"E' incominciata una guerra insensata e ingiustificata che alle tante sofferenze che sempre una guerra causa aggiungerà anche ulteriore insicurezza e rischi per il mondo intero. Ancora di più in queste ore dobbiamo far sentire la voce di quanti non si rassegnano e vogliono la pace". E' questo l'appello lanciato da Fassino dopo l'attacco in Iraq. E a mobilitarsi non sono solo i Ds, ma anche la Margherita: Rutelli sarà alla fiaccolata di Roma.
Cofferati: guerra irresponsabile L'ex leader della Cgil: "E' giusto rispondere subito. Bisogna reagire e sono le coscienze, in primo luogo, che devono ribellarsi. La guerra scatenata in Iraq e' un atto grave e irresponsabile. Per questo e' importante reagire per diffondere la cultura della pace. Non bisogna mai considerare la guerra come una cosa scontata e inevitabile".
"La guerra scatenata in Iraq è un atto grave e irresponsabile e una sconfitta della politica e può destabilizzare un'intera area mettendo definitivamente in crisi le Nazioni Unite". Scende in piazza a Milano contro il conflitto anche Sergio Cofferati.
Studenti e lavoratori in piazza
Mobilitazioni sono in corso contro la guerra in varie città italiane. In migliaia, i lavoratori milanesi, raccogliendo l'invito di Cgil, Cisl e Uil, hanno sfilato per le vie del capoluogo milanese. Stop immediato in molti stabilimenti Fiat, in altre fabbriche e nei porti liguri. Cortei di studenti a Perugia, Firenze, Napoli, Genova, Savona, Imperia, La Spezia, Torino e Roma. Molti gli striscioni arcobaleno e gli slogan "No alla guerra".
La Margherita espone la bandiera della pace "La cosa importante e' che ci sia una immediata mobilitazione in tutta Italia". Paolo Cento, da parte sua, invita a scendere in piazza contro la guerra in Iraq. Il deputato dei Verdi poi rincara: "Questa guerra illegittima va fermata anche con azioni di disobbedienza civile". "Mai come adesso e' necessario che si senta la voce dell'Italia che vuole la pace". Queste, invece, le parole del coordinatore della Margherita Dario Franceschini, secondo il quale, "di fronte alle ipocrisie di un governo che ci ha portato nella coalizione che sostiene la guerra illegittima di Bush, e' necessaria una pacifica, civile e costante mobilitazione degli italiani". "Per questo - auspica l'esponente della Margherita - sarebbe bello che nelle prossime ore, oltre agli scioperi e alle manifestazioni gia' indette, si moltiplicassero per dieci, per cento e per mille le bandiere della pace appese alle finestre delle case e degli uffici".
Le bandiere della pace sventolano dalle finestre della sede nazionale della Margherita in via delle Vergini, a Roma. L'ultima volta che dal quartier generale Dl erano state esposte bandiere era stato lo scorso 11 settembre, quando, in occasione dell'anniversario dell'attentato terroristico contro le Torri Gemelle, sventolarono dalla sede della Margherita le bandiere a stelle e strisce degli Usa. Per dire 'no alla guerra', un'ampia delegazione della Margherita ha annunciato poi la partecipazione alla fiaccolata per la pace in Campidoglio. Saranno presenti, tra gli altri, Francesco Rutelli, il vicepresidente Arturo Parisi, il coordinatore Dario Franceschini, i capigruppo alla Camera Pierluigi Castagnetti e al Senato Willer Bordon.
La Quercia si mobilita I Ds invitano il partito ad organizzare la mobilitazione "in ogni citta', in ogni scuola, in ogni luogo di lavoro per fermare una guerra insensata" affinche' "si dia voce alla volonta' di pace dei cittadini".
I Ds si sono mobilitati fin dall'alba. A via Nazionale si erano subito recati, dopo le prime notizie degli attacchi, il coordinatore della segreteria Vannino Chiti e la responsabile Esteri Marina Sereni. In accordo con Piero Fassino, partito per Bruxelles per partecipare ad un vertice del Pse, Chiti ha preparato una nota della segreteria in cui si esprime "profonda preoccupazione per l'inizio" di una guerra "ingiustificata e illegittima sotto il profilo del diritto internazionale che potrebbe produrre effetti devastanti per i costi umani e per le conseguenze sulla sicurezza e sulla stabilita' per il mondo intero". La segreteria Ds parla della "gravissima responsabilita' dell'amministrazione Bush nel chiudere la strada al disarmo pacifico dell'Iraq, contro la volonta' delle Nazioni Unite e della grande maggioranza dell'opinione pubblica mondiale".