città natale di Putin

Media Kiev: "Terminale petrolifero San Pietroburgo colpito da droni"

"Incendi segnalati da media locali, malgrado annuncio possibili interruzioni internet"

Una serie di esplosioni ha scosso San Pietroburgo, la città natale di Vladimir Putin, dove sono scoppiati incendi a un terminal petrolifero dopo che era stato registrato un attacco di droni nella zona portuale, secondo quanto scrivono i media ucraini che riportano quanto segnalato da canali pubblici locali russi. Fra questi, un post dei canali pubblici Osint su Telegram, in particolare Exilenova+. Secondo Rbc-Ukraine, le autorità locali hanno avvertito di possibili interruzioni di internet, ma ciò non ha impedito ai russi di registrare video e fotografare gli effetti dell'attacco.

Le difese aeree russe - riferito il ministero della Difesa - hanno abbattuto 389 droni ucraini ad ala fissa in diverse regioni della parte europea della Russia tra le 20 di venerdì e le 7 di sabato, ora di Mosca. Secondo Mosca, le intercettazioni sono avvenute nelle regioni di Belgorod, Briansk, Kaluga, Krasnodar, Kursk, Leningrado, Lipetsk, Mosca, Novgorod, Orel, Pskov, Riazan, Rostov, Saratov, Smolensk, Tula, Tver e Vladimir, oltre che nella Crimea annessa e sopra il Mar Nero e il Mar d'Azov. L'agenzia russa per il trasporto aereo, Rosaviatsia, ha comunicato la chiusura temporanea, nella notte tra venerdì e sabato, degli aeroporti di Ivanovo e Pskov per motivi di sicurezza.

Il governatore di San Pietroburgo, Alexander Beglov, ha riferito che anche la città è stata oggetto di un "attacco massiccio" con droni militari. "Nella mattina del 4 luglio San Pietroburgo è stata sottoposta a un attacco massiccio con droni di uso militare. I sistemi di difesa antiaerea sono in funzione", ha dichiarato Beglov, citato dal suo servizio stampa. Il centro operativo cittadino ha raccomandato ai residenti di restare nelle abitazioni e di evitare di uscire fino alla revoca dell'allerta per la minaccia di droni. Gli attacchi con droni lanciati dall'Ucraina contro obiettivi militari e infrastrutturali nelle retrovie russe, in particolare terminali e raffinerie petrolifere, sono diventati sempre più frequenti dall'inizio della guerra.

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