Il Reconstructive Surgery Hospital di Medici Senza Frontiere ad Amman, in Giordania, è il cuore del progetto “L’ospedale di tutte le guerre”: si tratta di uno dei principali centri di riferimento della regione per la cura delle persone sopravvissute ai conflitti in Medio Oriente. Nato nel 2006 per rispondere ai bisogni dei feriti della guerra in Iraq, oggi l'ospedale accoglie pazienti provenienti da Palestina, Siria, Iraq e Yemen. OTB Foundation ha contribuito con 75mila euro alla donazione di attrezzature e materiali destinati alle attività di chirurgia ricostruttiva e assistenza psicologica del programma. Questo prevede, nel corso del 2026, la presa in carico di 516 pazienti, pari a 43 ricoveri al mese, che beneficeranno delle attività di salute mentale e chirurgia ricostruttiva dell'ospedale.
Il contributo di OTB Foundation -
Le attrezzature e i materiali sostenuti da OTB Foundation vengono e verranno utilizzati nell'ambito di questo percorso integrato di cura, che accompagna la persona dalla ricostruzione fisica fino al recupero dell'autonomia. "Da vent'anni OTB Foundation sceglie di intervenire dove esistono fragilità profonde ma anche opportunità concrete di cambiamento. È questo che abbiamo riconosciuto nel lavoro di Medici Senza Frontiere ad Amman, la capacità di accompagnare la persona nella sua interezza: dalla ricostruzione fisica al supporto psicologico, fino al recupero dell'autonomia e dell'indipendenza. Non crediamo che la cura finisca con un intervento chirurgico. Crediamo nella possibilità di restituire alle persone la libertà di tornare a studiare, lavorare, costruire relazioni e immaginare il proprio futuro", ha spiegato Arianna Alessi, Vicepresidente di OTB Foundation.
Come funziona l’ospedale -
La struttura di Medici Senza Frontiere ad Amman integra chirurgia ortopedica, plastica e maxillo-facciale, fisioterapia, terapia occupazionale, salute mentale, counseling tra pari e formazione professionale. L'obiettivo non è soltanto curare le ferite, ma accompagnare le persone nel recupero della propria dignità e del proprio ruolo nella società. "Ad Amman abbiamo costruito qualcosa di raro: un luogo dove la cura non finisce con l'intervento chirurgico, ma accompagna la persona fino al recupero della propria autonomia. Poter contare su partner come OTB Foundation significa poter continuare a investire in questo modello, nella ricerca di soluzioni innovative, nel supporto psicologico e nella formazione professionale. Significa che dietro ogni paziente che torna a camminare, o che impara un mestiere, c'è anche una scelta di responsabilità condivisa", ha detto Stefano Di Carlo, Direttore Generale di Medici Senza Frontiere.