IL COMMENTO

Maturità 2026, la presidente di Commissione Cristina Costarelli: "La riforma Valditara ha centrato l'obiettivo, stop scene mute agli orali"

La presidente dell'Associazione nazionale presidi del Lazio interviene a Skuola.net: "La nuova modalità di esame ha toccato il sistema in punti nevralgici, andando a eliminare gli aspetti di maggiore criticità"

© Ansa

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La Maturità 2026 si avvia verso la conclusione. È ormai iniziata la seconda settimana di colloqui orali - ultimo tassello prima del diploma - e le aule scolastiche stanno pian piano restituito i primi verdetti, non solo sulla preparazione dei ragazzi ma anche sull'efficacia del nuovo format d'esame introdotto dalla riforma Valditara, specialmente su questo specifico passaggio. L'orale rinnovato abolisce, infatti, i vecchi collegamenti, spesso forzati, fra le materie e restringe il campo a sole quattro discipline cardine. Introduce, poi, in apertura una riflessione personale del candidato. E vieta categoricamente la cosiddetta "scena muta". Ma come stanno vivendo tutti questi cambiamenti gli studenti che si stanno sedendo davanti ai professori?

Per tracciare un primo bilancio a ridosso del giro di boa dei colloqui, Skuola.net ha interpellato Cristina Costarelli - presidente dell'Associazione nazionale presidi (Anp) del Lazio e attualmente impegnata come presidente di Commissione - che come prima cosa rassicura sul clima disteso che si respira nelle aule: "I maturandi stanno reagendo con molta serenità alle nuove regole, non sono per nulla disorientati". Un cambiamento che le ragazze e i ragazzi stanno affrontando senza particolari traumi: "Magari si saranno approcciati in modo diverso allo studio, rispetto ai ragazzi degli anni precedenti, ma di fatto è il primo esame ed è un esame che loro, i maturandi di quest'anno, conoscono direttamente così".

La fine delle "acrobazie" interdisciplinari e il ritorno della sostanza - L'aspetto più apprezzato da chi siede dietro la cattedra è senza dubbio il tramonto della multidisciplinarietà a tutti i costi: "Il discorso delle quattro materie, al posto dell'approccio interdisciplinare, spesso molto forzato, degli anni precedenti ha dato un riscontro assolutamente positivo", sottolinea la preside Costarelli a Skuola.net. Avere un focus ristretto non sta limitando i colloqui ma, al contrario, pare li stia valorizzando: "Con questa modalità è possibile fermarsi sulle discipline, fare domande che spaziano su diversi argomenti delle materie stesse, avere il tempo anche per degli approfondimenti".

La presidente fa anche degli esempi molto pratici di come si sta sviluppando questa nuova dinamica: "In Italiano si può leggere un testo, in Latino si può fare una piccola versione, in Storia muoversi in periodi diversi da quelli che hanno preparato". Dedicare a questa fase disciplinare circa 30-35 minuti, infatti, "permette di andare a fondo e di poter avere un feedback sulla reale preparazione degli studenti". Tutto ciò rappresenta anche un'opportunità di riscatto per le eccellenze: "Questa modalità permette loro proprio di avere spazio per dimostrare anche quanto hanno studiato e quanto si sono preparati".

L'apertura autogestita: si parla di IA, orientamento e curriculum - Per stemperare la tensione iniziale, l'esame non si apre più con il temuto spunto "a sorpresa" proposto dalla commissione ma con una riflessione personale, gestita in autonomia dal candidato. Un momento che, secondo Costarelli, "certamente aiuta a rompere il ghiaccio, a mettersi a proprio agio, a fare un approfondimento sul proprio percorso".

I giovani arrivano preparati ("si vede che hanno già preimpostato un ragionamento") ma la commissione cerca di evitare monologhi standardizzati. Per variare, la presidente racconta di usare un approccio su misura: "Personalmente apro io da presidente, quindi con sfumature diverse e li guido a esprimersi sul proprio percorso partendo da input diversi".

Qualche esempio? "A qualcuno chiedo di parlare del suo percorso, a qualcuno di fare delle riflessioni sulle attività di orientamento e a qualcun altro di fare degli approfondimenti più ampi". Una delle tematiche suggerite, poi, è decisamente attuale: "Sull'approccio innovativo che si sta dando alla scuola e rispetto alle novità, alle intelligenze artificiali, e quindi da lì poi condurre a un discorso su se stessi".

