Cercare rifugio nella casa del Signore

New York, contro il caro-affitti si va a vivere dalle suore

Nella Grande Mela trovare una sistemazione a buon prezzo è così complicato che tante ragazze hanno deciso di affidarsi a qualcuno di molto in alto

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A gennaio, prima che la nuova giunta Mamdani intervenisse per calmare un po' le acque,  gli affitti avevano toccato un cifre astronomiche. Si era arrivati a raggiungere nuovi massimi storici con una media da 4,695 a 4,800 dollari al mese per un appartamento di una stanza. Anche ora, nonostante le misure adottate, si parla comunque di prezzi non adatti ai comuni mortali.

Per abitare in un tugurio molto diverso dagli appartamenti da sogno visti in serie come Sex & the City tocca comunque sganciare in media 3.616 dollari al mese. I dati di Realtor.com parlano di un +20 per cento rispetto al prezzo medio già proibitivo al quale si poteva trovare una casa in affitto prima della pandemia. Ma se siete delle ragazze che mirano a realizzare il loro sogno americano nella Grande Mela sappiate che per voi non tutto è perduto: basta chiedere una mano a chi ha contatti con qualcuno molto in alto, più in alto anche dell'Empire State Building: le suore.

Andiamo in pace -

 In caso le finanze non vi permettano di puntare ad un loft nell'esclusivo Upper West Side non disperate: da quelle parti c'è sempre il St. Agnes Residence, dove si può puntare ad una sistemazione popolare per appena 950 dollari. Oppure potete godervi il recentemente gentrificato ma sempre caratteristico Bronx, sistemandovi al Centro Maria, dove si scende addirittura a 800 dollari. Se avete fatto tuttavia attenzione alla toponomastica dei luoghi vi sarete tuttavia accorti che qualcosa non torna. Questi luoghi non sono stati tirati su da un palazzinaro particolarmente credente: hanno questi nomi proprio perché sono conventi che tuttavia offrono tranquillamente un posto letto alle ragazze che ne hanno bisogno.

Le regole di un conquilinaggio particolare -

 Sgomberiamo il campo dai dubbi: no, non dovrete fingervi anche voi suore davanti alle altre sorelle. Non c'è il rischio di restare bloccati in un remake di Sister Act in cui si interpreta una Whoopi Goldberg che flirta col rischio di restare sotto un ponte. Tuttalpiù si rischia di ripercorrere le orme dei nostri genitori, se fate parte di quella generazioni di figli che si sentivano dire a ogni buona occasione: "Se non fai il bravo/a ti mando in collegio dalle suore". Anche se oggi quella minaccia che prima poteva spaventarci potrebbe quasi sembrare un'ottima idea. Vivere con delle "sorelle" non è poi così male: la stragrande maggioranza di queste strutture accetta infatti pure ospiti non cristiani e non impone la partecipazione a nessuna funzione religiosa o preghiera collettiva. Certo restano degli obblighi e delle restrizioni non baypassabili. Scordatevi di portare un amico e si deve sottostare a un ovvio coprifuoco, con orari di rientro alla sera molto rigidi.

Ne vale davvero la pena? -

  Ad ogni modo tante ragazze sono disposte a fare certi sacrifici e anzi sono entusiaste della soluzione: "Le suore sono fantastiche", giura l'inquilina Katie Rettig al Wall Street Journal, "se ne stanno tranquille a farsi i fatti loro". Se vi va di provare sappiate che tuttavia bisogna superare prima un colloquio con la Madre Superiora, che potrà confermare o ribaltare il risultato, decidendo in maniera insindacabile se accettarvi o no. Che poi, tenendo presente tutto questo, forse non è così male rimanere nella sonnacchiosa provincia italiana. Almeno le mamme nostrane tendenzialmente cucinano meglio delle Madri Superiori made in Usa.

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