C'è un nuovo trend che sta letteralmente spopolando tra le Gen Z: si tratta del "Tanmaxxing", una sorta di abbronzatura estrema, senza regole ma che preoccupa oncologi e dermatologi. Se lo scorso anno la challenge dell'estate era il cosiddetto "tatuaggio solare", disegni scolpiti sulla pelle scottata dal sole, quest'estate è il turno di un'altra moda scriteriata.
Che cos'è il fenomeno e perché preoccupa -
Senza regole né limiti, una tendenza che viaggia sui social alla velocità della luce. Oggi a spopolare è la corsa a ottenere una pelle uniformemente color cuoio invecchiato o caffè, prima possibile e a qualunque costo. Come riportato in un articolo de Il Messaggero, il fenomeno preoccupa molto gli specialisti che vedono crescere, nel nostro Paese, i casi di melanoma: negli ultimi 10 anni i numeri sono cresciuti in modo costante.
Il rischio di radiazioni -
Nel 2014 si stimavano circa 11mila nuovi casi, mentre nel 2020 erano 12.300 e oggi si sfiorano i 15mila. Con una prevalenza leggermente superiore negli uomini rispetto alle donne. Tra le cause dell'aumento, una maggiore esposizione ai raggi UV, sia quelli prodotti dal sole sia quelli prodotti dalle lampade abbronzanti, l'invecchiamento della popolazione, un fattore di rischio per tutti i tumori e il miglioramento delle tecniche diagnostiche.
Dietro questa "corsa alla tintarella perfetta" c’è, purtroppo, molta disinformazione. Spesso ci si dimentica che l’abbronzatura è essa stessa il segnale di un danno subito dalla pelle e non una barriera protettiva contro il sole, che resta la principale causa delle malattie cutanee. Nonostante i dati mostrino che il 44% delle persone utilizzi la crema solare anche nella vita quotidiana, c’è ancora un 41% convinto che le lampade possano preparare adeguatamente la pelle all’esposizione.
Dunque, per conciliare il desiderio di un colorito estivo con la salute, la chiave è evitare gli eccessi: esporsi al sole con moderazione e ricordarsi di applicare la crema protettiva ogni due ore e subito dopo ogni bagno.
L'ossessione è Gen Z -
Sono tantissimi i ragazzi che si espongono al sole di mezzogiorno o nelle ore di punta, arrivando persino a considerare la scottatura non un danno per la salute, ma una tappa da sopportare verso la tintarella perfetta. Nonostante il fatto che la comunità scientifica internazionale abbia bollato da tempo le radiazioni ultraviolette (sia quelle solari che le lampade
abbronzanti) come cancerogeno certo per l'uomo. Sempre secondo quanto spiegato dal quotidiano, ad alimentare la moda del tanmaxxing contribuisce la disinformazione che serpeggia online.
TikTok, la piattaforma che non aiuta? -
Sul banco degli imputati finisce anche TikTok, tra i social più usati dalle nuove generazioni. Alessandro Marcon e colleghi dell'Università di Alberta (Canada) hanno pubblicato su PLOS DigitalHealth uno studio che ha analizzato 971 tra i video con più visualizzazioni su TikTok, contraddistinti dall'hashtag #cremesolari. Quasi l'87% di questi contenuti ne promuoveva l'uso, mentre solo il 6% esprimeva dubbi o critiche, fino a definirle apertamente dannose o inutili. Eppure, nonostante i video contro le creme solari siano un'esigua minoranza, sono anche quelli che macinano più like, interazioni e condivisioni.
Inoltre, si tratta anche di un'occasione mancata per la salute: solo il 6% di questi post parla del ruolo della crema solare nella riduzione del rischio di tumori cutanei. Oncologi e dermatologi insistono su un unico messaggio: l'abbronzatura può essere ottenuta in modo sicuro, senza rincorrere l'indice UV, né normalizzare le scottature. Ci si può abbronzare esponendosi al sole con gradualità, tenendo conto del proprio fototipo, applicando la protezione solare in quantità corretta.