Fondamentale, in questa fase, il ruolo del Curriculum dello Studente. Spesso è proprio la presidente a prendere l'iniziativa spulciando le attività del candidato: "Se trovo un'attività che mi ha incuriosito, che ho visto essere al centro dell'attenzione dello studente, sono io ad aprire il discorso su quel contenuto e poi gli chiedo di approfondire, di ampliare, di agganciarlo al percorso scolastico". Si tratta di uno strumento vitale per guidare l'orale: "Un ottimo terreno di partenza proprio per agganciarci anche noi, ripeto, soprattutto i componenti esterni, presidente, commissari esterni che non conoscono il percorso dello studente".

Fsl ed Educazione civica: addio "lezioncina", spazio alla riflessione critica - Superano l'esame della commissione anche le trattazioni riguardanti la Formazione Scuola Lavoro (ex Pcto) e l'Educazione Civica. Sulle esperienze lavorative i candidati dimostrano, per la preside, "una consapevolezza maggiore che negli anni scorsi", svelando una notevole maturità: "Sanno essere anche critici nell’evidenziare quando un percorso magari non ha risposto alle aspettative e sanno considerare le competenze su cui quel percorso li ha aiutati".

Di fronte ai docenti, dunque, non arriva più una sterile descrizione dei fatti: "Non si ascolta un racconto che è la cronaca delle attività fatte, ma si apprezza una narrazione orientata verso quanto loro sono riusciti ad apprendere da queste progettualità. Non è assolutamente una formalità".

Lo stesso spirito analitico emerge nell'Educazione civica, materia che però le commissioni sanno ben circoscrivere. Come precisa Costarelli, "non gli si chiede di spaziare su tutto il campo possibile dell'educazione civica, perché è vastissimo". L'obiettivo è, invece, ben focalizzato: "Si vanno ad affrontare le tematiche dell'educazione civica che loro hanno affrontato nel corso del quinto anno, agganciate alle discipline d'esame". Su questi argomenti i ragazzi "sanno dimostrare un approccio critico, sanno fare degli importanti agganci e riflessioni sulle tematiche dell'attualità. Non è assolutamente una lezioncina ripetuta".

Nessuno sconto per le proteste sulla "scena muta" - C'è poi il tema più discusso della vigilia d’esame: il divieto di fare scena muta, diventato motivo di bocciatura immediata. Una rigidità che, però, ha spinto alcuni collettivi a protestare lo stesso, ma in modo alternativo e teoricamente "legale", consegnando una lettera ai commissari a inizio orale. Su questo fronte, la linea di Costarelli è però piuttosto dura, seppur sottolinei come, almeno nel Lazio, non le risulti "un fenomeno così diffuso". La direttiva, per lei, è cristallina: "Se mi capitasse, io prenderei la lettera e la lascerei là. Onestamente non la metto neanche negli atti, cioè la tengo chiusa e da presidente della commissione non la apro proprio, perché non è un documento che può entrare nell'esame".

L'esame di Stato, per la preside, ha una sua liturgia e non è la sede per le manifestazioni: "Ha una sua struttura, le prove si fanno tutte. Punto. Per manifestare le proprie idee di critica, di contestazione, in cinque anni di scuola superiore hanno avuto mille occasioni". La chiusura della presidente è, perciò, netta: "Nell'esame non si deve contestare, non si deve dimostrare nulla al mondo adulto, si deve svolgere una prova che è la conclusione del percorso scolastico italiano. Che piaccia o meno funziona così, e le istituzioni e quanto richiedono deve essere rispettato".

Il nuovo orale è promosso - Ma, alla fine, qual è il giudizio che la presidente di Anp Lazio dà della nuova formula degli orali? La risposta data a Skuola.net non lascia spazio a dubbi: la riforma Valditara ha "assolutamente centrato l'obiettivo". Un intervento strutturale importante che "ha toccato il sistema in punti nevralgici ed è andato proprio a eliminare quegli aspetti di maggiore criticità che l'esame precedente aveva". Il bilancio, dunque, sorride al colloquio rinnovato: "Veramente permette agli studenti di esprimersi nel modo più ampio e più approfondito possibile e alla commissione di avere elementi per una valutazione piena sul livello di maturità raggiunto".

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