della cannabis e l'esplosione delle droghe sintetiche - Scendendo nel dettaglio del "carrello" degli stupefacenti, la cannabis si conferma la regina incontrastata delle droghe, sebbene in leggera flessione rispetto all'anno precedente. Resta comunque il fatto che il 18% degli studenti l'ha usata nel 2025. L'analisi dei grafici rivela, però, su questo (ma in linea generale, come detto, su un po' tutte le sostanze) un netto divario di genere, con il 21% dei ragazzi consumatori contro il 15% delle ragazze. Il consumo, inoltre, cresce linearmente con l'età, raggiungendo un picco di quasi il 26% tra i 19enne.
A preoccupare è anche la fetta dei consumatori frequenti - coloro che ne fanno uso almeno 20 volte al mese - che rappresenta il 2,3% della popolazione studentesca, trainata (di nuovo) quasi esclusivamente dalla componente maschile. Al calo della marijuana tradizionale fa però da contraltare l'esplosione delle Nuove Sostanze Psicoattive (Nps), spesso prodotte in laboratori clandestini, per aggirare i controlli, e altamente pericolose per la salute. Nel corso del 2025, il 5,7% degli studenti ha consumato Nps.
Tra queste spiccano i cannabinoidi sintetici, assunti dal 3,6% dei giovani (4,6% tra i maschi e 2,4% tra le femmine). L'offerta "chimica", peraltro, si declina in numerose varianti: la ketamina cattura l'1,2% dei giovani, i catinoni sintetici l'1% e la salvia divinorum lo 0,9%. Un dato statistico particolarmente insolito riguarda gli oppioidi sintetici, consumati dall'1,6% degli studenti, che rappresentano l'unica categoria di sostanze in cui non si registra alcuna differenza di genere, con un utilizzo speculare dell'1,6% sia tra i ragazzi che tra le ragazze.
Il ritorno della cocaina e l'ombra degli oppiacei - Ma gli spunti di preoccupazione non finiscono qui. Archiviati gli anni della pandemia, si registra una netta ripresa delle droghe stimolanti, tipicamente associate al divertimento notturno e allo sballo prestazionale (come amfetamine, ecstasy e Mdma). Nell'ultimo anno le ha consumate il 2,7% degli studenti, con una fortissima trazione maschile (3,5% contro l'1,8% femminile) e una diffusione che s'impenna, superando il 3,4%, tra i neomaggiorenni (19enni). Anche gli allucinogeni tornano a crescere, attestandosi all'1,9% globale, ma sfiorando il 3% tra i ragazzi.
L'attenzione delle istituzioni sanitarie resta tuttavia altissima sulla cocaina, il cui consumo tra i banchi di scuola torna ad attestarsi su livelli preoccupanti. L'1,9% degli studenti l'ha utilizzata nell'ultimo anno, evidenziando uno squilibrio di genere molto marcato: ne fa uso il 2,7% dei maschi contro uno 0,9% delle femmine. Il dato più critico, in questo caso, è legato al consumo abituale: lo 0,9% degli studenti ammette di assumerla almeno 10 volte al mese.
I numeri, apparentemente, sembrano bassi. Ma l’allarme della comunità scientifica è indotto dal fatto che ci troviamo al cospetto di una sostanza che incide pesantemente sulla salute pubblica e che, secondo la Relazione, è oggi responsabile di un terzo di tutti i decessi droga-correlati accertati nel nostro Paese. Stabile, ma con una altrettanto preoccupante ripresa, anche l'uso di eroina e altri oppiacei, consumati dall'1,5% degli studenti, anche in questo caso con un'utenza prevalentemente maschile (2,1% contro lo 0,8% femminile).
Il rischio dell'incognita - Infine, il report porta alla luce un'ultima, agghiacciante tendenza che ben descrive la pericolosa disinvoltura con cui i giovanissimi si approcciano allo "sballo". Quasi 47mila studenti, pari all'1,9% del totale, ammettono di aver assunto sostanze senza conoscerne minimamente né la natura né i potenziali effetti, affidandosi completamente al caso. Un salto nel buio che, nella maggior parte dei casi, avviene ingerendo pillole e liquidi misteriosi, trasformando il corpo di questi ragazzi in un vero e proprio esperimento senza rete di sicurezza.