LA POLEMICA CONTINUA

Caso Balogun, eurodeputati chiedono di indagare sul Presidente Fifa Gianni Infantino

Si cerca di fare leva su alcuni articoli dello Statuto Fifa e del Codice Etico. In caso di violazioni sono previste sanzioni severe

© italyphotopress

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Un gruppo di eurodeputati ha chiesto alle Federazioni calcistiche europee di garantire un'indagine sulla Fifa per accertare se il presidente Gianni Infantino sia stato coinvolto nella decisione di sospendere la squalifica di una giornata imposta a seguito del cartellino rosso mostrato al giocatore della nazionale maschile statunitense Folarin Balogun e se le pressioni dell'amministrazione Usa abbiano influito su tale decisione. La lettera, promossa da tre eurodeputati, è stata sottoscritta da circa trenta colleghi.

In particolare, si cerca di fare leva su alcuni articoli dello Statuto Fifa e del Codice Etico. L'articolo 4 comma 2 dello Statuto definisce il principio secondo cui "La Fifa rimane neutrale in materia di politica e religione" e l'articolo 15 del Codice Etico stabilisce che tutti i dirigenti calcistici devono rimanere politicamente neutrali e prevede sanzioni severe per le violazioni. Inoltre, l'articolo 16 del Codice determina che i dirigenti calcistici hanno un dovere fiduciario nei confronti della Fifa, delle confederazioni, delle associazioni, delle leghe o dei club e che una violazione del dovere fiduciario si verifica quando qualcuno che ricopre una posizione di responsabilità o di fiducia agisce in modo pregiudizievole per gli interessi della Fifa, delle confederazioni, delle associazioni, delle leghe o dei club o è suscettibile di danneggiarne la reputazione. "Le associazioni affiliate hanno un ruolo importante da svolgere nel garantire che le regole siano rispettate e che coloro che le violano siano chiamati a risponderne" si legge nella lettera degli eurodeputati.

Il caso -

 Tutto nasce dalla decisione della Fifa di revocare la squalifica allo statunitense Folarin Balogun, decisione mai presa prima nella storia dei mondiali di calcio. Donald Trump e Gianni Infantino hanno confermato di essersi sentiti prima della sospensione. Il tycoon ha chiesto un riesame della scelta di campo, ma sulla decisione presa dalla Fifa dice di non avere nulla a che fare. Infantino ha dichiarato di essere stato dal Presidente degli Stati Uniti, così come viene contattato dagli altri capi di stato del mondo, ma ha precisato: "Gli organi giudiziari della Fifa sono indipendenti."

Tutti contro la Fifa -

 Dalla Uefa alla Commissione dell'Unione Europea, passando dal governo belga fino al neo presidente Figc Giovanni Malagò: tutti si sono scagliati contro la decisione della Fifa. Per il Belgio, nazionale che ha dovuto affrontare gli Stati Uniti, ha fatto da megafono il ministro degli Esteri Maxime Prévot: "Decisione incomprensibile, si minano le regole più elementari del calcio e dello sport". "È stata passata una linea rossa" si legge invece in una nota della UefaGlenn Micallef, commissario europeo per lo Sport, la Cultura e i Giovani, in un post su X ha affermato: "Le decisioni sulle regole sportive e sulle questioni sportive spettano agli organismi sportivi, non ai politici". Infine, si è espresso anche Giovanni Malagò, definendo la vicenda "Un pericoloso precedente".

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