l'intervista a Virgin radio

Mick Jagger: "L'Italia mi piace moltissimo"

Lo storico leader dei Rolling Stones, 82 anni, si racconta, nel corso di un'intervista a Virgin Radio, in occasione dell'uscita del nuovo album della band "Foreign Tongues"

© IPA | Sfilate Paris Fashion Week: Mick Jagger

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 "Sarà un bel regalo, in effetti. Abbiamo fatto dieci brani nuovi, registrati l'estate scorsa a Londra, e ne abbiamo usati quattro da registrazioni precedenti. Quindi siamo a quattordici: è tanta musica", dice sir Mick Jagger, storico leader dei Rolling Stones, nel corso di una intervista a Virgin Radio in occasione dell'uscita del nuovo album della band "Foreign Tongues". "Qualcuno dirà che quattordici sono troppi. Exile on Main Street era un doppio album, ma è passato tantissimo tempo. Quando uscì, la gente disse: è dispersivo. Capisci che voglio dire? Sai, è così lungo e difficile da affrontare.Ma tutto questo significa solo che non puoi ascoltare quattordici canzoni in una volta sola. Già nel 1972 era così. E oggi la soglia di attenzione delle persone è molto più bassa.Tutti vengono a parlarmi dei primi due, tre brani: capisco subito che hanno ascoltato solo quelli". 

Accontentare te stesso -

  Un album in cui c'è un'urgenza creativa, una vibrazione rock inconfondibilmente vostra. "Beh, non è per sé. Cioè, ovviamente quando fai un progetto è prima di tutto per te stesso. Poi è per gli amici. Poi è per i critici, perché sono i primi ad ascoltarlo. E infine è per il pubblico più ampio. Quindi accontenta tutti. Ma prima devi accontentare te stesso. Esatto. Quando sei in una band, con un produttore, magari non ami ogni brano allo stesso modo. Ma il punto è creare una varietà di canzoni. È una rock band, insomma. Che alla fine che vuol dire? Il brano dei Rolling Stones più ascoltato - aggiunge - in streaming è Paint It Black. E non è propriamente classic rock. Non ha niente a che vedere con quello che intendiamo per classic rock. Mostra i Rolling Stones nella loro vena esplorativa, con ritmi e sonorità mediorientali. Effettivamente questo album ha molti stili. C'è il rock, poi la ballata, il blues, e poi il country e il pop. Cerchiamo di coprire tutti questi territori. Se hai quattordici brani, è meglio che tu lo faccia".

Disciplina e allenamento -

  Sulla meticolosità con cui si prende cura di sé stesso, Jagger ha detto: "Stamattina non ho avuto tempo di fare nessuna di quelle cose. Una meraviglia. Ho fatto giusto un paio di stretching, di corsa, per arrivare a questa intervista. Quindi non ho avuto tempo. È un po' un mito, ecco. Ma sì, credo che tu debba farlo se vuoi durare a lungo. Devi allenarti. A vent'anni magari non serve. Ma se vuoi prenderti cura della voce, del corpo… tutti devono farlo. Ognuno ha una disciplina. Quindi sì, devi seguire una disciplina. Il che non significa diventarne fanatici. Quando stai per partire in tour, devi essere serissimo. E nei periodi intermedi, se stai facendo un disco, devi essere altrettanto serio. Perché un concerto è lì e poi è andato, capisci? E alla gente non importa davvero se canto bene o no. Nessuno dice mai: ha cantato benissimo. Né: ha cantato malissimo. Non dicono niente. E non lo recensiscono. Ma un disco è per sempre. Quindi devi farlo bene. È fondamentale arrivare alla registrazione con la voce in ottima forma".

L'amore per l'Italia -

  Infine sul suo legame con l'Italia e la Sicilia in particolare. "Sì, sì. La Sicilia mi piace moltissimo. L'Italia mi piace moltissimo. Cioè, l'Italia piace a tutti. È difficile trovare qualcuno che dica di non amarla. Ma la Sicilia la trovo interessante per tanti motivi - ha detto - ha una cultura speciale, ed è il crocevia di tante culture diverse. Questo la rende affascinante, storicamente così affascinante. E se lo sai, riesci a vederle, quelle cose. Se non lo sai, forse te le perdi. Devi documentarti un po' sulla storia. Ho trovato la storia normanna della Sicilia davvero interessante, una cosa che prima non capivo bene. Tutto ciò che è stato costruito — le cattedrali, i castelli e così via — è frutto di una mescolanza straordinaria di architetture: una parte la ritrovi anche in Inghilterra, ma il resto, la parte moresca, da noi non esiste. Tutto questo. E poi, naturalmente, le testimonianze greche. Era da lì che veniva il vino preferito dei Greci".

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