Oggi, 1° luglio 2026, è un giorno che potrebbe cambiare definitivamente la Chiesa Cattolica. Nel seminario di Écône, Svizzera, la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha consacrato quattro nuovi vescovi. Una mossa che va a violare il recente richiamo all'ordine di papa Leone XIV, che ha scritto al superiore generale chiedendo di rinunciare al gesto che la Santa Sede ha già qualificato come scismatico, e potrebbe sancire la rottura definitiva nei rapporti tra il movimento tradizionalista fondato da Marcel Françoise Lefebvre e la Chiesa di Roma. Ecco tutto quello che c'è da sapere sulla questione.
Chi era Monsignor Marcel Lefebvre?
Nato a Tourcoing nel 1905, Marcel Lefebvre è stato un sacerdote francese della Congregazione dello Spirito Santo. Fermo oppositore del Concilio Vaticano II, è stato uno dei maggiori critici delle innovazioni introdotte nella Chiesa a inizio anni Sessanta, come la riforma liturgica con l'addio alla messa in latino, considerate un tradimento della vera fede cattolica. È deceduto in Svizzera nel 1991 ed è stato anche missionario in Gabon e vescovo in Senegal.
Chi sono i Lefebvriani?
I lefebvriani sono i membri e i fedeli legati alla Fraternità sacerdotale San Pio X, conosciuta anche con la sigla Fsspx o, in inglese, Sspx. Fondata appunto da Lefebvre nel 1970, la Fraternità sacerdotale San Pio X è un'associazione internazionale di sacerdoti cattolici tradizionalisti ispirata al pensiero di Papa Sarto, che a inizio Novecento si era fatto promotore di una visione anti-modernista della Chiesa. Secondo le ultime statistiche, la Fraternità conterebbe quasi 1.500 membri. I fedeli sarebbero circa 15mila.
Quali sono i punti di contrasto con la Chiesa di Roma?
La Fraternità San Pio X contesta vari punti del cattolicesimo nato dopo il Concilio Vaticano II. Tra questi il principio della libertà religiosa dello Stato, l'ecumenismo, il dialogo interreligioso, il rapporto con il mondo moderno e la riforma liturgica, ossia la messa moderna con l'abbandono del latino.
Perché oggi si parla di scisma?
La Fraternità si prepara a ordinare quattro nuovi vescovi a Écône, Svizzera, laddove già Lefebvre consacrava nuovi uomini di fede all'interno del movimento. Il punto è che si prepara a farlo in autonomia, senza mandato pontificio. Secondo il Codice di diritto canonico, il vescovo che elegge un altro vescovo in questo modo e chi riceve la consacrazione incorrono nella scomunica latae sententiae, cioè automatica, riservata alla Sede Apostolica. Così la Fsspx andrebbe a compiere un'ulteriore infrazione che allontanerebbe drasticamente la riconciliazione con la Santa Sede.
Cosa accadde nel 1988?
Il 1988 è l'anno in cui ci fu la scomunica di Lefebvre. Il 30 giugno, il sacerdote francese consacrò quattro vescovi senza l'autorizzazione di Giovanni Paolo II. Nonostante i ripetuti avvertimenti di Wojtyla, l'ordinazione senza mandato papale dei quattro religiosi apriva la strada alla scomunica per un atto definito "scismatico".
Ci sono mai stati dei momenti di riconciliazione?
La morte Lefebvre avviò un primo, lento percorso di riavvicinamento tra la Fraternità e la Chiesa di Roma. Una svolta si verificò durante il pontificato di Benedetto XVI. Nel 2007 Ratzinger, che per anni guidò il Dicastero per la Dottrina della Fede, emanò motu proprio (documento ufficiale emanato dal Papa di sua spontanea volontà) la liberalizzazione della messa preconciliare. L'atto fu letto come un gesto di riconciliazione verso gli ultra-tradizionalisti.
Qual è stata la posizione di Papa Francesco sulla questione?
Papa Francesco ha mantenuto un atteggiamento di apertura nei confronti della Fraternità. Durante il Giubileo straordinario del 2016 concesse ai sacerdoti lefebrviani la possibilità di assolvere per conto della Chiesa i fedeli che si fossero andati a confessare da loro. Nel 2017 poi Bergoglio autorizzò i matrimoni celebrati dai preti ispirati al pensiero di Écône.
Come è intervenuto Papa Leone XIV?
Il 2 febbraio scorso lo scontro si è riacceso, quando la neo-guida don Davide Pagliarani ha annunciato la creazione di nuovi vescovi prevista nel seminario della Fraternità a Flavigny-sur-Ozerain, in Francia. Poi c'è stato l'annuncio dell'ordinazione dei quattro nuovi vescovi per oggi, 1° luglio. Lo scorso 13 maggio, il Vaticano ha tentato di ricucire il rapporto con la Fraternità San Pio X ricordando loro che tutte le ordinazioni episcopali esterne al "mandato pontificio" non hanno alcuna validità. Papa Leone XIV ha recentemente mandato una lettera al movimento chiedendo di riaprire il dialogo. "Con questo spirito, e colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi", aveva scritto.
Cosa è successo oggi in Svizzera?
La Fraternità Sacerdotale San Pio X ha consacrato quattro nuovi vescovi a Écône, in Svizzera, ignorando l'appello del Papa a sospendere la cerimonia. I quattro sacerdoti scelti per l’ordinazione episcopale sono don Pascal Schreiber, svizzero, don Michael Goldade, statunitense, don Michel Poinsinet de Sivry, francese, e don Marc Hanappier, francese. Il primo vescovo è già stato consacrato.
Quali sono stati gli altri grandi scismi nella storia della Chiesa?
Fra le fratture si può citare innanzitutto quella del 1054. Lo scisma d’Oriente segnò la separazione tra Roma e Costantinopoli. Da lì deriva il grande ramo delle Chiese ortodosse, che non riconoscono il primato giurisdizionale del vescovo di Roma. Tra il 1378 e il 1417 ci fu poi lo scisma d’Occidente, una crisi interna al cattolicesimo con più pretendenti al papato, legata alla fragilità politica e istituzionale della Chiesa tardo-medievale. Poi, nel 1500, avvenne la Riforma protestante, avviata simbolicamente dalle 95 tesi di Lutero del 1517 contro le indulgenze, produsse una rottura dottrinale e politica che cambiò il volto religioso dell’Europa. Qualche anno dopo, in Inghilterra, Enrico VIII fu riconosciuto come capo supremo della Chiesa d’Inghilterra, separando la monarchia inglese dalla giurisdizione di Roma.