SFATATI DALLA SCIENZA

Caldo record, dagli otto bicchieri d'acqua al giorno alla congestione: i cinque "falsi miti" sull'idratazione

In questo periodo di afa intensa, alcune convinzioni diffuse vanno riviste alla luce delle evidenze scientifiche più recenti. Ecco quali

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L'estate 2026 sta facendo parlare per il suo caldo estremo. Ma come si può rimanere idratati al meglio per superare questo periodo dell'anno? Alcuni dicono di bere otto bicchieri d'acqua al giorno, altri di assumere integratori. Altri ancora consigliano di comprare acqua dal supermercato perché "più sicura" di quella del rubinetto. Ma è davvero così? Sfatiamo, con l'aiuto della scienza, cinque miti sull'idratazione.

1. Non servono per forza otto bicchieri d'acqua al giorno

C'è una credenza popolare secondo cui per rimanere idratati e raggiungere il fabbisogno giornaliero serva bere otto bicchieri d'acqua al giorno, ma non ci sono basi scientifiche che lo sostengono. Secondo l'Efsa (l'Autorità europea per la Sicurezza alimentare), l'apporto adeguato di acqua totale - quindi bevande più cibo - è di circa 2 litri al giorno per le donne e 2,5 litri per gli uomini. È un'assunzione complessiva, non da aggiungere a quella che già si ricava da caffè, tè, frutta e verdura: il 20-30% del fabbisogno arriva proprio dagli alimenti. Il fabbisogno reale dipende da età, peso, clima e attività fisica: per questo molti nutrizionisti consigliano semplicemente di bere quando si ha sete, senza ossessionarsi con i litri. Attenzione solo se hai avuto calcoli renali: in quel caso gli urologi raccomandano volumi più alti.

2. Non sempre servono gli integratori

Sodio, potassio, magnesio e calcio si perdono con il sudore, ma con una dieta mediterranea equilibrata si reintegrano facilmente. Gli integratori salini, molto pubblicizzati in farmacia durante le ondate di calore, diventano davvero utili solo con sudorazione intensa e prolungata oltre un'ora oppure in caso di malattia con grande perdita di liquidi. Meglio evitare quelli con troppo zucchero o caffeina e chiedere consiglio al medico se soffri di ipertensione o diabete. 

3. L'acqua frizzante va benissimo

La scelta tra acqua naturale e frizzante è quasi un rito quotidiano, al bar come a tavola. La buona notizia è che la carbonazione non interferisce con l'idratazione, e le bollicine possono anzi invogliare a bere di più. L'acqua frizzante può "sostituire" le bevande gassate che contengono un'alta quantità di zuccheri aggiunti. L'unica accortezza riguarda chi soffre di reflusso gastroesofageo, per cui l'acqua frizzante in grandi quantità può causare gonfiore e fastidio.

4. Acqua fredda o a temperatura ambiente? Il rebus

La maggior parte degli italiani ha il timore di bere acqua ghiacciata durante o subito dopo i pasti oppure appena usciti dall'acqua di mare o piscina. Ma non c'è correlazione tra bere acqua fredda e congestione: per la popolazione generale non esiste un vantaggio dimostrato nemmeno tra acqua fredda e a temperatura ambiente. Fa eccezione solo chi pratica sport intenso, per cui l'acqua fredda aiuta a contenere l'aumento della temperatura corporea durante lo sforzo prolungato. Per tutti gli altri, è semplicemente una questione di gusto.

5. Con le nuove regole Ue, forse è il momento di fidarsi di più del rubinetto

Parlando di bottiglie di plastica, l'Italia è il primo Paese europeo per consumo di acqua in bottiglia (circa 200-250 litri pro capite l'anno, più del doppio della media europea) nonostante l'acqua del rubinetto italiana sia tra le migliori d'Europa per qualità, garantita per l'85% da falde sotterranee sottoposte a controlli rigorosi. Le nuove regole dell'Unione europea entrate in vigore il 12 gennaio 2026 impongono a tutti gli Stati membri un monitoraggio armonizzato dei Pfas (sostanze perfluoroalchiliche) nell'acqua potabile. I limiti sono di 0,10 microgrammi per lito per la somma di 20 sostanze e di 0,50 microgrammi per litro per il Pfas totale, con l'obbligo di intervenire e informare il pubblico in caso di superamento. È un passo che restituisce un motivo in più, oltre a quello economico e ambientale, per riscoprire l'acqua di rubinetto.

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