Sentimenti

Coppia: il jet lag del cuore: come sopravvivere alla fine di un amore estivo

Guida pratica al rientro in città: come voltare pagina (o fare sul serio) senza farsi rovinare l'autunno

© Istockphoto

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Un amore estivo e una storia di coppia vacanziera sono belli proprio perché, di solito, si esauriscono alla fine delle vacanze, anche se spesso fanno soffrire come ogni altro sentimento. Per consolarci e riallinearci sui binari della vita quotidiana ci sono alcuni pensieri che possono aiutarci a trovare sollievo: di solito il dispiacere è cocente ma di breve durata, destinato a spegnersi non appena avremo superato lo shock del ritorno e la malinconia della “sindrome da rientro”. E, nei casi non frequentissimi, ma sempre possibili, in cui questo sentimento vacanziero tenda a evolversi verso qualcosa di più stabile, ecco che cosa fare, per coltivarlo.

IL JET LAG DEL CUORE E L’EFFETTO “VINO DELLA CASA” – Il parallelismo può sembrare prosaico, ma un amore vacanziero assomiglia un po’ a quel vino bianco frizzante “della casa” sorseggiato a piedi nudi in una taverna sulla spiaggia guardando il tramonto, che ci sembrava così buono e stuzzicante.  Ne abbiamo comprato una bottiglia e l’abbiamo aperta al ritorno, nel salotto di casa, scoprendo che tutto quel sapore è svanito: sa solo di tappo, nostalgia e rimpianto. La maggior parte degli amori estivi soffre della stessa identica sindrome: funzionano a meraviglia finché si accompagna a sale sulla pelle, assenza di orari e tintarella. Ma cosa succede quando i corpi si rivestono, la sveglia torna a suonare alle sette del mattino e il clima della città torna ad assalirci? Forse è meglio lasciarsi tutto alle spalle al più presto, senza farsi schiacciare dal peso della malinconia: non è solo un esercizio di sanità mentale, ma un’arte sottile di reinventare se stessi.

L’ILLUSIONE DELLA SCENOGRAFIA VACANZIERA – E se invece fosse una storia importante, destinata a durare? Per capire se la nostra storia è solo un filarino estivo o un sentimento che aspira a diventare stabile, occorre innanzi tutto non confondere la persona con il contest: la maggior parte delle volete non siamo innamorati di quel ragazzo moro e abbronzatissimo incontrato in spiaggia o della spiritosa gallerista conosciuta a Minorca; siamo innamorati della versione di noi stessi in quel preciso momento e della meravigliosa sensazione di libertà e leggerezza che provavamo lontano dalla nostra scrivania e dalle scadenze professionali.  Il ritorno in città impone un check della realtà immediato, ma gentile. Guardare noi stessi e l’altro senza il sottofondo musicale delle onde e senza i granelli di sabbia sotto i piedi ci farà capire subito la vera natura del legame. Organizziamo un incontro, in carne e ossa se le distanze lo permettono, oppure virtuale se l’amato bene vive lontano, e osserviamo: se la conversazione tende a languire e se i silenzi, prima così romantici e carichi di suggestione, diventano imbarazzanti, è il caso di accettare la verità, la storia era un amore dell’estate, inadatto a essere vissuto nelle quattro stagioni.  Meglio incorniciare il ricordo, relegarlo alla collezione dei souvenir e applicare un distacco strategico sui social.

E SE DURASSE? – Le statistiche parlano chiaro: solo due storie su dieci valicano lo scoglio del ritorno a casa e si trasformano i legami duraturi. Come capire se siamo tra quella minoranza fortunata?  Osservando il modo in cui il sentimento si evolve quando cambiano le regole del gioco imposte dalla quotidianità. Se la complicità resiste alla routine, se le conversazioni leggere dell’estate lasciano il posto a una naturale sincronizzazione sulle agende lavorative, allora l'amore estivo sta compiendo la sua trasformazione più ambiziosa: quella in storia permanente, con una tenuta, una forma e una stabilità capaci di persistere nel tempo. In questo caso, il rientro non è la fine di un sogno, ma l'inizio della costruzione di una nuova, solidissima realtà quotidiana.

LA RIPARTENZA DI SETTEMBRE - Che la storia sia destinata a spegnersi o a trasformarsi nel prossimo grande capitolo della vostra vita, la parola d'ordine per la fine di agosto è una sola: ripartenza. Settembre, per la maggior parte delle persone, è il momento che segna l’inizio di un nuovo anno ancora più che il 1° di gennaio. È anche il momento in cui l'energia accumulata nei mesi caldi deve essere canalizzata e trasformata in cammino verso nuovi obiettivi: anche la malinconia del rientro o l’entusiasmo amoroso possono diventare carburante per la nostra ripartenza. È il momento di rinnovare il guardaroba, colonizzare nuovi spazi, organizzare l’agenda di impegni in modo da includere un nuovo hobby, magari scoperto in vacanza. È il momento in cui mettere a frutto le esperienze dell’estate, che si tratti di sentimenti, di sport o di interessi: le vacanze ci hanno mostrato che, quando vogliamo, sappiamo essere diversi dal solito, più piacevoli, simpatici e vivi, e anche l’innamoramento vacanziero ha contribuito a farci scoprire tutto questo. Ora sta a noi dimostrare che possiamo continuare a vivere queste piacevoli sensazioni di energia anche in città.