Se alla vigilia del mondiale ci avessero detto che il presidente degli Stati Uniti in persona sarebbe intervenuto per "depenalizzare" il fallo subito da un difensore centrale bosniaco del Sassuolo non ci saremmo stupiti troppo. Ma solo perché l'inquilino della Casa Bianca attuale si chiama Donald J. Trump. E Donald J. Trump non lascia nulla al caso, nemmeno lo sport. Peccato che averlo dalla propria parte non aiuta ad ingraziarsi la dea bendata, almeno a giudicare dai precedenti. La Nazionale di calcio USA è solo l'ultima vittima della "maledizione di Trump", che spopola sui social e colpisce indistintamente qualunque sport interessi il Presidente.
Trump cares for Balogun -
Trump non sapeva cosa implicasse un cartellino rosso fino a pochi giorni fa. Poi però Folarin Balogun, terminale offensivo della sua Nazionale oltre che del Monaco, è incappato nella massima sanzione colpendo in un contrasto aereo Tarik Muharemovic lasciando i suoi in dieci contro la Bosnia. La decisione dell'arbitro brasiliano di espellere il centravanti Usa non ha portato a immediate ripercussioni, visto che i padroni di casa in questo mondiale hanno avuto comunque la meglio sugli avversari, ma l'assenza di Balogun poteva essere pesante soprattutto nell'ottica di un ottavo da giocare contro il Belgio.
Informato della cosa il presidente ha quindi chiamato il capo della FIFA Gianni Infantino, da lui definito affettuosamente in passato "the king of football, perché risolvesse il problema: bisognava trovare un modo per far tornare in campo il numero nove degli States. L'escamotage è stato quindi trovato, appellandosi all'articolo 27 del Codice disciplinare FIFA. Tuttavia nemmeno l'attaccante di scuola Arsenal (comunque protagonista di una ottima Coppa del Mondo) ha potuto molto contro i Diavoli Rossi belgi che hanno risolto la pratica Stati Uniti con un netto 4-1. Pulisic, Balogun e compagni hanno dovuto quindi salutare il Mondiale di casa, affondati da una doppietta dell'atalantino De Ketelaere ma anche forse dall'influsso negativo di un altro biondo protagonista di questa manifestazione: Donald Trump.
Quando il presidente ha stoppato i Knicks -
Sui social è ormai un trend, tutti parlano del portasfortuna Trump. Il presidente deve confrontarsi pure col fuoco amico, visto che persino il suo ex portavoce Anthony Scaramucci ha ironizzato sulla cosa: "La maledizione di Trump ha avuto effetto come con i Knicks", ha scritto Scaramucci facendo riferimento a un precedente tutto sommato abbastanza fresco. È stata una stagione da sogno per i New York Knickerbockers, per gli amici New York Knicks. La franchigia ha raggiunto un risultato storico, atteso per più di mezzo secolo: riportare nella Grande Mela il titolo NBA, diventando la squadra di basket più forte della Nazione (e del mondo intero).
Soprattutto nei playoff Jalen Brunson e compagni hanno stupito tutti, completando un percorso straordinario che si è sublimato con grandi performance nella serie finale contro i quotatissimi San Antonio Spurs. I Knicks hanno vinto quattro gare su cinque, battendo gli avversari a colpi di grandi rimonte. C'è stato un solo piccolo neo, una sola battuta d'arresto per gli arancio-nero-verdi in questa cavalcata trionfale: la sconfitta 111 a 115 in gara tre, quando sugli spalti del Madison Square Garden aveva trovato posto un newyorchese un po' speciale: Donald Trump.
In quell'occasione i tifosi non l'hanno presa benissimo e, nel dubbio, hanno deciso di "purificare" l'iconico impianto in cui gioca la loro squadra per evitare che il fantasma di Trump distruggesse il sogno. Kazeem Famuyide, conduttore vincitore di un Emmy per il podcast sui Knicks "Big Apple Buckets", pubblicò addirittura un video in cui provava a spezzare la maledizione con un rito casareccio.
L'effetto Trump sui Detroit Lions -
Non che vada meglio a chi milita nella NFL, il campionato di quello che per gli americani sarà sempre il vero football. A novembre 2025, Trump assistette al FedEx Field a una partita dei Washington Commanders, durante la quale i Detroit Lions trionfarono 44 a 22. In quell'occasione fece discutere la scelta del wide receiver dei Lions, Amon-Ra St. Brown, di festeggiare la vittoria imitando sul campo la Trump Dance. Un qualcosa di cui poi il giocatore stesso si scusò, senza tuttavia riuscire a fermare la maledizione: ora The Donald tifava per i Lions e il destino dei ragazzi di Detroit era ormai segnato. Dopo quella rotonda vittoria la franchigia del Michigan perse cinque partite su otto mancando clamorosamente l'accesso ai playoff.
Quando Donald era fiducioso in Ryder Cup -
Trump ama il golf, lo pratica in prima persona e quindi ha lo standing per esporsi senza remore, pronosticando il successo di quelli in grado di attirare le sue simpatie. Nel 2025 ha addirittura assistito alla prima giornata di gara della Ryder Cup sul Black Course di Bethpage a Long Island, New York. non resistendo a lanciarsi in una previsione delle sue. Dopo il turno mattutino, gli Stati Uniti erano sotto 3-1 contro l'Europa ma il presidente si mostrava fiducioso nella rimonta di fronte ai giornalisti: "Ce la faremo. In un modo o nell'altro, ce la faremo". Spoiler: alla fine della giornata, gli Stati Uniti hanno chiuso con un punteggio di 5½ a 2½. Un tonfo che fece da preludio al 15-13 finale con cui l'Europa portò a casa la coppa. Non il massimo, insomma. Se domani doveste avere anche solo un torneo di bocce o un round di morra cinese competitiva a cui tenete, prima di iniziare vi diamo un consiglio: mandate nel dubbio un Whatsapp alla Casa Bianca e scriveteci qualcosa tipo "Thanks Donald. Siamo apposto così".