COMPLEANNI VIP

Tanti auguri a Lino Banfi, l'intramontabile Oronzo Canà compie 90 anni

L'attore pugliese, grande protagonista della commedia all'italiana degli anni Settanta e Ottanta, ha creato il personaggio del meridionale ruspante, oltre a una serie di neologismi diventati cult

© IPA

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Ci sono volti capaci di raccontare, da soli, i cambiamenti del costume e della cultura pop di un intero Paese. Quello di Pasquale Zagaria, per tutti Lino Banfi, è indubbiamente uno di questi. Il 9 luglio 2026 l'attore pugliese spegne 90 candeline.  "Ora cerco di adattarmi alla modernità, anche se la prima volta che ho sentito la parola hashtag ho pensato che fosse una malattia dell'occhio. Con mio figlio sto per fare un podcast", ha raccontato l'attore, ospite all'Italian Global Series, "solo perché a me suona come un po' di casa tua detto alla pugliese".

Un compleanno che è occasione per celebrare una carriera monumentale, che ha unito intere generazioni di italiani, di quello che è diventato un simbolo della comicità italiana. 

Dalla gavetta al consiglio di Totò -

  Nato ad Andria nel 1936, il giovane Pasquale sembrava inizialmente destinato alla vita da seminarista. Ma la vocazione per lo spettacolo era troppo forte. Dopo una dura gavetta nel cabaret tra Milano e Roma, arriva la svolta che cambierà la sua vita. Inizialmente sceglie il nome d'arte di Lino Zaga, ma è il leggendario Totò a dargli un consiglio d'oro: cambiare cognome perché, secondo le superstizioni dell'epoca, accorciarli portava sfortuna. Fu così che il suo maestro di scuola elementare scelse il cognome "Banfi" da un registro di classe.

Il pugliese verace sul grande schermo -

  La vera intuizione di Banfi fu quella di portare al cinema le sue radici. Creò il personaggio del meridionale ruspante, perennemente arrabbiato ma irresistibilmente comico, inventando un vero e proprio vocabolario di neologismi storpiati come il celebre "disgrazieto", entrati dritti nel linguaggio comune.

Gli anni d'oro della commedia e il mito di Oronzo Canà -

 Al cinema esordisce diretto da Lucio Fulci nella commedia musicale "Urlatori alla sbarra" (1960). Tra degli anni Settanta e Ottanta, Lino Banfi diventa il re indiscusso della commedia all'italiana. Condivide il set con i più grandi nomi del cinema commerciale dell'epoca e dà vita a personaggi cinematografici intramontabili. Tra questi, il commissario Auricchio in "Fracchia la belva umana" (1981), o l'iconico Oronzo Canà ne "L'allenatore nel pallone" (1984). Con la sua "bi-zona" e la gestione della Longobarda, Banfi ha firmato una delle parodie calcistiche più amate di sempre, un cult che ancora oggi i tifosi di ogni età recitano a memoria. Menzione d'onore anche per "Vieni avanti cretino" (1982), film di Luciano Salce in cui veste i panni dell'impiegato Pasquale Baudaffi.

L'arrivo di Nonno Libero e la collaborazione con Checco Zalone -

   Se la prima parte della sua carriera lo ha consacrato come icona della risata, la fine degli anni '90 gli regala una clamorosa seconda giovinezza artistica. Nel 1998 veste per la prima volta i panni di Nonno Libero nella fiction "Un medico in famiglia".  Nel 2016 è coprotagonista nel film di Gennaro Nunziante "Quo Vado", nei panni del senatore Binetto che aiuta Checco Zalone a mantenere il famigerato "posto fisso".

La famiglia e l'impegno sociale -

  Dietro i grandi successi professionali c'è sempre stata una vita privata scandita dalla storia d'amore con la moglie Lucia Lagrasta, scomparsa nel 2023 dopo oltre sessant'anni di matrimonio. "Mi manca tantissimo", ha dichiarato recentemente. La mattina, dopo colazione, saluto tutti i giorni le foto di Totò e la sua. Però, chissà perché, non riesco mai a sognarla. Ma forse è meglio così: non sai mai chi ti troveresti davanti".

Un legame indissolubile che Banfi ha sempre protetto e celebrato e da cui sono nati i due figli della coppia, Rosanna, 63 anni, che ha seguito le impronte paterne nel mondo della recitazione, e Walter, 58. Accanto alla famiglia, l'attore ha saputo coltivare anche un profondo impegno sociale, diventando nel 2000 Ambasciatore UNICEF e portando il suo sorriso e la sua voce a sostegno dei bambini meno fortunati.

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