Sui mercati globali, mentre Stati Uniti e Cina giocano a viso aperto la partita, l'Europa si limita a correre col fischietto. È l'immagine usata dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, per raffigurare concretamente la distanza che separa il Vecchio Continente dalle grandi potenze globali. "L'Europa fa l'arbitro tra Cina e Stati Uniti. Guarda una partita che non gioca, la fa giocare ad altri e impone solo regole", ha detto intervenendo all'Annual Meeting 2026 del Gruppo Tecnico Confindustria Imprese Estere, al campus Luiss a Roma.
Cosa manca all'Ue: "Produciamo solo norme, non stiamo facendo l'Europa" -
Se il ruolo di arbitro non si addice alle ambizioni economiche europee, la soluzione per Orsini è presto detta: bisogna tornare a produrre beni industriali. Ma per farlo è prima necessario creare l'ambiente affinché accada. "Noi non stiamo producendo prodotti, stiamo producendo norme", ha ribadito il presidente di Confindustria. "Dobbiamo smettere di produrre norme e cominciare a produrre prodotti". Per farlo, secondo Orsini, servono "condizioni abilitanti" per l'industria: energia, investimenti, semplificazione e strumenti comunitari capaci di sostenere la competitività.
Per le imprese il debito comune europeo, ha continuato il numero uno di Confindustria, non deve servire a finanziare interventi marginali bensì a competere con economie sostenute da forti politiche industriali pubbliche: "L'Europa oggi non sta facendo l'Europa". Per tornare a esserlo servono decisioni più coraggiose su industria, energia e competitività.