SWIPARE E DINTORNI

Quando le app di dating danno assuefazione: ecco come uscire dal circolo vizioso

La maggior parte degli utenti di dating app segue uno schema prevedibile e pericoloso. C'è il rischio che cercare l'anima gemella diventi attività nociva

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Le app di dating possono essere fonte di insoddisfazione, alimentando una insoddisfazione cronica che può essere dannosa. Tutti abbiamo un amico/a finito nel vortice di like e swipe con grandi speranze. In fondo nel 2026 è estremamente più facile entrare in contatto con gli altri, ingrossando il computo delle conoscenze con cui proviamo ad avere una relazione più o meno seria usando la tecnologia. Anche se poi c'è da sindacare sulla qualità di certe interazioni, volatili come un hey ricevuto su Tinder dall'utente che nella sezione interessi ha messo solo "self-care" e potenzialmente più dannose di quanto potremmo credere.

Un pericoloso circolo vizioso -

 Le app per incontri sono sempre più spesso lo strumento principe con cui si prova a trovare l'anima gemella. Anche per una questione di praticità: se so che Maria Carlotta cerca "qualcosa di serio" come me, sarà meno imbarazzante provare un approccio di un certo tipo. Troppo spesso tuttavia queste soluzioni tecnologiche vengono spacciate, soprattutto da chi non le usa, come la panacea per qualunque difficoltà relazionale: vuoi una storia? Usa un'app. Vuoi un'avventura? C'è l'app. Vuoi qualcosa di difficilmente spiegabile? Dovresti proprio provare un'app. Una narrativa spinta anche dalle stesse compagnie che lucrano su certe soluzioni ma che espone le persone a farsi false speranze, speranze, che poi possono portare a rovinose conseguenze per l'autostima quando disattese. E non è nemmeno l'unico problema di quello che rischia di diventare, anche per la scienza, un autentico circolo vizioso.

Non swipare troppo -

  Un periodo, sulla scorta del successo di un manuale che garantiva "è facile smettere di fumare se sai come farlo" era nata una vera e propria serie: è facile dimagrire se sai come farlo, è facile diventare simpatico se sai come farlo e non escludo esistesse anche un "è facile imparare a farsi piacere le verdure se sai come farlo". Oggi forse sarebbe il caso di lanciare un "è facile smettere di swipare se sai come farlo". Per chi non ha famigliarità con il gergo lo "swipe" è il cuore delle app di incontri: è il gesto con cui decretiamo se quella persona ci piace o no. Un gesto che una volta entrati nel meccanismo si sarà portati a ripetere più volte possibile, per trovare più compatibilità e per addestrare l'algoritmo sui nostri gusti. Non ci vuole molto a capire tuttavia il rischio alla base di questa pratica se diventa così continuata da essere quasi automatizzata: si rischia la dipendenza.

Come una slot machine -

  La "gamificazione" delle relazioni trasforma tutto appunto in un gioco, portando l'utente ad approcciarsi a un qualcosa che dovrebbe favorire interazioni umane in una roulette russa. Una slot machine dove più punti, più metti like, e più hai possibilità di trovare l'amore. In fondo come fa notare  alla BBC Liesel Sharabi, direttrice del Relationships and Technology Lab presso l'Arizona State University negli Stati Uniti. "Se le persone ricevessero ottimi consigli e avessero appuntamenti fantastici, smetterebbero di usare le app una volta per tutte. Ma non è quello che succede. Le persone continuano a usarle e poi a disinstallarle di continuo." Gli obiettivi delle app di dating differiscono insomma da quelli dei loro utenti, anche se alcune vengono lanciate appositamente con claim pubblicitari tipo "la app che è progettata per essere cancellata".

Ce lo dice la scienza -

 Sharabi ha condotto una recente meta-analisi che ha raccolto i risultati di 17 anni di studi su circa 26.000 persone. Lo studio ha rilevato che gli utenti di app di incontri riportavano una salute psicologica significativamente peggiore rispetto ai non utenti, con sintomi quali depressione, ansia, disregolazione emotiva, solitudine e disagio psicologico. Un dato che ovviamente peggiora se si parla di persone già fragili. Nel 2024, una class action ha accusato Match Group  (il colosso proprietario delle maggiori app di incontri) di aver costruito un meccanismo atto a creare dipendenza e trarre profitto dall'uso compulsivo. Match Group ha respinto le accuse definendole "ridicole". Ma è tuttavia insindacabile che quella scarica di dopamina che arriva quando una persona potenzialmente attraente regala un "mi piace", è il segreto alla base del successo di certe piattaforme. 

Rischio burnout -

 C'è poi chi, a forza di mettere cuoricini, arriva a percepire la ricerca virtuale di un partner come un secondo lavoro. Un'occupazione aggiuntiva che può portare a un esaurimento emotivo, se non si raggiungono i risultati prefissati, fino a far configurare nell'utente i principi di un autentico burnout. In questi casi aumentano proprio i problemi che in linea teorica certe soluzioni dovrebbero arrivare a risolvere: depressione, ansia e solitudine. Ciò accade in maniera ancora più marcata nel caso in cui l'utente non risponda ai canoni di bellezza standard o semplicemente sia uomo. C'è infatti una sperequazione netta tra gli utenti maschi e quelli di sesso femminile, portando tanti uomini a "contendersi" un numero esiguo di ragazze. Una situazione che porta chi non viene "scelto" a sentirsi inadatto, con grossi problemi per l'autostima. Non che per le donne sia tutto rose e fiori: essere inondati da pretendenti può portare la ragazza a sentirsi sopraffatta e stanca nel gestire una tale mole di scelta potenziale.

Come uscirne -

   A quel punto si arriva a fare esperienza di quella categoria del burnout che prende proprio il nome di esaurimento emotivo o depersonalizzazione. A quel punto i profili si confondono e le interazioni smettono di sembrare umane. Si diventa quei mostri che si cercava di evitare: uno di quelli che non va oltre un "ciao bella" o che arriva subito al punto, suggerendo al terzo messaggio un incontro sessuale. A quel punto forse è il caso di fermarsi. Ma come farlo? "Non scoraggio mai le persone dall'usarle", dice Sharabi. "Ma non dovrebbero essere l'unico modo in cui cerchi di conoscere gente". Non sottovalutate quindi la vostra rete di amici e non rinunciate ad avere una rete di supporto formata da chi vi vuole bene. Risulta fondamentale per gestire degli inevitabili rifiuti. E ovviamente in generale date la precedenza alla qualità sulla quantità: scorrete senza che lo swipe diventi una mera abitudine meccanica e sappiate fermarvi ad un certo punto. Non rischierete di finire come il protagonista di Lars e una ragazza tutta sua, che si accompagnava a una bambola gonfiabile persino alle cene coi parenti. Non abbiate fretta e mantenete la fiducia. Tenendo presente che anche essere single è bello, se sai come esserlo.

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