Questioni di rispetto

Buona educazione del terzo millennio: le cose da evitare in spiaggia

Il vademecum aggiornato con 10 + 1 regole di comportamento in riva al mare, per il relax e il comfort di tutti

© Istockphoto

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Bon ton in spiaggia? Più che di galateo si tratta di civiltà e di rispetto reciproco. Stiamo parlando di quei comportamenti che infastidiscono e che impediscono il relax in riva al mare, specie nelle giornate più affollate, quando lo spazio a disposizione è ridotto al minimo. Le lamentele sono sempre le stesse: dai rumori molesti ai ragazzini che imperversano, disturbando le ore di riposo.  Alle proteste “classiche” si vanno aggiungendo negli ultimi tempi elementi di disturbo più “nuovi” e inediti: dal sorvolo dei droni ai “fumi” delle sigarette elettroniche. Vediamo allora una versione aggiornata del classico decalogo di buon comportamento sotto l’ombrellone, per le vacanze serene di tutti.

1 – Inquinamento acustico: no a casse bluetooth e "vivavoce" - Evitiamo telefonate a voce alta, suonerie fastidiose e note vocali a tutto volume. Se ascoltiamo musica o guardiamo video, usiamo sempre gli auricolari: le casse bluetooth portatili sono bandite: chi ci sta accanto ha il diritto di ascoltare il suono del mare, non i nostri affari privati o la nostra playlist estiva.

2 – Tono di voce e "smart working" sotto l'ombrellone- Corollario della voce precedente: lavorare sotto l'ombrellone è una realtà ormai diffusa, ma richiede discrezione. Se partecipiamo a videochiamate o riunioni di lavoro, usiamo tassativamente gli auricolari e teniamo un tono di voce basso: i vicini di ombrellone non devono assistere al nostro briefing aziendale; potrebbe tra l’altro trattarsi di argomenti che l’azienda vuole mantenere riservati. Evitiamo anche di monopolizzare la banda Wi-Fi dello stabilimento con download massicci o di occupare per ore i tavoli del bar con il nostro laptop, impedendo ad altri clienti di sedersi e di godere le loro consumazioni.

3 – La "prenotazione" selvaggia del posto - Occupare gli spazi all’ombra o un'area della spiaggia libera lasciando ombrelloni, seggiole o asciugamani dall'alba (o addirittura dalla sera prima) e poi presentarsi a metà giornata, è una pratica incivile e, in molti comuni, sanzionata dai regolamenti locali. Lo spazio pubblico è di tutti e si occupa solo quando si è fisicamente presenti.

4 – Questioni di spazio e passaggi liberi - Rispettiamo lo spazio destinato a ciascuno, senza invadere l’area dell’ombrellone vicino con materassini, canotti e asciugamani distesi. Ricordiamo inoltre che i corridoi tra le file e i passaggi verso il bagnasciuga devono restare completamente liberi: non devono essere ingombrati con lettini, borse, giocattoli o calzature, per garantire il passaggio di tutti e, eventualmente, dei mezzi di soccorso.

5 – Privacy, social network e droni - Se postiamo foto e video sui social, ricordiamo che riprendere altri bagnanti senza il loro consenso è una violazione della privacy. Massima attenzione anche all'uso dei droni: oltre a essere rumorosi e invasivi, il loro volo sopra la spiaggia e le persone è vietato dalle normative aeronautiche per motivi di sicurezza e riservatezza.

6 – Sigarette (anche elettroniche) e fumo passivo - Molte spiagge italiane sono ormai totalmente "plastic free" e "smoke free". Dove è ancora consentito fumare, è obbligatorio usare un posacenere tascabile per i mozziconi. La stessa regola di buon senso vale per lo svapo (sigarette elettroniche e riscaldatori di tabacco): il vapore aromatico denso, se finisce addosso al vicino può essere altrettanto fastidioso del fumo tradizionale.

7 – Mobilità elettrica selvaggia (monopattini ed e-bike) - La spiaggia e le passerelle di legno non sono piste ciclabili né parcheggi: se decidiamo di scendere in spiaggia portando la biciletta o il monopattino elettrico, questi devono essere parcheggiati all’ingresso dello stabilimento. In ogni caso, non vanno mai guidati sulla sabbia in mezzo agli ombrelloni o sul bagnasciuga: se decidiamo di portarli accanto alla nostra postazione, dobbiamo posizionarli in modo da non bloccare i passaggi pedonali, le rampe per i disabili o le vie di fuga. Per la ricarica di powerbank e batterie, si usano le aree dedicate del lido, senza utilizzare le colonnine dei bagnini. Attenzione anche al transito sui lungomare perdonali: sono luoghi di passeggio per tutti, compresi bambini e anziani, non piste per passaggi ad alta velocità. 

8 – Docce: servono per rinfrescarsi, non per la toilette - Le docce della spiaggia servono a togliere il sale e rinfrescarsi, non per la propria toilette quotidiana. È vietato usare bagnoschiuma e shampoo (anche se dichiarati biodegradabili), poiché le acque di scarico finiscono spesso direttamente nella sabbia o in mare, causando inquinamento. Evitate inoltre di monopolizzare il getto d'acqua creando la coda tra gli altri bagnanti in attesa.  

9 – Ecologia e tutela della fauna marina - Nulla deve essere abbandonato sulla sabbia o gettato in mare. Attenzione soprattutto ai frammenti di plastica e ai tappi, che diventano pericolose microplastiche. È assolutamente vietato prelevare conchiglie, stelle marine, granchi o meduse per far giocare i bambini dentro i secchielli: è un maltrattamento che spesso porta alla morte degli animali. Se i bambini si divertono a raccogliere conchiglie sul bagnasciuga, la sera devono essere nuovamente posizionati in riva al mare.

10– Sport e giochi solo nelle aree dedicate – Non fa mai male ricordarlo: la spiaggia non è un campo da calcio o da tennis. Racchettoni, palloni e frisbee vanno usati esclusivamente nelle aree sportive dedicate, lontano dagli ombrelloni e dagli altri bagnanti. Se i bambini scavano buche o fanno castelli di sabbia sul bagnasciuga, prima di lasciare la spiaggia, è necessario spianare nuovamente il terreno,  per evitare che i passanti possano inciampare.

10 bis - I bambini sono dei loro genitori, non del vicino (e lo stesso vale per i cani) - Lasciar giocare senza freno i propri bambini senza supervisione tra i lettini altrui, permettere che usino l'ombrellone del vicino come traguardo per il nascondino o che riempiano di sabbia gli asciugamani altrui mentre calciano un rigore a pallone, sono segno di maleducazione e un disturbo per la quiete di tutti. Per  richiamarli all’ordine, è inutile (e fastidioso) urlare il loro nome senza muoversi dal proprio lettino: occorre alzarsi e intervenire di persona. Lo stesso vale per i giochi del cane: noi sappiamo che è “tanto buono”, ma la sua semplice presenza può spaventare e disturbare qualcuno. Occorre intervenire e tenerlo sotto stretto controllo.