storie di moda

La Stramberia. Cappelli ricercati e autentici che insegnano l’arte del proteggersi

Il brand fondato da Simona Maggi a Pietrasanta, nel cuore della Toscana, propone copricapo artigianali dal carattere audace e determinato

di Elena Misericordia

La Stramberia è il brand di cappelli, ricercati, audaci ed originali, fondato da Simona Maggi. La designer toscana, ispirandosi alla tradizione del territorio e al mondo dell’arte, sperimenta forme tradizionali, soluzioni innovative e spirito del nostro tempo. Ciascun copricapo è unico e viene realizzato nel laboratorio artigianale locale, a Pietrasanta, con attento focus sui materiali: filati e feltri in lana di alta qualità, paglie e tessuti naturali.

Materiali d’elezione sono la treccia fiorentina, lavorata a mano da secoli in Toscana, e le fibre di Panama, una pregiata paglia proveniente dall’Ecuador, ottenuta tessendo artigianalmente le foglie di Palma Toquilla. Molto utilizzata anche la rafia, fibra vegetale morbida e versatile, adatta sia ai modelli strutturati che a quelli più morbidi, come il cappello ripiegabile “Viaggiatore”, vero must di stagione, particolarmente adatto alla vita in movimento. 

Il laboratorio produce un’ampia gamma di forme: dai cappelli strutturati, come Fedora, bombetta, cilindro e Pamela, ai modelli in tessuto, quali baseball, Gavroche e basco. In particolare, le linee in tessuto sono realizzate in lino, cotone, seta e lana, ma anche con filati più insoliti, come sisal, rascello e lurex. Anche le forme tradizionali vengono reinterpretate e rivisitate con materiali inusuali, rifiniture e dettagli originali, per un risultato unico, di puro carattere.

La collezione Spring/Summer 2026 nasce dal desiderio di restituire il cappello alla quotidianità. Non più un accessorio delle grandi occasioni, ma il fedele compagno di ogni giorno. Modelli leggeri e versatili, che rispondono ad un unico imperativo: la portabilità. 

Accanto alla scrupolosa attenzione per l’estetica, Silvia Maggi introduce una riflessione più profonda: in un mondo sempre più esposto e sovraesposto, il cappello diventa una forma di protezione, un piccolo spazio intimo che ci ripara dagli sguardi esterni. Il copricapo viene pensato come uno scudo poetico dietro al quale difendere e schermare la propria intimità. È così che anche il modello più voluminoso, in realtà, non mostra, ma nasconde. La Stramberia si delinea come il manifesto di una “rivoluzione gentile” nella concezione del cappello, che diventa identità, libertà e rifugio. 

Chi è Simona Maggi? Quali sono le tue origini e qual è stato il tuo percorso di formazione? 
Sono una designer-artigiana che vive e lavora a Pietrasanta. Dopo gli studi presso l’Istituto d’Arte Stagio Stagi di Pietrasanta, ho iniziato a lavorare nell’ambito creativo fino alla nascita del mio brand, “La Stramberia”.

Quando e com’è nato il brand La Stramberia? Come mai la scelta di questo nome? 
Il brand è nato nel 2007 dalla necessità di esprimere la mia creatività, le mie idee e la mia visione della realtà. Il nome “La Stramberia” nasce come una descrizione – o meglio un riflesso –  della mia forma mentis, creando un ossimoro con il prodotto finale, fantasioso ma concreto.

Perché il cappello? Che significato assume per te questo accessorio? 
Il cappello non è solo un accessorio per completare il look, ma una necessità. Non ha solamente uno scopo protettivo, per esempio dal freddo o dai raggi UV, ma si spinge ben oltre. È in grado di comunicare la personalità di chi lo indossa, riesce a nascondere insicurezze, ma permette anche di esprimere il modo di essere delle persone, da quelle più informali a quelle più estroverse, dalle più timide alle più vivaci. Definirei la mia come una “rivoluzione gentile” nella concezione di questo accessorio, che diventa identità, libertà e rifugio.

Quali sono le cifre stilistiche delle tue creazioni? 
Cerco di rendere attuali forme classiche, abbinandole a materiali antichi come la paglia ed esagerando un po’ nei volumi, nella larghezza e nell’altezza. La forma viene arricchita e impreziosita da ricami e applicazioni, che rendono ancora più interessante la texture naturale del prodotto. La portabilità è il filo conduttore: modelli leggeri, versatili o con una tesa importante, sempre curati nei dettagli e nella materia, come richiede la  tradizione.

Che importanza assumono artigianalità e qualità dei materiali nell’ambito della tua produzione? 
Sono di fondamentale importanza per la resa finale del prodotto. La pregiata paglia proviene dall’Ecuador ed è ottenuta intrecciando manualmente le foglie di Palma Toquilla. La successiva lavorazione, dalla selezione della materia prima al montaggio del cappello è rigorosamente svolta in Italia, precisamente in Toscana, dove cerchiamo di mantenere vive le vecchie tradizioni del luogo.

Quali sono i modelli di punta per questa calda estate? 
Il cappello non deve essere più soltanto un accessorio per le grandi occasioni, ma deve tornare ad accompagnarci ogni giorno, per protezione ma anche per arricchire il nostro aspetto. Il modello che da anni contraddistingue le vacanze di molti nostri clienti è sicuramente il “Viaggiatore”: un cappello in rafia a forma di cloche, totalmente ripiegabile, facile da trasportare e in grado di adattarsi ad ogni necessità grazie a un ferretto presente nella tesa che permette di modellarlo a proprio piacimento. Da quest’anno è possibile averlo in diverse colorazioni come il nero oppure nella versione pepe e sale. Disponibili anche le alternative in Carta-Cotone nei colori grigio chiaro, celeste e beige.

A quale pubblico ti rivolgi? 
Il mio obiettivo è di coinvolgere e di avvicinare un numero sempre crescente di persone, con l’ambizione di far ridiffondere e tornare in auge l’utilizzo del cappello. Ogni volto, ogni carattere e ogni personalità richiedono il cappello adatto. Io sono qui per aiutare la gente a trovare quello giusto. Ciascun cappello è una storia, che racconta qualcosa di chi lo crea e di chi lo indossa. 

Progetti e sogni per il futuro? 
Spero di poter diffondere sempre di più questa realtà artigiano-creativa, continuando a sognare e a far sognare, senza però snaturare il valore portante che La Stramberia difende sin dalle origini: l’eccellenza del fatto a mano.