La revoca della squalifica fa discutere

Caso Folarin Balogun, interviene anche la Commissione Ue: "Scelta che mina l'autonomia dello sport"

Il commissario europeo per lo sport Micallef: "Come tifoso, anch'io ritengo che sia stata una decisione sbagliata"

© Ansa

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Ai Mondiali è ufficialmente esploso il caso Folarin Balogun. La Fifa ha infatti deciso di revocare la squalifica all'attaccante statunitense, punito con il rosso diretto per un fallo ai danni del serbo Muharemovic durante i sedicesimi di finale, che sarà quindi in campo regolarmente agli ottavi contro il Belgio. Una scelta, dietro la quale pare esserci molto probabilmente la pressione di Donald Trump al presidente della Fifa Gianni Infantino, senza precedenti che ha scaturito numerose reazioni, dalla Uefa che l'ha bollata come "ingiustificabile", al neo presidente della Figc Malagò che ha parlato di "decisione dal sapore politico" fino alla commissione Ue con le parole del commissario europeo allo sport Micallef.

Commissione Ue, Micallef: "Decisione sbagliata" -

 "Le decisioni sulle regole sportive e sulle questioni sportive spettano agli organismi sportivi, non ai politici. Influenzare le decisioni sportive minerebbe l'autonomia dello sport". Lo ha affermato Glenn Micallef, il commissario europeo per lo Sport, la Cultura e i Giovani, in un post su X, ex Twitter, in riferimento al caso della squalifica dell'attaccante statunitense Folarin Balogun, poi annullato su pressioni del presidente Usa Trump sulla Fifa, ai mondiali di calcio. "Molti tifosi di calcio, inclusi ex giocatori, hanno già espresso la loro opinione sulla squalifica di Balogun. Come tifoso, anch'io ritengo che sia stata una decisione sbagliata", aggiunge Micallef. E conclude: "Il nostro focus dovrebbe invece essere sulle vere sfide di governance che affronta lo sport, inclusa la politicizzazione dello sport per scopi politici".

Portavoce commissione Ue allo sport Hrncirova: "Rispettiamo l'autonomia dello sport" -

 Una risposta sul caso Balogun, sebbene più cauta e in termini più generici, è stata data anche da una portavoce della Commissione europea, durante il briefing quotidiano per la stampa dell'Esecutivo comunitario, a Bruxelles. La portavoce per gli Affari sociali, la Salute, la Cultura e lo Sport, Eva Hrncirova ha replicato: "Non commento su questo caso individuale, ma posso parlare in generale: noi rispettiamo l'autonomia dello sport; rispettiamo i diritti delle federazioni sportive di decidere i criteri sulla base dei quali i partecipanti competono". "Qualunque decisione - ha detto a questo punto la portavoce - dovrebbe ovviamente essere presa sulla base di criteri obiettivi e trasparenti. Più in generale - ha concluso Hrncirova - sostentiamo il principio del fair play e della trasparenza nelle competizioni".

La Uefa contro la Fifa: "Passata una linea rossa" -

 La Fifa "ha passato una linea rossa" sospendendo il cartellino rosso per lo statunitense Falorin Balogun durante i Mondiali del 2026. Lo ha affermato in una nota la Uefa, denunciando una decisione "senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile". "Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su regole, che sono il fondamento di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte, le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso, non è così", ha continuato l'organo di governo europeo in una dichiarazione di insolita severità. "Quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l'integrità del gioco è in pericolo e la credibilità di una competizione viene minata", ha concluso la Uefa.

Vice premier e ministro degli Esteri belga Prévot: "Decisione incomprensibile" -

 Negli ottavi di finale gli Usa di Balogun e compagni affronteranno il Belgio e il vice premier e ministro degli Esteri Maxime Prévot non è andato per il sottile: "Se davvero una telefonata avesse portato a questa decisione incomprensibile, ciò equivarrebbe a minare le regole più elementari del calcio e dello sport". Inoltre, ha aggiunto: "In qualità di ex arbitro di calcio, mi sono sempre impegnato a far rispettare le regole e a garantire decisioni eque. Questa decisione solleva chiaramente molti interrogativi".

Malagò: "È un'assurdità" -

 "Strana storia, mi è sembrata un'assurdità. Ho guardato questo articolo 27 di cui si parla, che non è replicabile, menomale, nei campionati nazionali altrimenti sarebbe l'Armageddon. È inutile che ce lo raccontiamo, è una decisione che ha un evidente sapore politico". Così Giovanni Malagò, presidente Figc, ha commentato la decisione della Fifa. "È un precedente pericolosissimo, spero se ne rendano conto. - ha concluso - Io sono un fautore di questo Mondiale con stadi pieni e tanto entusiasmo, ma quando vedi una decisione così perde la meritocrazia che è alla base del calcio".