la denuncia partita da sette dipendenti

Frasi sessiste, vibratori in ufficio e sculacciate: licenziato per molestie top manager della moda a Firenze

I giudici della sezione Lavoro del Tribunale: "Un clima caratterizzato da mancanza di rispetto, degradante e umiliante"

© istockphoto

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"Ragazze è l’ora del sesso"; "spostati, quella è la fila di chi ha le poppe e tu non le hai"; "sei ingrassata". Sono alcune delle frasi sessiste pronunciate e delle molestie avanzate da un super top manager della maison di alta moda Balenciaga alle proprie dipendenti. L'azienda con base a Scandicci (Firenze), dopo aver ricevuto le segnalazioni, lo ha licenziato in tronco

Il clima all'interno dell'azienda -

 Simulava il suono di una campanella oppure attaccava verbalmente le dipendenti con frasi come: "Tu mangi in continuazione", "perché sei cosi scura? Sei marocchina?". Come riportato dal Corriere Fiorentino, la decisione di licenziarlo presa dalla casa di alta moda, è avvenuta in maniera drastica ed è stata confermata anche dalla sezione Lavoro del Tribunale di Firenze, che ha respinto il ricorso dell’uomo.

Secondo i giudici, infatti, il comportamento messo in atto dal manager nei reparti dell’azienda avrebbe contribuito a "creare un ambiente di lavoro caratterizzato da mancanza di rispetto, degradante e umiliante per le lavoratrici".

Scatta la denuncia delle dipendenti -

 Il top manager aveva iniziato a lavorare all'interno dell'azienda toscana a partire dal 2015. Grazie a una serie di promozioni era arrivato a ricoprire ruoli di grande prestigio. Nel 2023 la direzione gli avrebbe notificato l’avvio di un procedimento disciplinare. La maison aveva ricevuto diverse segnalazioni anonime e nel questionario di valutazione dell'ambiente di lavoro, le dipendenti del settore che si interfacciavano quotidianamente con il manager avevano assegnato un punteggio bassissimo alla voce "discriminazioni". Durante una riunione di verifiche in seguito è emerso che le dipendenti del team apparivano spesso a disagio e restie a spiegare alla società i motivi di quel voto.

I comportamenti del dirigente sfociavano spesso in vere e proprie aggressioni fisiche e mortificazioni pubbliche: l’uomo, durante una riunione di lavoro avrebbe anche "sottoposto una dipendente a una indesiderata condotta, legandola a una sedia con un elastico alla presenza di colleghi", si legge nei resoconti del processo. I vibratori e le frasi sessiste sarebbero state presenza costante nei corridoi dell’azienda, come anche "le pacche sul sedere, vere e proprie sculacciate" e i continui inviti a non indossare il reggiseno o altri indumenti intimi sul posto di lavoro.

La scoperta delle molestie e la decisione di licenziamento Per fare chiarezza sulla vicenda, l’azienda avrebbe deciso di avviare indagini interne mirate, attraverso una serie di colloqui individuali e riservati con le lavoratrici, senza la presenza dei loro superiori. Proprio in questo contesto sarebbero emerse le "condotte indesiderate, asseritamente poste in essere nei confronti di alcune lavoratrici": ben 18 episodi contestati tra il 2021 e il 2023 che il 27 novembre dello stesso anno hanno spinto la ditta a firmare il licenziamento.

I commenti anche sulla sfera religiosa  I commenti inappropriati e dispregiatici del top manager avevano a che fare anche con la sfera personale, razziale e religiosa. A un’altra dipendente l’uomo avrebbe chiesto se fosse di origini marocchine e di fronte alla smentita della donna, che le avrebbe risposto di essere ebrea, l'uomo avrebbe risposto: "Ma è vero che tra ebrei avete rapporti sessuali con un lenzuolo con un buco?".

La sentenza ll manager avrebbe provato a contestare le accuse sia in sede disciplinare sia davanti alla magistratura. La giudice Barbara Fatale, rigettato il ricorso, avrebbe confermando la piena legittimità del licenziamento per giusta causa. Nelle motivazioni della sentenza si legge che la gravità della situazione che si era venuta a strutturare nell'azienda avrebbe contribuito a creare un ambiente di lavoro caratterizzato da mancanza di rispetto nei confronti delle dipendenti. "Il comportamento del dirigente è stato censurato duramente dai magistrati, poiché i comportamenti dell’uomo denotano indifferenza e spregio della professionalità e della dignità delle colleghe, degradante e mortificante".

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