Ai confini del mondo

Oltre le Seychelles da cartolina: il mito dell’atollo di Aldabra

Un paradiso di natura incontaminata e di biodiversità rigidamente protetto,  in cui l’uomo è solo un ospite silenzioso

Le Seychelles evocano subito l’immagine di spiagge di sabbia bianca e sottile come cipria, resort esclusivi e iconiche rocce granitiche e levigate dal vento, come quelle di Anse Source d'Argent. Ma l’arcipelago ha un’anima ancora più profonda, remota e incredibilmente esclusiva: per il viaggiatore contemporaneo che ha già visto tutto, la vera definizione di lusso non è più legata a un bungalow da sogno o a un maggiordomo privato, ma alla possibilità di ammirare un luogo inaccessibile e di purezza primordiale. L’atollo di Aldabra, cuore selvaggio e protetto delle Seychelles, è tutto questo.

L’ATOLLO DI ALDABRA  - Aldabra è secondo atollo più grande del mondo per terra emersa. Situato nelle Outer Islands, a circa 1.100 chilometri a sud-ovest della capitale Victoria, il Gruppo di Aldabra è un mondo a sé stante. Questo atollo corallino, inserito tra i Patrimoni dell'Umanità UNESCO, ha una struttura geologica che già di per sé è un capolavoro naturale: un anello formato da quattro isole maggiori (Grande Terre, Malabar, Picard e Polymnie) e numerose isolette minori, che racchiudono una laguna interna color smeraldo, così vasta da poter ospitare l'intera isola di Manhattan. Qui non ci sono hotel, resort o ristoranti: ma un ecosistema rimasto intatto per millenni, oggi protetto strenuamente dalla Seychelles Islands Foundation (SIF). Qui l’uomo è solo un ospite invitato a rimanere silenzioso ed estremamente controllato, per non turbare la quiete dei veri padroni di casa, le tartarughe giganti, con oltre 100.000 esemplari che si muovono liberi tra la vegetazione e le formazioni coralline fossili, e le 830 specie marine, molte delle quali endemiche, che vivono nell’atollo, e della straordinaria abbondanza di fauna terrestre, che fanno di Aldabra un santuario naturale senza eguali. Il celebre esploratore Jacques Cousteau definì Aldabra “un paradiso terrestre unico al mondo”, immortalato nel suo celebre documentario “Le Monde du silence”, vincitore dell’Oscar nel 1956.

ASPETTI CURIOSI DA CONOSCERE - Aldabra deve il suo nome affascinante ai marinai arabi, che nel Medioevo lo battezzarono "Al-Hadra" (l'isola verde) per via della fitta vegetazione di mangrovie che spiccava nell'oceano. Ciò che da decenni affascina biologi e oceanografi è il motore idrologico dell'atollo che regola il moto delle maree: due volte al giorno, la gigantesca laguna interna si svuota e si riempie completamente attraverso quattro canali principali (le passes). Durante il picco di marea, enormi volumi d'acqua oceanica vengono letteralmente risucchiati o espulsi, creando correnti impetuose che sfiorano i 10 nodi di velocità. Questo incessante idromassaggio naturale ossigena l'acqua e trasporta nutrienti, modellando un ecosistema dinamico, resiliente e perfettamente equilibrato, unico al mondo. Oggi questo incanto è protetto dal divieto totale di qualsiasi forma di pesca. Per i pochissimi subacquei autorizzati a immergersi, l'esperienza più bella ed emozionante è il drift diving (l'immersione in corrente) all'interno dei canali principali. Sfruttando la marea entrante, i sub vengono letteralmente "trasportati" ad alta velocità dentro la laguna, volando accanto a centinaia di squali grigi del reef, squali pinna d'argento e squali martello, a cui si accostano maestose mante, aquile di mare, tartarughe e banchi compatti di altri esemplari marini. L’unico nucleo abitato dell’atollo è la stazione di ricerca permanente di Picard, fondata nel 1971 dalla Royal Society di Londra e gestita dal 1980 dalla Seychelles Islands Foundation (SIF), un "laboratorio naturale" ridotto a un gruppo di una decina di scienziati-eremiti.

COME VISITARE L'INACCESSIBILE ALDABRA - L’atollo, per il suo straordinario pregio naturalistico, è protetto in modo estremamente rigido. Visitarlo richiede una lunga pianificazione, perché occorrono permessi speciali che vanno richiesti con mesi di anticipo. Non esistono voli commerciali o traghetti di linea: il modo più sicuro per sbarcare (in pratica l’unico) è partecipare a una delle poche e selezionate crociere di spedizione naturalistica all'anno, a bordo di navi d'élite o a yacht charter specializzati e approvati dal SIF. Ogni sbarco richiede un'autorizzazione scritta e una tassa di sbarco; i visitatori devono essere tassativamente accompagnati dai ranger della stazione di ricerca scientifica che vigilano sui loro comportamenti perché il loro passaggio sia a impatto zero.

Prima di sbarcare, ogni passeggero deve superare severi controlli per evitare l'introduzione accidentale di semi o specie aliene. Non si può lasciare nulla sull'isola ed è vietato prelevare qualsiasi materiale biologico o geologico, pescare entro un chilometro dalla costa e lasciare qualsiasi tipo di rifiuto. La ricompensa è il privilegio unico di osservare la Terra esattamente come appariva prima dell'arrivo dell'uomo.