L'inflazione torna a salire. Secondo gli ultimi dati comunicati dalle città campione, a marzo il caro vita si è portato nuovamente al 2,7%, dal 2,6% di febbraio. Sugli stessi livelli di dicembre 2002. La variazione congiunturale, invece, è stata del +0,3%. A pesare questa volta è stato soprattutto il rincaro del petrolio che ha portato ad un forte incremento dei prezzi dei prodotti energetici.
Il rimbalzo di marzo, comunque, non sembra preoccupare gli economisti. La tendenza generale, assicurano, resta in calo. E il raffreddamento si farà sempre più evidente a partire dalla seconda metà dell'anno. Tra le 12 città campione, quella dove si è registrato l'aumento mensile più alto è Genova, con un +0,5%, seguita da Perugia e Firenze, che registrano un aumento dello 0,4%. Aumenti contenuti allo 0,1%, invece, a Napoli, Palermo e Bologna. In termini tendenziali (rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), la città più virtuosa è Firenze, che segna un +1,9%, mentre quella dove l'inflazione è piu' alta è a Napoli (+3,4%).
A causare il rialzo dei prezzi è stato soprattutto l'aumento dei prodotti energetici. Ma questo, sostengono gli economisti, è legato solo a fatti congiunturali. Nell'ultimo mese infatti il greggio è rincarato del 5%, e i prodotti energetici, che includono carburanti e tariffe energetiche, hanno seguito lo stesso trend. Tuttavia il recentissimo calo dei corsi del petrolio dovrebbe preludere a un miglioramento. Infatti, dopo che gli Usa hanno dato il via alla guerra contro l'Iraq, il Brent ha pesantemente ritracciato calando di oltre un dollaro a 25,50 dollari/barile circa, ai minimi degli ultimi mesi, per poi risalire a 26,70 dollari. Due settimane fa circa lo stesso Brent superava i 33 dollari/barile.
Se si esclude la componente greggio, la dinamica di fondo dei prezzi al consumo è rallentata. E, a far pendere la bilancia verso l'ottimismo è soprattutto il settore dei servizi, responsabile di gran parte dell'inflazione italiana nell'ultimo biennio. Pure a marzo, infatti, i prezzi del comparto sono scesi, anche se non ancora con la stessa intensità che si registra in altri grandi Paesi europei.
Ora, per vedere se i dati dei dodici capoluoghi coincide con il dato nazionale sull'inflazione, bisogna aspettare il 31 marzo quando l'Istat pubblicherà la stima preliminare. Mentre il dato definitivo dell'istituto di statistica sarà reso noto il 14 aprile.
variazione mensile tasso annuo Milano +0,3% +2,5% Genova +0,5% +2,5% Venezia +0,3% +2,9% Firenze +0,4% +1,9% Bologna +0,1% +2,0% Napoli +0,2% +3,4% Bari +0,3% +2,8% Palermo +0,1% +2,6% Ancona +0,1% +2,1% Perugia +0,4% +2,4% Trieste +0,2% +2,4% Torino +0,3% +2,8%