SVELATA l'IDENTITA'

Esplosione a Monaco, l'attentatrice ucraina avvistata a Francoforte | "È fuggita in auto passando per l'Italia" | Perquisita la sua abitazione

Diffuso il nome dell'autrice dell'attentato contro l'oligarca Vadim Ermolaev: si tratta di Anastasia Berezovska, cittadina ucraina residente in Germania

Ha un nome l'attentatrice che ha deposto una bomba nei pressi dell'abitazione dell'oligarca ucraino Vadim Ermolaev e della sua famiglia a Monaco: è la 39enne Anastasia Berezovska, cittadina ucraina residente in Germania e nota agli inquirenti "per i suoi legami con la criminalità organizzata", stando a quanto riporta il quotidiano francese Le Parisien. Inizialmente aveva depistato gli inquirenti con un travestimento, camuffandosi da uomo. Gli investigatori sono riusciti a ricostruire i movimenti dell'attentatrice dopo l'azione compiuta nel Principato di Monaco. Nel giorno stesso dell'attentato, la donna è fuggita in Francia, ha attraversato il confine italiano passando per Ventimiglia e poi raggiunto direttamente la Svizzera. Successivamente, secondo quanto riportato da una fonte giudiziaria del principato di Monaco, la donna è stata avvistata in Germania e per la precisione a Francoforte, secondo quanto riportato da Reuters

Cosa è successo -

 L'esplosione, in cui sono rimasti feriti l'oligarca ucraino Vadim Ermolaev, la compagna e il figlio di 13 anni, è avvenuta lunedì 29 giugno intorno alle 21, davanti a un edificio residenziale del Principato, dove l'ordigno collocato in uno zaino oppure in un pacco è esploso al momento del passaggio della famiglia. Le autorità monegasche hanno aperto un'indagine per tentato omicidio e, almeno in questa fase, non privilegiano la pista terroristica. Le indagini sono condotte in coordinamento con le autorità francesi, perché si pensava che l'autore del gesto fosse fuggito verso Beausoleil, appena oltre il confine con la Francia.

A quanto trapela dalle indagini, gli inquirenti avrebbero trovato il modo di rintracciare le celle del suo telefono, che era stato visto nelle mani della persona che depositava l'ordigno in diverse inquadrature. Si ritiene che la cittadina ucraina, nei giorni precedenti l'attentato e la mattina stessa prima di passare all'azione, abbia fatto diversi sopralluoghi davanti alla casa di Ermolaev, della compagna Anna Nasobina e del figlio.

I suoi movimenti sono stati ricostruiti nel dettaglio: poco prima delle 21 di lunedì, la donna ha individuato la famiglia ucraina nel quartiere attorno alla Place des Moulins e ha cominciato a seguirla, comparendo nei video di diverse telecamere. A un certo punto, quando gli Ermolaev si sono avvicinati alla loro abitazione, la donna li ha superati per precederli e si è fermata circa 10 metri davanti a loro.

Si è così diretta verso la casa, salendo i tre gradini davanti al portone d'ingresso e lasciando in terra il pacco bomba. Poi, molto velocemente, ha lasciato la zona, fermandosi soltanto per verificare che la famiglia entrasse nella palazzina. Per primo, ha superato il portone il 13enne figlio di Ermolaev, che resterà ferito lievemente. Ma è nel momento in cui Anna Nasobina è passata vicino all'ordigno che la presunta attentatrice ha fatto scattare il comando a distanza che ha provocato l'esplosione. È infatti Nasobina, ancora oggi, la più gravemente ferita, in prognosi riservata e con le gambe amputate.

La fuga in Italia -

 Dopo l'attentato nel Principato di Monaco, la donna è fuggita in Francia e da lì in Italia. Secondo quanto riportato in un comunicato della Procura di Monaco, ieri sera è stato emesso un mandato di cattura internazionale (Red Notice) dall'Interpol per agevolare l'arresto della sospettata, residente a Francoforte, in Germania. Il quotidiano francese Le Parisien riporta che la sospettata non è stata ancora arrestata, in quanto non si trova al suo indirizzo conosciuto, ma sarebbe fuggita in Italia dopo aver raggiunto la Francia subito dopo l'attentato. Per farlo, ha utilizzato un'auto noleggiata in Germania e che aveva lasciato nella città francese di Beausoleil, al confine con il Principato di Monaco, dove sarebbe giunta a piedi dopo l'attentato. Con la stessa vettura, con targa tedesca, si è diretta verso il confine con l'Italia per poi dirigersi verso la Svizzera. 

La descrizione dell'attentatrice -

 Nella red notice dell'Interpol, a cui è allegata una foto di Anastasia Berezovska, si precisa che parla tedesco e che ha un tatuaggio sul braccio destro, che va dalla spalla al gomito e rappresenta probabilmente un serpente. L'arresto è stato richiesto da Monaco per tentato omicidio, posizionamento di un ordigno esplosivo in luogo pubblico con intento criminale e associazione a delinquere. Il procuratore ha spiegato che si è arrivati al fatto che il sospetto fosse una donna grazie a un "maggiore ricorso alla videosorveglianza urbana" e alla testimonianza di una persona che era entrata in contatto la donna. Questi elementi, ha spiegato il procuratore, hanno permesso di "orientare le ricerche verso una donna", che avrebbe effettuato diverse ricognizioni nei giorni precedenti l'esplosione.

Perquisita l'abitazione dell'attentatrice -

 La polizia dell'Assia e la Procura di Francoforte hanno perquisito l'abitazione, preso in affitto dalla donna nel circondario del Main-Taunus, in Germania, e l'automobile utilizzata dalla cittadina ucraina. Il portavoce della Procura di Francoforte, Dominik Mies, ha precisato che le operazioni sono state eseguite giovedì nell'ambito di una richiesta di assistenza giudiziaria internazionale avanzata dalle autorità monegasche. Mies ha spiegato che "nel corso delle operazioni sono stati sequestrati elementi di prova che saranno trasmessi alle autorità del Principato di Monaco" e che "le autorità di sicurezza dell'Assia stanno collaborando con gli investigatori monegaschi e mantengono con loro uno stretto coordinamento". Secondo la Procura di Francoforte, "la ricercata si trova attualmente in fuga ed è latitante".

Ha agito con l'aiuto di complici -

 Anastasia Berezovska "non ha agito da sola" nel compiere l'attentato dinamitardo avvenuto lunedì 29 giugno nel Principato di Monaco contro l'oligarca ucraino Vadim Ermolaev e la sua famiglia. Lo ha reso noto il vice procuratore del Principato, Morgan Raymond, secondo cui "altri due uomini sono stati arrestati nei giorni scorsi, ma non ci sono prove che suggeriscano un loro coinvolgimento. La loro custodia cautelare è stata revocata", ha precisato Raympond, così come riporta Le Figaro.

Chi è l'oligarca -

 Ermolaev, uomo d'affari originario di Dnipro e residente a Monaco come molti altri connazionali, ha acquisito la cittadinanza cipriota ed è stato sottoposto nel 2023 a sanzioni da parte delle autorità ucraine per presunti legami economici con la Crimea occupata dalla Russia. Secondo le ricostruzioni pubblicate da diversi media francesi, gli inquirenti valutano l'ipotesi di un regolamento di conti legato alla criminalità organizzata o agli affari dell'oligarca, senza escludere altre piste.

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