Il 75% degli europei vede l'Ue come un'oasi di stabilità in un mondo segnato da conflitti (+8 punti percentuali rispetto all'autunno 2025), un dato che, come si legge sul sito del Parlamento europeo, "rappresenta il secondo valore più alto registrato nell'ultimo decennio". In Italia, questa percezione è ancora più forte rispetto alla media europea: "oltre otto italiani su dieci (81%) concordano sul fatto che l'Ue rappresenti un luogo stabile in un contesto geopolitico instabile; un dato in crescita di ben 11 punti rispetto all'autunno 2025". È quanto emerge dall'ultimo Eurobarometro pubblicato dal Parlamento europeo, condotto dall'agenzia di ricerca Verian tra il 9 aprile e il 4 maggio nei 27 Stati membri dell'Ue e basato su 26.421 interviste.
Il 74% degli europei considera vantaggiosa l'appartenenza del proprio Paese all'Ue -
Dal sondaggio, emerge che "i recenti sviluppi a livello mondiale hanno aggravato la visione pessimistica degli europei sul futuro del mondo (il 58% è pessimista e il 38% è ottimista). Dall'autunno 2025 il tasso di pessimismo è aumentato di 6 punti percentuali. L'umore generale dei cittadini oscilla tra incertezza (44%) e speranza (43%), che sono le due emozioni più citate per descrivere il proprio stato d'animo attuale. Pur condividendo le preoccupazioni degli altri europei per il futuro del mondo (il 57% è pessimista), gli italiani si mostrano ancora più ottimisti riguardo al futuro dell'Unione: il 63% si dichiara ottimista. Tuttavia, il livello di incertezza in Italia è più alto rispetto alla media europea (56%, rispetto al 44% della media Ue)".
Inoltre, l'Eurobarometro rileva che il 74% degli europei considera vantaggiosa l'appartenenza del proprio Paese all'Ue, "eguagliando così il livello più alto mai registrato, raggiunto per la prima volta nel gennaio-febbraio 2025. Il contributo dell'Ue alla tutela della pace e al rafforzamento della sicurezza è considerato uno dei principali e più importanti vantaggi dell'appartenenza all'Unione (40%, +3 punti percentuali dalla primavera del 2025). Al secondo posto (34%) si colloca la più stretta cooperazione tra gli Stati membri derivante dall'adesione". In Italia, "il 68% dei cittadini ritiene che il Paese abbia beneficiato dell'appartenenza all'Unione, un dato inferiore alla media dell'Ue, ma in aumento di 3 punti percentuali rispetto alla primavera 2025. Inoltre, gli italiani sono più propensi della media europea ad associare l'appartenenza all'Ue alla tutela della pace e al rafforzamento della sicurezza (43% contro il 40% della media Ue)".
"Per gli italiani indipendenza energetica al primo posto tra le priorità geopolitiche" -
In Italia, i cittadini collocano l'indipendenza energetica al primo posto tra le priorità geopolitiche: "il 44% ritiene infatti che l'Unione dovrebbe concentrarsi sull'indipendenza energetica, sulle risorse e sulle infrastrutture per rafforzare la propria posizione nel mondo, rispetto al 35% che indica la difesa e la sicurezza". Nella media europea, invece, è il capitolo difesa e sicurezza a essere indicato al primo posto (39%), contro l'indipendenza energetica (35%) e la competitività (32%).
Inoltre, "il 68% degli europei ritiene che l'Unione dovrebbe assumere un ruolo più significativo nella protezione dei cittadini dalle crisi globali e dai rischi per la sicurezza. Un'ampia maggioranza di europei vorrebbe che, nella situazione attuale, gli Stati membri dell'Ue fossero più uniti, e ritiene che l'Europa dovrebbe promuovere il rispetto del diritto internazionale da parte di tutti i Paesi (entrambe le opinioni al 90%). Il 73% desidera inoltre che l'Unione disponga di maggiori risorse per affrontare le sfide globali". Per quanto riguarda gli italiani, "il 71% ritiene che l'Ue dovrebbe svolgere un ruolo più importante nella protezione dei cittadini dalle crisi globali e dai rischi per la sicurezza, rispetto al 68% della media europea".
Per i cittadini il Parlamento europeo si dovrebbe concentrare in via prioritaria su inflazione, aumento dei prezzi e costo della vita -
Per i cittadini il Parlamento europeo si dovrebbe concentrare in via prioritaria su "inflazione, aumento dei prezzi e costo della vita (47%, +6 punti percentuali rispetto all'autunno del 2025). Già al primo posto nelle precedenti indagini, questa problematica è ora ancora più sentita e si colloca in testa alla classifica con un margine di dodici punti. Seguono l'economia e la creazione di posti di lavoro (35%, invariato) nonché la difesa e la sicurezza dell'Ue (34%, invariato). L'inflazione, l'aumento dei prezzi e il costo della vita rappresentano una preoccupazione ancora più forte in Italia rispetto alla media dell'Ue, con la maggioranza degli italiani (51%) che vorrebbe che il Parlamento europeo facesse di questo tema una priorità, seguito dall'economia e dalla creazione di posti di lavoro (39%)".