Il WWF Italia celebra il suo 60° anniversario della fondazione, avvenuta il 5 luglio 1966 a Roma per iniziativa di Fulco Pratesi e un gruppo di pionieri ambientali. Sebbene a livello internazionale l'organizzazione globale del panda abbia compiuto 65 anni (essendo nata in Svizzera nel 1961), la sezione italiana taglia lo storico traguardo dei sei decenni di battaglie. L'incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ufficializzato la rilevanza istituzionale di un percorso iniziato nello studio di un notaio romano.
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Da allora, la sezione nazionale ha radicalmente trasformato la coscienza ecologica e la tutela della biodiversità nel nostro Paese. Nel 1967 l'acquisto dei diritti di caccia sul Lago di Burano ha dato vita alla prima Oasi protetta, inaugurando una strategia d'azione concreta. Quella prima scommessa isolata si è trasformata in una rete capillare che oggi conta oltre 100 Oasi e tutela più di 30.000 ettari di territorio.
Negli anni Settanta, l'iconica "Operazione San Francesco" ha strappato il lupo appenninico all'estinzione, invertendo una tendenza che sembrava ormai irreversibile. Il decennio successivo è stato segnato dalla "sfida del 10%", la storica richiesta di proteggere almeno un decimo della superficie italiana. Questo sforzo ha spianato la strada alla successiva legge quadro sulle aree protette del 1991 e alla nascita dei moderni parchi nazionali.
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Il costante lavoro sul territorio si è unito nel tempo a una serrata attività di sensibilizzazione politica e di pressione normativa. Tra i traguardi giuridici più rilevanti spicca il decisivo contributo per l'inserimento della tutela ambientale nella Costituzione Italiana (articoli 9 e 41), avvenuto nel 2022. Oggi l'associazione unisce la conservazione della fauna a una visione integrata che include l'economia circolare e la transizione energetica.
Le sfide odierne si concentrano sul contrasto alla crisi climatica, sulla fine del consumo di suolo e sul ripristino degli ecosistemi danneggiati. Come ricordato dalla dirigenza, questo anniversario non rappresenta un punto di arrivo, ma un trampolino verso obiettivi globali ancora più urgenti. L'obiettivo primario per il futuro resta immutato: costruire un mondo in cui l'essere umano possa finalmente vivere in armonia con la natura.