Si è concluso l'intervento delle forze dell'ordine all'interno del carcere di Enna. I detenuti sono stati riaccompagnati nelle celle mentre - a seguito di perquisizioni - i promotori della rivolta nell'istituto, otto persone, sono stati arrestati e trasferiti. Secondo le prime indagini, i disordini sarebbero cominciati a seguito dell'intercettazione di quattro pacchi, lanciati dall'esterno nel carcere, contenenti droga e cellulari.
La rivolta nel carcere di Enna era nell'aria. Lo dicono gli operatori penitenziari e i tanti civili che ci lavorano. La tensione è cresciuta esponenzialmente nei mesi, alimentata dai tanti sequestri di cellulari e droga introdotti all'interno dell'istituto. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso, in un carcere sovraffollato e vecchio, tanto che sono stati già stanziati i fondi per la ristrutturazione, sarebbe stato il tilt di una centralina telefonica.
I temporali dell'ultima settimana e un fulmine che tre giorni fa ha colpito l'impianto hanno fatto saltare il tappo in quella che da mesi appare una polveriera. I detenuti negli ultimi giorni non hanno potuto comunicare con le famiglie e questo per chi è ristretto diventa un motivo di tensione. Così, nonostante la linea telefonica fosse stata già ripristinata, è esplosa la rivolta. Erano le 11 e poco prima gli agenti avevano scoperto telefoni cellulari, introdotti illegalmente dentro l'istituto, e una partita di droga.
I detenuti hanno conquistato il vecchio padiglione, praticamente quasi tutto l'istituto penitenziario, che ha un'ala vecchia e mal messa, tre piani di celle, alcune delle quali non hanno ancora la doccia, e il nuovo padiglione, costruito su una struttura che era rimasta abbandonata e che ospita ora i carcerati protetti. I rivoltosi hanno distrutto le telecamere di sorveglianze interne che monitorano i piani e devastato intere celle.
Ore di tensione e nel tardo pomeriggio di sabato, l'intervento degli agenti del Gio, gruppo intervento operativo di Catania e di altre forze giunte da altre carceri. Otto le persone arrestate. "La rivolta al carcere di Enna è stata sedata grazie al grande lavoro degli agenti penitenziari. Tutti i detenuti sono stati riportati nelle camere di pernottamento e sono in corso le perquisizioni e gli arresti dei promotori, che verranno trasferiti in altri istituti. Il motivo dei disordini, iniziati alle 11, è stata l'intercettazione tra le 10 e le 10.30 di quattro pacchi lanciati dall'esterno e contenenti materiale illecito diretto ai detenuti. L'impianto telefonico ha infatti sempre funzionato. Anche oggi la Polizia penitenziaria ha evitato conseguenze tragiche, per questo rivolgo agli agenti il mio plauso per lo straordinario sforzo compiuto", ha commentato il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni.